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Jul 13, 2020 Last Updated 9:07 PM, Jul 8, 2020

Consumare mele con le loro preziose pectine aiuta a diminuire i livelli di colesterolo cattivo. 

Ci sono molti alimenti che possono aiutare l'organismo a contenere i livelli di colesterolo portando a diminuire il livello di quello più dannoso, definito spesso cattivo e conosciuto con la sigla LDL.
E spesso lo stesso alimento non si limita a diminuire il cattivo, ma aiuta anche ad aumentare la presenza di quello definito buono siglato HDL.

Uno di questi alimenti, per altro gustoso e consigliabile da consumare sempre a prescindere dia livelli di colesterolo, è la mela che è stata oggetto di un particolare studio condotto dalla Florida State University.

La chiave di tutto sono probabilmente le pectine che come altre ricerche hanno confermato fanno parte di quella massa di fibre solubili che hanno potenti effetti positivi su molti meccanismi interni dell'organismo.
E le mele sono ricche di pectine come del resto di tante Vitamine e Sali minerali, per cui con l'approssimarsi della nuova stagione di raccolta converrà farne un'ampia scorta.

Nello studio sono state coinvolte 160 donne fra i 45 e i 65 anni, a un primo gruppo sono state fatte consumare 75 g di mele secche al giorno, a un secondo gruppo lo stesso peso di prugne secche.
Tutto questo per un periodo di almeno 6 mesi superato il quale sono state controllate attraverso esami di accertamento sui livelli di colesterolo nel sangue.
Chi aveva consumato la razione di mele (in termini di frutta fresca 1-2 mele al giorno) era riuscito a ridurre il livello del colesterolo LDL del 23% arrivando anche a perdere peso malgrado teoricamente avessero assunto una discreta razione di calorie in più tramite le mele.

Perdita di peso che sembra sia dovuta ancora una volta alle pectine che aumentando il senso di sazietà bloccano gli stimoli della fame aiutata in questo anche dalle fibre presenti nelle mele in particolare se consumate con la buccia accertandosi prima, come è ovvio, che arrivino da coltivazioni biologiche.

Ecco una ricetta per consumare con gusto le mele

L'importanza dei cereali in chicchi e delle loro preziose fibre.

È una sostanza indispensabile per l'organismo (senza praticamente cessano numerose funzioni organiche) e allo stesso tempo accusata, a torto o ragione, di contribuire a scatenare patologie serie e invasive se non addirittura mortali.

Si tratta del colesterolo sui cui purtroppo le industrie farmaceutiche speculano alla grande, teoricamente per fini nobili ovvero la salvaguardia della salute dei pazienti, in pratica con il grande sospetto comprovato da studi, libri e ricerche autonome di pure ambizioni economiche.

Ma quante armi abbiamo tramite l'alimentazione per contrastare un alta percentuale di colesterolo nel sangue e controllare i suoi effetti sulla salute?
Molte, moltissime a cominciare dai più comuni e poco usati cereali in chicchi spesso sottovalutati in cucina come ad esempio orzo e avena.

Riscoperti da alcuni degli ultimi studi scientifici per via dell'alto ruolo protettivo grazie all'elevata percentuale di beta glucani che contengono portano in dote numerose altre prerogative positive.

Torniamo ai Beta glucani, parola misteriosa ai più che però porta con se vantaggi non indifferenti per la salute dell'uomo tanto da essere al centro dell'attenzione degli studi più moderni.

Zuppa cremosa in verde con avena 700x500 CSÈ una fibra solubile e come tutte le fibre è già preziosa solo per questo motivo, la nostra protagonista però ha una precisa funzione che risulta potenzialmente molto utile per molte persone, quella di aiutare a ridurre il colesterolo.
E lo fa in maniera piacevole, nel senso che per assimilarla basta consumare quei cibi che la contengono in maggiore quantità fra cui appunto avena e orzo.

Sottolineiamo in maggiore quantità perché la dose effetto si ha quando se ne consuma almeno 3 grammi al giorno e questi ottimi cereali per ogni 100 grammi di quantitativo consumato (una porzione un po' abbondante ma facilmente prevedibile in un piatto unico) ne portano oltre i 3 grammi arrivando nel caso dell'orzo perlato o della sua farina fino a 4,2 grammi.

Oltre questo dosaggio non si hanno ulteriori vantaggi per cui è inutile esagerare!
Per altro la ricerca alimentare applicata all'agricoltura sta cercando di selezionare le tipologie di ogni singolo cereale che più contengono beta glucani.

Ma come si è arrivati a queste considerazioni?
Soprattutto grazie a una meta analisi dell'American Journal of Clinical Nutrition che ha passato al setaccio ben 28 studi e ricerche che mettevano in relazione, confrontavano e incrociavano diete e pasti quotidiani con una dose adeguata di beta glucani e diete con dosi più basse o quasi nulle.

