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Jan 23, 2019 Last Updated 8:43 AM, Jan 23, 2019

Suggerimenti e consigli per gestire la dieta dei bimbi durante l'intera giornata.

Spesso si sottovaluta l'alimentazione dei bambini che vengono lasciati accudire ai nonni nelle settimane e nei mesi in cui la scuola è chiusa, sia in estate che durante l'anno scolastico, e per loro si respira piena aria di vacanza anche restando semplicemente in un'altra casa.

I nonni sono bravissimi in genere e sono una risorsa estremamente preziosa per i genitori impegnati ancora con il loro lavoro, ma in particolare sono fonte di crescita sociale importante per i piccoli con tutte le loro conoscenze accumulate e le esperienze vissute che nessun computer o gioco elettronico può neanche lontanamente fornire.

La dieta a tavola e quella "fuori tavola", cioè i frequenti spuntini concessi senza troppe riflessioni pur di accontentare i piccoli, sono però un punto debole su cui i nonni spesso si muovono un po' alla cieca memori dei loro passati percorsi che in diversi casi non sono proprio adeguati al contesto particolare.

Abbiamo da un lato una certa titubanza su cosa far consumare nei pasti principali rimanendo in linea con i canoni di una sana e preventiva alimentazione, naturalmente sempre di gusto, dall'altro le indecisioni sulla gestione degli extra dolci e grassi fuori pasto.

Una realtà confermata da una recente ricerca pubblicata su International Journal of Obesity condotta in Ingilterra in cui si è visto che i piccoli affidati ai nonni avevano all'età di tre anni ben il 34% in più di probabilità di essere sovrappeso.

Orzo con pomodorini e ceci al rosmarino 700x500 CSLo studio evidenzia un problema non di poco conto che in precedenza era stato messo in risalto anche in ricerche condotte in Cina e Giappone, in tutti è stato chiaro che spesso i bambini con i loro nonni rischiavano di andare fuori regime e arrivare al sovrappeso.

È utile allora fornire una serie di soluzioni e consigli pratici per aiutare i nonni nel loro, gravoso, compito in ambito alimentare che soprattutto nel periodo estivo assume un importanza particolare.

Siamo sulla stessa linea dello sforzo di conoscenza adottato anche per i genitori a cominciare dalla sensibilizzazione verso il problema grave del sovrappeso che può sfociare in quello più grave dell'obesità infantile sfatando convinzioni ancora radicate come quella che vuole un bimbo in salute solo se "molto in carne".

Stiliamo allora una serie di buoni consigli mettendo in evidenza quelli che, invece, sarebbero da dimenticare e non assecondare mai!

La prima buona regola è proporre in ogni pasto verdura e frutta di stagione giocando un po' con la fantasia per stimolarne il consumo, il gioco è anche la chiave per allontanare dai bambini l'idea che a essere buoni sono solo i piatti e i cibi che sono abituati a mangiare senza recriminazioni e che spesso sono però inadeguati alle loro esigenze.

Qui è fondamentale non cadere nella paura che se non si assecondano le richieste dei piccoli in termini di cibi preferiti loro non mangeranno "abbastanza".

Allo stesso tempo evitare che nell'arco della giornata ci siano spiluccamenti continui di cibo, i pasti devono essere regolari e costanti con orari lineari che poi è anche il modo per non fare sentire la fame fuori pasto.

Adeguiamo poi le porzioni alle loro esigenze fisiologiche senza pensare a quanto mangeremmo noi di quel cibo, introducendo nella dieta settimanale legumi, pesce, formaggi e uova a meno di problematiche specifiche.

A livello di sete soddisfare questa esigenza naturale particolarmente sentita in estate con sola e semplice acqua, non troppo fredda, bevuta in piccoli sorsi e frequentemente.

Fare attenzione alle quantità di dolci e gelati somministrati, in estate è particolarmente facile lasciarsi andare ad accontentare i bimbi con elementi dolci rinfrescanti, un buon espediente è anche quello di dirottare le scelte verso gelati e sorbetti alla frutta senza troppi dolcificanti aggiunti.

E visto che servono idee pratiche a tavola ecco una buona, bella e facile ricettina adatta ai bimbi come agli adulti, un bel banco di prova se i bimbi non hanno mai gustato certi sapori che sono comunque in linea con la loro sensibilità e sete di conoscenza.

 Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

La relazione tra alimentazione, dieta e peso dei bimbi e il ruolo dei legumi come fonte proteica.

