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Sep 23, 2018 Last Updated 7:56 AM, Sep 23, 2018

Quanto una corretta alimentazione può favorire la resa scolastica e il buon sonno notturno nei ragazzi.
L'esperienza di vita a scuola è un momento impegnativo sia per i piccoli o ragazzi sia per i genitori che devono organizzarsi su tutta una serie di fronti per supportare al meglio la crescita culturale dei figli che si spera sia la migliore possibile in una fase di sviluppo importante.

Un elemento comune a tutti i genitori e che a volte genera molta preoccupazione è cosa fare mangiare ai propri figli per fornirgli quelle risorse energetiche utili, sane e vantaggiose a superare al meglio l'impegno scolastico dell'intera giornata tra i banchi.
È una domanda questa che ha sensibilizzato anche numerosi ricercatori e gli studi in merito condotti negli anni sono assai numerosi.
Tutti hanno cercato di capire cosa e come può essere più funzionale dal punto di vista alimentare alla resa scolastica dei ragazzi.

Pesce gratinato su pomodori alla calabrese 970x600 CSUna delle ultime ricerche pubblicate su Appetite ha coinvolto più di 4200 studenti tra gli 8 e i 15 anni arrivando a una serie interessante di considerazioni.
Per prima cosa la verdura è risultata essere la componente a maggiore incidenza positiva sui ragazzi, una notizia davvero bella e rilevante.

La sua influenza benefica è probabilmente dovuta alla presenza di sostanze antiossidanti e composti bioattivi che migliorano le funzionalità cognitive.
A seguire la frutta e l'importante momento della prima colazione che non deve essere mai saltata ne trascurata, mentre (e su questo non c'è nulla di che sorprendersi) bibite zuccherate e prodotti similari si sono dimostrati i peggiori elementi rispetto alla resa scolastica.
Una buona alimentazione per i ragazzi deve però favorire anche il loro sonno notturno e in questa ottica è bene non appesantire troppo il pasto serale magari con abbondanti dosi di pasta e carboidrati.
Una presenza di quote proteiche facilmente digeribili sommate a una buona dose di verdura e la presenza di elementi fortemente salutari come la frutta secca può essere una buona soluzione.
Anche se magari su questo fronte serve poi trovare pratiche soluzioni di cucina, quello che vi forniamo noi ad esempio in questa semplice e pratica ricetta!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Suggerimenti e consigli per gestire la dieta dei bimbi durante l'intera giornata.

Spesso si sottovaluta l'alimentazione dei bambini che vengono lasciati accudire ai nonni nelle settimane e nei mesi in cui la scuola è chiusa, sia in estate che durante l'anno scolastico, e per loro si respira piena aria di vacanza anche restando semplicemente in un'altra casa.

I nonni sono bravissimi in genere e sono una risorsa estremamente preziosa per i genitori impegnati ancora con il loro lavoro, ma in particolare sono fonte di crescita sociale importante per i piccoli con tutte le loro conoscenze accumulate e le esperienze vissute che nessun computer o gioco elettronico può neanche lontanamente fornire.

La dieta a tavola e quella "fuori tavola", cioè i frequenti spuntini concessi senza troppe riflessioni pur di accontentare i piccoli, sono però un punto debole su cui i nonni spesso si muovono un po' alla cieca memori dei loro passati percorsi che in diversi casi non sono proprio adeguati al contesto particolare.

Abbiamo da un lato una certa titubanza su cosa far consumare nei pasti principali rimanendo in linea con i canoni di una sana e preventiva alimentazione, naturalmente sempre di gusto, dall'altro le indecisioni sulla gestione degli extra dolci e grassi fuori pasto.

Una realtà confermata da una recente ricerca pubblicata su International Journal of Obesity condotta in Ingilterra in cui si è visto che i piccoli affidati ai nonni avevano all'età di tre anni ben il 34% in più di probabilità di essere sovrappeso.