Chi consumava almeno 3 grammi di questa fibra aveva in media una riduzione del colesterolo LDL di circa il 7% (9,6 mg/dl), una media che si innalzava in chi aveva livelli di colesterolo molto elevati e singolarmente nei diabetici.
Una singolarità spiegata dal fatto che avena e orzo come anche cereali simili apportano all'organismo anche dosi interessanti di polifenoli, acidi fenolici e lignani notoriamente utili per la prevenzione delle disfunzioni metaboliche.

Tornando ai beta clucani il loro effetto è spiegato dalla intrinseca e particolare viscosità che contribuisce a ridurre proprio quella frazione di colesterolo in gergo definita "cattiva", anche se si ipotizza che l'apporto positivo vada ben oltre questo singolo meccanismo.

È quindi importante consumare questi cereali e se per l'orzo le occasioni sono un po' più frequenti, esistono ad esempio nel nord Italia un discreto numero di ricette tradizionali a base di orzo, per l'avena il discorso è più complicato e il rischio è quello di consumarla soltanto attraverso i diffusi fiocchi meno efficaci e purtroppo spesso infarciti di zuccheri e grassi aggiunti.

Per questo suggeriamo questa ricetta con protagonista l'avena in chicchi che di per se è ottima anche consumata semplicemente lessata grazie alla sua lieve dolcezza naturale.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Il loro ruolo per la salute in generale e come aiuto contro il colesterolo. 

Una forte barriera naturale per contrastare efficacemente gli effetti nocivi di un tasso di colesterolo troppo alto ci arriva con tutta facilità dal consumo di alimenti integrali.
Le fibre in essi contenute, infatti, si rivelano estremamente utili innanzitutto per mantenere l'intero organismo in salute e in secondo luogo come valido contributo per abbassare il livello di colesterolo «cattivo» nel sangue.

Le fibre contenute negli alimenti, combinazione complessa di polisaccaridi indigeribili, possono essere di due tipi diversi.

Le insolubili (in prevalenza cellulose e lignine) hanno la capacità di transitare nell'organismo senza sciogliersi in acqua ma assorbendola in maniera vantaggiosa con influenza diretta sulla composizione delle feci che risultano così più voluminose, morbide, idratate e facilmente eliminabili.

Le solubili (le più conosciute sono pectine e mucillagini presenti in grandi quantità in legumi e frutta) al contrario si associano con l'acqua e formano masse legate con importanti effetti preventivi e di pulizia interna.

Ad esempio la loro abbondante presenza assicura il contenimento e la diminuzione dell'indice glicemico con un prezioso controllo del glucosio nel sangue e aiuta a limitare l'assimilazione del colesterolo contenuto negli alimenti consumati.
Un aiuto questo molto importante per allontanare il più possibile il pericolo di incorrere in patologie come il diabete e le complicanze cardiovascolari.

Quante fibre dovremmo consumare per ottenere un buon effetto generale? Almeno 30 g al giorno e a meno di controindicazioni specifiche anche di più.
Dove troviamo queste fibre? In una lunga serie di importanti alimenti a cominciare dalle tante tipologie di cereali integrali (riso, orzo, farro, miglio, avena, segale, ecc.), proseguendo per i fantastici legumi con cui realizzare eccellenti piatti ricchi in proteine senza ricorrere alla carne, quindi tutti gli ortaggi di stagione come la famiglia dei cavoli, le carote, i carciofi, le verdure a foglia e tutti i frutti di stagione a iniziare da prugne, mele, pere, kiwi e così via.

Una buona cucina di gusto e prevenzione è fatta proprio dalla combinazione di tutte queste materie prime della terra a cui integrare buoni e sani grassi come l'olio da olive, alimenti ricchi in vitamine e Sali minerali, tanta acqua e una sana e frequente attività fisica.

Gli effetti del consumo sul colesterolo e sulla salute cardiovascolare.

Le spesso poco considerate verdure a foglia verde si rivelano un patrimonio di virtù che abbracciano fortemente la salute dell'organismo.

Di recente, ad esempio, si è scoperto che hanno una vocazione del tutto particolare nel ridurre il rischio cardiovascolare che purtroppo rimane molto elevato per una larga fetta di popolazione occidentale e ultimamente anche delle fasce più povere.

Il ruolo estremamente positivo delle verdure a foglia verde è stato ribadito ed evidenziato con chiarezza da una recente meta-analisi che ha coinvolto otto diversi studi ed è stata pubblicata sul Journal of the Royal Society of Medicine Cardiovascular Disease.

I ricercatori hanno passato diverso tempo ad esaminare con attenzione e nei minimi dettagli gli studi campione valutando gli elementi comuni.

Così si è evidenziato come un elevato consumo di spinaci, erbette, bietole, cime di rapa e altri ortaggi simili all'interno della dieta quotidiana si traduceva in un interessante diminuzione del rischio cardiovascolare stimato intorno al 16% .