Da sempre i legumi, tutti i legumi che sono una vastissima categoria anche se spesso in molti purtroppo ne conoscono giusto 1-2 varietà, sono uno dei pilastri della buona e sana cucina.

I motivi sono molteplici, intanto la relativa facilità nel conservarli, l'estrema praticità di conservazione una volta secchi, la loro trasportabilità a prescindere dalle condizioni climatiche, la loro resa da prodotto secco a quello rinvenuto e cotto e nell'epoca moderna la loro vastissima diffusione grazie al metodo dell'inscatolamento e precottura.

I legumi sono alimenti ricchi di tante cose spesso piccole e con nomi strani che racchiudono elisir di buona salute e di contrasto a numerose patologie tra cui una cospicua dose di proteine sostanze importanti da sempre, ma oggi al centro dell'attenzione per via di errate mode alimentari moderne che nelle proteine vedono la soluzione ai problemi di sovrappeso e una scorciatoia pericolosa per dimagrire velocemente senza considerare gli effetti collaterali.

Chi propaganda questa visione sul massiccio introito di proteine nella dieta è spesso un puro speculatore che fonda le sue tesi e i suoi guadagni economici sulla pelle delle persone che ingenuamente cercano soluzioni alle loro problematiche di peso, danni spesso invalidanti e pesanti a cui l'organismo fa fatica a reagire.

Lenticchie rosse in salsa profumate alla salvia con riso 700x500 CSE non è raro che i danni non solo ricadano sugli adulti, ma arrivano a portare effetti nefasti anche sui bimbi che devono affrontare in molti casi una relazione conflittuale con il cibo.

Uno studio recentissimo pubblicato su Medicine ha esaminato la relazione tra alimentazione, dieta e peso di quasi 400 bambini e pre-adolescenti Italiani scoprendo un dato eclatante rispetto alla convinzione comune della bontà di consumare abbondanti proteine e pochi carboidrati!

In sostanza i piccoli in sovrappeso o obesi consumavano alte percentuali di proteine nella dieta, soprattutto di origine animale, mentre quelli normopeso il contrario ricalcando più fedelmente i dettami della dieta mediterranea basata generalmente su cereali, frutta, verdura, legumi, semi e molto altro del mondo vegetale alimentare.

Secondo i ricercatori il dato di relazione è molto marcato e chiaro e dimostrerebbe come in realtà la demonizzazione dei carboidrati portata avanti in questi anni è del tutto errata.

Le proteine sono comunque importanti per chiunque e da sempre si sa che quelle di origine vegetale, sostanzialmente da cereali e legumi, sono quelle generalmente da preferire per limitare un abuso e migliorare l'efficienza di assimilazione alimentare.

Il problema nei bimbi è piuttosto quello di far accettare di buon grado il consumo dei legumi e spesso in questo senso sono gli stessi genitori a essere il peggior esempio possibile.

Ciò non toglie che anche per i piccoli i legumi rivestono una grande e strategica importanza e in qualche modo vanno trovate soluzioni pratiche, buone, colorate e intelligenti per farglieli consumare!

Una stuzzicante soluzione pratica si trova in questa ricetta che con estrema semplicità dimostra come preparare uno dei tanti piatti buoni che con i legumi è possibile fare, per bimbi e grandi!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Il ruolo dell'alimentazione e dei genitori. 

L'Istituto di ricerche mediche di Harvard riporta una notizia molto preoccupante sulla salute e sul futuro dei più piccoli e su cui tutti noi adulti abbiamo enormi responsabilità oggettive.
Analisi e osservazioni incrociate hanno portato a stabilire come ci sia stato negli ultimi anni un incremento del 27% di diabete, apnea notturna, pressione alta e dolori articolari a carico dei più piccoli e dei giovani di età compresa dagli 8 ai 17 anni.

Anche se i dati sembrano riguardare per gran parte la popolazione degli Stati Uniti non bisogna illudersi che la problematica non tocchi anche tanti altri paesi considerati evoluti, come la stessa Italia.

La causa non è difficile da individuare i ricercatori ne hanno messo ben in evidenza l'origine: un'alimentazione ad alta percentuale di grassi con eccessi continui di sale, dosi di zuccheri raffinati spropositati e abbondanza di conservanti chimici di ogni tipo.

Un quadro complessivo quindi in cui si nota un carico calorico elevatissimo a fronte di uno scarso movimento e dispendio energetico con il corollario di dosi insignificanti di frutta e verdura e l'influenza nefasta del consumo di cibi e bibite industriali rese ulteriormente attraenti dal basso costo economico.