Orzo con pomodorini e ceci al rosmarino 700x500 CSLo studio evidenzia un problema non di poco conto che in precedenza era stato messo in risalto anche in ricerche condotte in Cina e Giappone, in tutti è stato chiaro che spesso i bambini con i loro nonni rischiavano di andare fuori regime e arrivare al sovrappeso.

È utile allora fornire una serie di soluzioni e consigli pratici per aiutare i nonni nel loro, gravoso, compito in ambito alimentare che soprattutto nel periodo estivo assume un importanza particolare.

Siamo sulla stessa linea dello sforzo di conoscenza adottato anche per i genitori a cominciare dalla sensibilizzazione verso il problema grave del sovrappeso che può sfociare in quello più grave dell'obesità infantile sfatando convinzioni ancora radicate come quella che vuole un bimbo in salute solo se "molto in carne".

Stiliamo allora una serie di buoni consigli mettendo in evidenza quelli che, invece, sarebbero da dimenticare e non assecondare mai!

La prima buona regola è proporre in ogni pasto verdura e frutta di stagione giocando un po' con la fantasia per stimolarne il consumo, il gioco è anche la chiave per allontanare dai bambini l'idea che a essere buoni sono solo i piatti e i cibi che sono abituati a mangiare senza recriminazioni e che spesso sono però inadeguati alle loro esigenze.

Qui è fondamentale non cadere nella paura che se non si assecondano le richieste dei piccoli in termini di cibi preferiti loro non mangeranno "abbastanza".

Allo stesso tempo evitare che nell'arco della giornata ci siano spiluccamenti continui di cibo, i pasti devono essere regolari e costanti con orari lineari che poi è anche il modo per non fare sentire la fame fuori pasto.

Adeguiamo poi le porzioni alle loro esigenze fisiologiche senza pensare a quanto mangeremmo noi di quel cibo, introducendo nella dieta settimanale legumi, pesce, formaggi e uova a meno di problematiche specifiche.

A livello di sete soddisfare questa esigenza naturale particolarmente sentita in estate con sola e semplice acqua, non troppo fredda, bevuta in piccoli sorsi e frequentemente.

Fare attenzione alle quantità di dolci e gelati somministrati, in estate è particolarmente facile lasciarsi andare ad accontentare i bimbi con elementi dolci rinfrescanti, un buon espediente è anche quello di dirottare le scelte verso gelati e sorbetti alla frutta senza troppi dolcificanti aggiunti.

E visto che servono idee pratiche a tavola ecco una buona, bella e facile ricettina adatta ai bimbi come agli adulti, un bel banco di prova se i bimbi non hanno mai gustato certi sapori che sono comunque in linea con la loro sensibilità e sete di conoscenza.

 Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Alcuni consigli utili per renderli protagonisti a natale.

Natale sta arrivando. Luci scintillanti, colori e sapori tipici invadono le strade delle nostre città e con essi la voglia di rendere felici le persone che amiamo.
Sono i bambini che attendono con maggiore ansia e gioia il Natale, sperando che Babbo Natale possa accontentare tutte le loro richieste.
Natale è soprattutto la loro festa e, per vedere illuminarsi i loro sorrisi, gli adulti sono ben disposti a spendere qualcosa in più, nonostante i tempi di crisi.

Ma Natale non è solo doni. Il rischio principale per le famiglie e che la festa di Natale si trasformi in una corsa frenetica al regalo all'ultima moda, al giocattolo più tecnologico che non faccia sfigurare i nostri bambini rispetto ai loro compagni di classe.
I piccoli di casa, da parte loro, rischiano di considerare il Natale solo come un'occasione per ricevere regali, perdendo il senso autentico della festa, che dovrebbe tradursi nella voglia di stare insieme e di condividere momenti di pura gioia con la propria famiglia e i propri cari.
Come fare quindi a coinvolgere i bambini nell'attendere il Natale in modo sano?

