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Sep 22, 2019 Last Updated 8:57 AM, Sep 18, 2019

La molecola lipidica colesterolo non è una sostanza estranea che invade i tessuti dell'organismo, ma al contrario di quello che si potrebbe essere indotti a pensare è un elemento fondamentale per il buon funzionamento di molti organi, la formazione dei sali biliari, della vitamina D e di molti ormoni, tanto che il corpo ne produce di per se 1-2 grammi al giorno, un quantitativo piccolo solo in apparenza.

Il tutto avviene prevalentemente attraverso il fegato che con il contributo di altri organi contribuisce a produrre circa 2/3 del fabbisogno giornaliero (colesterolo endogeno), mentre il rimanente viene ricavato dagli alimenti (colesterolo esogeno).

prevenire il colesteroloL'eliminazione (parziale) avviene attraverso la bile, la pelle e l'intestino, ma questo meccanismo naturale non garantisce lo smaltimento completo di questa sostanza continuamente prodotta.

Quando è in eccesso succede allora che si accumula nel tessuto adiposo e a lungo andare questo deposito tende a indurire, irritare e infiammare le pareti delle arterie che perdono progressivamente la loro flessibilità, si irrigidiscono e arrivano pericolosamente ad occludersi.

Secondo la Società Europea dell'Arteriosclerosi si ritiene che i valori medi ottimali di colesterolo nel sangue siano di 200/220 mg per 100 ml per l'adulto e 160/180 mg per i bambini, ma è bene ricordare che si tratta di una media da mettere in relazione con molti altri fattori come le percentuali di colesterolo cattivo e buono e il ruolo dei trigliceridi.

 

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Prevenire il Colesterolo"

Un gustoso aiuto per contrastare il colesterolo

L'avena (Avena sativa) è un dei migliori cereali in chicchi che è possibile consumare con una certa frequenza date le sue notevoli qualità nutrizionali a beneficio della salute e del buon funzionamento dell'organismo.

Per quanto sia sgusciata e ripulita mantiene intatta in se la preziosa crusca e il germe interno garantendo un introito importante di fibre e importanti sostanze nutritive.

Può essere consumata sotto forma di classici chicchi a loro volta trasformabili in fiocchi facendoli passare tra lame di acciaio in modo da assumere una consistenza più densa e piacevole al palato o in farina ottima per pane e prodotti da forno.

Contiene ottime percentuali di manganese, selenio, fosforo, ferro e soprattutto magnesio un micro nutriente estremamente importante a livello di prevenzione.

Ma sono le fibre dell'avena ad avere un ruolo di prim'ordine rispetto alla salute grazie alla presenza di betaglucano sostanza estremamente efficace nel ridurre il livello di colesterolo come dimostrano i numerosi studi che hanno messo in relazione l'assunzione della crusca d’avena con i valori LDL riscontrati nel sangue dei pazienti che consumavano mediamente ogni giorno 3 g di fibra solubile in varie modalità.

 

Avena fiocchi CSI chicchi decorticati possono essere conservati abbastanza a lungo se riposti in un luogo asciutto e lontano dalla luce e da fonti di calore, farina e fiocchi hanno invece una tolleranza minore ed è preferibile consumarli in breve tempo senza fare scorte eccessive.

Una delle modalità di consumo più piacevoli in cucina è preparare i chicchi in squisite zuppe con magari la presenza di pesce.

Una traccia veloce che possiamo suggerirvi è quella di rosolare abbondanti porri, aggiungere delle seppie in grossi pezzi e l'avena in chicchi dopo averla ammollata per alcune ore.

Quindi profumare con alloro e pomodori pelati, cuocere per 45 minuti circa e completare con un poco di olio a crudo, poche gocce di succo di limone e del prezzemolo.

Ci auguriamo che gradirete, ma in ogni caso farete solo del bene al vostro organismo!

La combinazione di alimenti integrali nella dieta più efficace della riduzione generalizzata dei grassi.

In una notizia riportata nella nostra sezione dedicata al diabete avevamo già visto come è oggi accertato che più della quantità di grassi ingeriti quello che conta è la qualità sommata a una serie di altri fattori.

Di recente si è arrivati a conclusioni analoghe con una profonda analisi che ha vagliato i dati relativi agli studi sull'impatto della dieta sulle malattie cardiache a partire dal 1957 fino a oggi, un arco temporale immenso per una ricerca e quindi estremamente attendibile.
Condotta dai ricercatori dell'University of Arizona College of Medicine e della Northwestern University dott. James E. Dalen e dott. Stephen Devries l'analisi revisionale, pubblicata sul The American Journal of Medicine, ha evidenziato chiaramente come le persone che seguivano nel tempo una dieta con elevate percentuali di alimenti integrali a dispetto delle quantità di grassi hanno beneficiato di una maggiore riduzione di morte per disturbi cardiovascolari.