Nidi di cime di rapa al profumo di acciughe mandorle e limone 700x500 CSEffetti così importanti dovrebbero spingere chi incorre nelle problematiche relative al colesterolo alto come in altre patologie legate alla funzione cardiovascolare a consumare una buona dose di verdure a foglia verde con una frequenza alta.

Ricordiamo per altro che il ruolo positivo di questi vegetali non si ferma solo all'ambito cardiovascolare, ci sono prove certe di come i loro benefici coinvolgono direttamente la salute degli occhi, tutelino al meglio le capacità cognitive in età avanzata, contrastino con efficacia il diabete e diversi tipi di tumori.

Sono poi alimenti nobili che introducono nell'organismo un'alta percentuale di fibre estremamente utili alla regolare funzionalità intestinale, buone dosi di folati, sali minerali come potassio, ferro e magnesio, vitamine C, E e K, specifici carotenoidi, la luteina e il beta-carotene, la cui azione antiossidante è un elemento di forte protezione organica.

Dalla meta-analisi però sembra emergere un ulteriore dato nuovo che riguarda una sostanza finora portata poco alla ribalta delle cronache, l'ossido nitrico.

La sua azione inibitoria sull'aggregazione piastrinica sembra sia di notevole impatto diretto per quanto riguarda la salute cardiovascolare di ogni individuo a prescindere da sesso e età.

Questa specifica sostanza può essere sintetizzata sia dall'aminoacido arginina presente in buona parte della frutta secca, sia dal nitrato contenuto nelle verdure a foglia verde.

Nitrato che è in una forma naturale nelle verdure e non ha nulla a che fare con i nitrati esterni in funzione additiva che volutamente sono aggiunti alle carni lavorate per la loro funzione antimicrobica e che sono ben noti per avere risvolti negativi sulla salute.

A tavola abbiamo la possibilità di ritrovare con gusto e piacere una buona dose delle sostanze protettive fin qui citate in questo eccellente e semplice piatto a base di cime di rapa, verdure a foglia verde che insieme a tutto il resto apportano all'organismo composti contenenti zolfo, i glucosinolati, capaci di liberare nell'organismo molecole con effetti antitumorali.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Un gustoso aiuto per contrastare il colesterolo

L'avena (Avena sativa) è un dei migliori cereali in chicchi che è possibile consumare con una certa frequenza date le sue notevoli qualità nutrizionali a beneficio della salute e del buon funzionamento dell'organismo.

Per quanto sia sgusciata e ripulita mantiene intatta in se la preziosa crusca e il germe interno garantendo un introito importante di fibre e importanti sostanze nutritive.

Può essere consumata sotto forma di classici chicchi a loro volta trasformabili in fiocchi facendoli passare tra lame di acciaio in modo da assumere una consistenza più densa e piacevole al palato o in farina ottima per pane e prodotti da forno.

Contiene ottime percentuali di manganese, selenio, fosforo, ferro e soprattutto magnesio un micro nutriente estremamente importante a livello di prevenzione.

Ma sono le fibre dell'avena ad avere un ruolo di prim'ordine rispetto alla salute grazie alla presenza di betaglucano sostanza estremamente efficace nel ridurre il livello di colesterolo come dimostrano i numerosi studi che hanno messo in relazione l'assunzione della crusca d’avena con i valori LDL riscontrati nel sangue dei pazienti che consumavano mediamente ogni giorno 3 g di fibra solubile in varie modalità.

 

Avena fiocchi CSI chicchi decorticati possono essere conservati abbastanza a lungo se riposti in un luogo asciutto e lontano dalla luce e da fonti di calore, farina e fiocchi hanno invece una tolleranza minore ed è preferibile consumarli in breve tempo senza fare scorte eccessive.

Una delle modalità di consumo più piacevoli in cucina è preparare i chicchi in squisite zuppe con magari la presenza di pesce.

Una traccia veloce che possiamo suggerirvi è quella di rosolare abbondanti porri, aggiungere delle seppie in grossi pezzi e l'avena in chicchi dopo averla ammollata per alcune ore.

Quindi profumare con alloro e pomodori pelati, cuocere per 45 minuti circa e completare con un poco di olio a crudo, poche gocce di succo di limone e del prezzemolo.

Ci auguriamo che gradirete, ma in ogni caso farete solo del bene al vostro organismo!

Il "problema" colesterolo e il ruolo alimentare

 colesterolo cat

 

Anche se gli studi sono in continua evoluzione, vi siano pareri contrastanti sulla problematica e sia messa in evidenza l'influenza e il condizionamento diretto che le case farmaceutiche esercitano, il colesterolo allo stato attuale è considerato un "osservato speciale" da monitorare con attenzione e, se troppo elevato, riportare a parametri potenzialmente meno problematici.

 

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