Bimba in cucina 500x340 CSCucinare con i bambini per educarli al Natale.
Un modo per coinvolgere i bambini e trasmettergli il significato più autentico del Natale è cucinare con loro i piatti tipici della tradizione natalizia.
Come la Dottoressa Daniela Lucini, Responsabile Sezione di Medicina dell'Esercizio e Patologie funzionali dell'Ospedale Humanitas argomenta - "Non solo cucinare ma anche fare la spesa per i pranzi del Natale è certamente un'attività educativa alla base dei processi in grado di cambiare gli stili di vita dei bambini. È possibile coinvolgerli nella preparazione dei piatti della tradizione ma a basso contenuto di grassi, oppure con ingredienti alternativi".

Cucinare con i nostri bambini a Natale diventa quindi un modo alternativo per trascorrere del tempo con loro e per educarli ad una sana alimentazione, trasmettendo loro l'idea che mangiare in modo sano non significa necessariamente mangiare piatti poveri di gusto ma che il gusto del cibo che mangiamo dipende solo dagli ingredienti che si utilizzano, dalla qualità e quantità che se ne utilizzano.
Cucinando e mangiando i cibi preparati con le loro mani, i bambini capiranno la differenza tra i prodotti industriali e preconfezionati e i cibi fatti in casa, privi di conservanti e molto più nutrienti: i cibi preparati con le loro mani ne usciranno sicuramente vittoriosi.

È importante far comprendere che si può mangiare e cucinare in modo sano anche a Natale, attraverso un'attenta scelta degli ingredienti e delle ricette, che privilegeranno l'utilizzo dell'olio extravergine di oliva, dei prodotti freschi e della cottura al forno in sostituzione delle fritture.
I bambini potranno divertirsi ad esempio nella preparazione di allegre composizioni di frutta nelle forme che richiamano il Natale, realizzando con mandarini, kiwi, ananas e altro dei piccoli Babbo Natale o di pizze a forma di albero di Natale, da decorare con spinaci lessati, mozzarella, pomodori o carote.

Un altra idea carina è la realizzazione di un pupazzo di neve con il semplice riso bollito e della salsa di pomodoro come vedete simpaticamente in foto!
Le proprietà dei cibi freschi e sani sono tantissime e i benefici vanno dal miglioramento delle difese immunitarie, ai benefici sulla pelle, sulla circolazione, sulla salute delle ossa.
Per conoscere e approfondire le proprietà dei cibi freschi e scegliere i migliori alimenti da includere nel vostro menù di Natale, potete consultare il parere e i consigli di alcuni esperti presenti in questi siti:

Staibene.it
Almeglio.it
Fondazioneveronesi.it

L'importanza di prevenire efficacemente anoressia e bulimia, consigli e regole utili.  

Le problematiche legate all'anoressia e alla bulimia possono portare molte preoccupazioni, difficoltà e disagi profondi sia per chi le subisce sia per chi deve assistere e aiutare chi è in difficoltà come è il caso di genitori che seguono i propri figli.

È un tema molto delicato e complesso quello dell'approccio degli adolescenti con il cibo, la loro visione in rapporto con il peso e i modelli sociali più nefasti e devastanti a cui purtroppo sono soggetti e in qualche modo risucchiati senza alcun rispetto.

Spiedini di involtini di zucchine scamorza e pomodorini con farro al basilico 700x500 CSTra anoressia e bulimia ci sono ampi oscillamenti di mille fattori diversi e chi è genitore si trova spesso nell'enorme difficoltà di capire la linea da seguire sia dal punto di vita comportamentale sia a tavola che rimane il perno di tutte queste dinamiche potenzialmente molto pericolose.

Di recente è uscito un importante documento preparato dall'Academy of Pediatrics che ha fornito da un lato un fotografia precisa della situazione e dall'altro preziosi consigli utili sia ai medici pediatrici sia alle famiglie alle prese con queste problematiche.

È uno strumento molto funzionale per capire come comportarsi e quali strategie portare avanti da cui sostanzialmente sono uscite alcune linee guida base.