Facile capire in questo quadro come la lunga mano delle catene di fastfood che hanno creato veri e propri luoghi di aggregazione giovanile abbiano una grave responsabilità diretta.
Così per i genitori diventa una dura, durissima battaglia quella di rendere famigliare ai bambini il gusto del cibo vero a base dei prodotti della terra di fronte a un palato ormai "drogato" dagli aromi artificiali contenuti nei cibi confezionati.

Coinvolgere i bambini nelle preparazioni di cucina è un’operazione più semplice di quanto si possa pensare e spesso può aiutare a contenere e superare le ansie che i piccoli riversano sul cibo.

Esistono però alcune regole che è bene seguire per affrontare al meglio ogni sorta di possibile imprevisto.

Per prima cosa bisogna esserne convinti e predisporsi mentalmente a un lavoro supplementare di pazienza e tempo, scegliendo i giorni soggettivamente più tranquilli, come la classica domenica.

la cucina per i bimbiSi deve poi considerare la cucina come un vero e proprio laboratorio operativo, un’area di lavoro ben precisa che deve rispondere a determinati criteri strutturali; spazi sufficientemente grandi e adatti al numero di fruitori, ben illuminati e areati, liberi da un eccessiva presenza di oggetti che possono intralciare i movimenti come sedie, tavolini, mobiletti o ripiani aperti.

 

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "La La Cucina per i Bimbi"

L'incidenza negativa di una cattiva alimentazione in gravidanza e nei primi anni di vita. 

L'assenza di una corretta alimentazione, in particolare lo scarso introito di frutta e verdura sommato al consumo di cibi ricchi di sostanze altamente invasive per la salute, è un danno accertato da tempo sia per la popolazione in generale che per le donne in gravidanza.
Ma se fino a ieri si riteneva che le conseguenze negative potevano riguardare solo le parti organiche del nascituro e la salute fisica con i consueti rischi di patologie come l'obesità e il diabete (già di per se conseguenze molto gravi) oggi abbiamo la certezza che sono anche la mente e il cervello a risentirne ampiamente con tutti i risvolti sul lato caratteriale e comportamentale delle giovani vite.

Dobbiamo questa scoperta a un interessante ricerca, decisamente originale e lungimirante, portata avanti dalla Deakin University di Melbourne e pubblicata sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry.

L'equipe guidata da Felice Jacka ha pazientemente incrociato i numerosi riscontri e relativi dati oggettivi di oltre 23.000 gestanti e dei loro figli dalla nascita (e gravidanza) al quinto anno di vita.
In particolare sono state raccolte informazioni dettagliate sulla dieta delle madri durante la gravidanza e su quella dei loro figli a 18 mesi e tre anni chiedendo allo stesso tempo ai genitori di segnalare eventuali sintomi di depressione, ansia, disturbo della condotta e disturbo di iperattività da deficit di attenzione riscontrati dai loro figli intorno ai 18 mesi, tre e cinque anni di età.
Il tutto tenendo conto di tutta una serie di fattori esterni extra alimentari che in qualche modo possono aver influito negativamente sul comportamento.

I risultati di questo lavoro hanno portato a una constatazione allarmante e preoccupante: le mamme che mangiano cibi poco sani, cereali raffinati, abbondanti zuccheri, bevande dolci e snack salati, durante la gravidanza hanno più alte probabilità di mettere al mondo bambini con problemi comportamentali seri.

Ma c'è di più perché in parallelo si è visto come i bambini che consumano alimenti squilibrati durante i primi anni della loro vita con una bassa presenza di quelli più salutari come le verdure, manifestano chiari sintomi esterni di disagio comportamentale e internamente tendenza alla depressione e ansia.
Interessante anche il dettaglio, più di un dettaglio, che "l'errore" sulla strategia alimentare seguita era indipendente dalla situazione economica, sociale e culturale dei soggetti analizzati.

Un altro monito forte sull'importanza di seguire un alimentazione corretta e il più possibile preventiva, se non per se stessi almeno per il bene dei propri figli.

In cucina con i piccoli

 cucina bimbi foto p

 

Coinvolgere i bambini nelle preparazioni di cucina è un’operazione più semplice di quanto si possa pensare e spesso può aiutare a contenere e superare le ansie che i piccoli riversano sul cibo. Esistono però alcune regole che è bene seguire per affrontare al meglio ogni sorta di possibile imprevisto.

 

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