  1. Fare in modo ogni volta che è possibile di consumare i pasti insieme ai figli preparando magari insieme a loro piatti e preparazioni fatte in casa e non comprate fuori evitando durante il consumo di accendere la televisione.
  2. Lasciare a portata di mano in maniera molto facile e semplice alimenti salutari come frutta, ortaggi, legumi, cereali integrali, acqua.
  3. Al contrario non tenere a disposizione bibite dolci di qualsiasi tipo, cibi industriali ricchi di carboidrati super raffinati e grassi nefasti, snack salati e calorici.
  4. Portare avanti uno stile di vita dinamico e attivo per tutta la famiglia.
  5. Attivare e mantenere ostante il concetto di porzione personale che va adottato alle caratteristiche soggettive.
  6. Mantenere un atteggiamento laico con il cibo senza fare classificazioni e distinzioni tra buoni e cattivi alimenti e senza imporre o indicare a forza modelli alimentari estremi.
  7. Non far diventare il cibo strumento di condizionamento educativo usandolo a mo di punizione, ricompensa o ricatto morale.

Oltre a tutto questo è indubbio che un elemento principale su cui prestare molta attenzione è l'intreccio speculativo tra diete dimagranti e peso, un rapporto ambivalente che può portare molti danni con se distorcendo completamente la realtà cognitiva dei ragazzi.

Rispetto alle diete va portata avanti un azione concreta di dissuasione a prescindere dalle condizioni fisiche a meno che non siano veramente estreme.

Non si tratta ovviamente di non portare avanti una strategia dietetica positiva, anzi ci devono essere precise cognizioni in questo senso, ma il tutto va affrontato con naturalezza e tranquillità senza citare o darne enfasi particolare.

Sul peso va fatto un analogo percorso cercando di non parlarne in senso assoluto, ne di quello degli adolescenti ne di quello degli adulti in senso esteso, questo per evitare di farlo diventare l'ossessione principale che si lega in maniera disastroso con l'immagine del corpo.

Una malsana idea fissa che nella mente dei più indifesi, condizionata profondamente dai modelli sociali, si lega al modello pseudo perfetto di magra silhouette, l'unica che si ritiene vincente e alla moda.

Un modello da contrastare opponendo una visione del corpo positiva legata alla propria soggettiva e personalità che è unica da individuo a individuo.

In generale quindi, sia a tavola che fuori contesto alimentare, bisogna dialogare e parlare delle dinamiche alimentari e costituzionali sempre in termini di positività evitando gli apprezzamenti negativi o enfatizzanti i presunti difetti.

Al contrario sono le abilità personali, le doti e le prerogative interiori a essere messe in primo piano sapendole sapientemente intrecciare con una buona strategia alimentare.

Contano poi anche semplici passaggi in cucina, come quello di abbinare insieme elementi nutrizionali che possono comporre un quadro equilibrato facendo in modo che a livello di presentazione la preparazione culinaria sia accattivante e invogliante.

Come in questo eccellente esempio alla portata di tutti!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

La prevenzione deve partire fin dai primi anni per scongiurare brutte conseguenze in tarda età.

La patologia che colpisce le ossa del corpo è strettamente legata all'alimentazione, dieta e cibi consumati ne condizionano in maniera concreta l'evoluzione in positivo o negativo.

Le conseguenze di un indebolimento delle scheletro nel suo complesso sono diverse anche se la principale rimane l'osteoporosi, una condizione di forte fragilità ossea che può portare a conseguenze molto gravi se non curata in maniera efficace.

Un adeguata alimentazione e il consumo abbondante di determinati cibi aiuta in maniera incisiva a prevenire la sua insorgenza, attenuare le conseguenze sull'organismo, aiutare ad evitare pericolose degenerazioni e condizioni di pericolo.

Esiste a oggi una sottovalutazione del problema rispetto alla sua prevenzione, questo non tanto per le persone adulte post cinquantenni che vengono sollecitate da molti anni rispetto alla salute delle ossa.

Una sollecitazione positiva naturalmente che però tende a intervenire a livello preventivo o di aiuto spesso solo troppo tardi quando in realtà è necessario da subito tenere in considerazione alta la saluta delle ossa.

Bisogna considerare che lo sviluppo della massa ossea e la crescita più consistente avviene fra gli 11 e i 18 anni e fino ai 20-30 anni continua a svilupparsi fino a toccare il picco massimo (diverso da individuo a individuo) per poi iniziare a diminuire inesorabilmente.

La necessità di sostanza importanti come il calcio quindi ha un evoluzione precisa nell'arco della vita e i primi 30 anni come rilevato da un documento pubblicato da poco dalla National Osteoporosis Foundation appaiono determinanti.

Fusilli con salsina verde di ricotta piselli e olio al basilico 700x500 CSSe fino a 7-10 anni ad esempio serve introdurre giornalmente almeno 1100 mg di calcio questi passano a 1300 fino a circa 17 anni (con un lieve differenza tra maschi e femmine), per poi attestarsi sui 1000 g fino ai 30 anni.

In tutto questo arco di tempo ci si gioca il futuro delle proprie ossa, anche se è bene sottolinearlo la sostanza determinante per la saluta delle ossa non è esclusivamente il calcio.

Ed è anche bene sottolineare che questo sale minerale importante non è contenuto esclusivamente nei latticini come spesso si tende a credere, la sua fama in questo senso è più che altro dovuta all'abbondanza di calcio nei prodotti concentrati derivati dal latte.

Basti pensare che come contenuti si può arrivare a ben 1200 mg in una porzione di grana da 100 g, un tetto massimo che però molti altri formaggi non raggiungono attestandosi mediamente a poco meno di 1/3 di questo quantitativo.

Alimenti molto più sani o con grassi meno invadenti e compromettenti hanno ugualmente ottime percentuali di calcio, i legumi secchi, la frutta secca oleosa, alcune acque minerali e molte verdure a foglie verdi.

La buona salute delle ossa è in definitiva dovuta a un insieme di sostanze protettrici fra cui moltissime contenute appunto negli alimenti di origine vegetale e la cui mancanza, per quanto calcio ci si ostino a consumare con altri alimenti, porta a serie problematiche.

Intervenire fin da subito con un attenzione al tipo di alimentazione consumata oltre allo stimolo nell'eseguire un adeguata attività fisica (condizione che è più facile avvenga rispetto a una buona dieta) è la strategia migliore per assicurarsi in tarda età le migliori condizioni possibili di ossa e affini.

E per un bambino in crescita cardini di questa prevenzione sono sostanze fondamentali come il calcio (sostanza assimilabile direttamente dai cibi) e la vitamina D (vitamina molto legata all'attività fisica e all'esposizione corretta al sole), poi in misura secondaria (ma comunque importante) proteine, frutta, verdura, altre vitamine come la C e la fibra.

L'alimentazione e soprattutto la cucina quindi svolgono un ruolo importante sotto questo aspetto e "pensare" a cibi protettivi delle ossa anche per chi affronta i primi decenni della propria vita dovrebbe essere un impegno importante da tenere in considerazione, in primo luogo da chi professionalmente si occupa di salute e cucina.

Per avere uno spunto goloso ecco un piatto rivolto a bimbi e giovani (oltre che agli adulti naturalmente!) che ha un buon equilibrio complessivo e un buon mix di sostanze utili alle ossa.

Una ricetta a base di pasta con una buona dose di piselli lavorati in due modi differenti, una quantità di formaggi non eccessiva (con la ricotta poco invadente in termini di grassi e calorie), i pomodorini a colorare e il basilico a profumare.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

In cucina con i piccoli

 cucina bimbi foto p

 

Coinvolgere i bambini nelle preparazioni di cucina è un’operazione più semplice di quanto si possa pensare e spesso può aiutare a contenere e superare le ansie che i piccoli riversano sul cibo. Esistono però alcune regole che è bene seguire per affrontare al meglio ogni sorta di possibile imprevisto.

 

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