In sostanza la conclusione è stata che l'apporto di fibre integrali, soprattutto derivanti da frutta fresca e secca, verdure, cereali e legumi ha un influenza e un importanza maggiore rispetto all'attenzione spasmodica e spesso ossessiva sui grassi come a lungo creduto dagli studiosi.

Con la precisazione che grassi si e anche discretamente abbondanti, ma di assoluta qualità e carica preventiva come l'insuperabile olio da olive.
In passato si cercavano di ridurre parametri tutt'ora importanti, come i livelli di colesterolo, circoscrivendo fortemente la dose di grassi ingerita, i risultati erano si diretti e consequenziali, ma sorprendentemente la riduzione di colesterolo e company non attenuava i tassi di morte per eventi cardiovascolari.
Come dichiarato dal coautore dello studio James E. Dalen ".....quasi tutti gli studi clinici negli anni '60 , '70 e '80 vertevano sul confronto di diete normali con quelle caratterizzate da una bassa assunzione di grassi totali, basso contenuto di grassi saturi, colesterolo basso e un aumento dei grassi polinsaturi....... .queste diete hanno fatto ridurre i livelli di colesterolo. Tuttavia, esse non hanno ridotto l'incidenza di infarto miocardico o morte per malattie coronariche».

Al contrario le diete a alta percentuale integrale, in particolare quelle che ricalcano lo stile mediterraneo, risultano di fatto più efficaci nel prevenire le malattie cardiache malgrado non diminuiscano in maniera particolare il colesterolo LDL.

L'altro coautore dell'analisi Stephen Devries della Divisione di Cardiologia, Northwestern University aggiunge "......la potenza di combinare singoli alimenti cardioprotettivi (tipica dello stile mediterraneo come i grassi monoinsaturi che si trovano nella frutta secca e si sommano a quelli dell'olio da olive, NdR) è notevole, e forse anche più forte di molti farmaci e procedure che sono state al centro della cardiologia moderna"...

In conclusione sulla base dei dati provenienti da diversi autorevoli studi i ricercatori affermano che è molto più rilevante e consigliabile spingere al consumo abbondante di un mix di alimenti integrali comprendente verdure, frutta, cereali integrali, noci e pesce, piuttosto che concentrarsi su una dieta povera di grassi poiché questo modello è più cardioprotettivo e in generale aiuta meglio a prevenire le malattie cardiache.

Le virtù di questo ortaggio per il controllo del colesterolo e altre importanti funzioni dell'organismo.

I carciofi sono uno degli ortaggi più buoni che appartengono quasi come un esclusiva alla migliore cucina Italiana, non c'è regione del nostro paese, infatti, che non contempli un buon numero di ricette con questa eccellente verdura.

Con un vantaggio per il gusto e il piacere della tavola, ma con la lungimiranza che contraddistingue spesso la tradizione culinaria Italiana di vedere nel cibo e in questo caso nel carciofo un potente alleato della salute.

Lungimiranza confermata da molte ricerche e studi scientifici e tra le ultime riportiamo le interessanti conclusioni a cui è arrivata una facoltà di medicina lombarda, quella dell'Università di Pavia.

Indagando con cura sulle reali proprietà dei carciofi è emerso molto bene come questo alimento svolge una precisa azione protettiva nei confronti delle malattie cardiovascolari.
Nello specifico si è messo in risalto la ricchezza di numerose molecole bioattive appartenenti al ramo dei polifenoli come l'acido caffeico (cinarina, acido clorogenico, acido caffeico) e dei flavonoidi (luteolina, cinaroside e l'ormai famosa quercetina).

Sfogliatine intrecciate con farcia di carciofi e asparagi 700x500 CSElementi protettivi e preventivi che si sono dimostrati molto utili per controllare i valori, l'assorbimento e la sintesi del colesterolo da parte dell'organismo.

Oltre a questo importante aspetto ha colpito l'effetto positivo sulla digestione, il buon controllo della glicemia nel sangue, il miglioramento delle funzioni intestinali e l'efficace controllo sull'assorbimento di grassi e zuccheri.

Una conferma poi su quello che da sempre viene attribuito al carciofo in termini di salute e prevenzione, ovvero la sua forte azione protettiva nei confronti del fegato.

Ci si potrebbe chiedere però se le virtù del carciofo rimangono solo a crudo o perdurano anche dopo la cottura?
A questa domanda ha risposto in maniera per molti versi sorprendete un'altra ricerca Italiana pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry.

Sorprendente perché non solo si è visto che non si perdevano le sostanze presenti a crudo, ma le capacità antiossidanti del carciofo cotto aumentavano in maniera incredibile arrivando a essere 15 volte di più nel caso della cottura a vapore e 8 volte nel caso della bollitura.

Dati su cui riflettere e che andrebbero assimilati un po' da tutti giusto per aumentare la propria consapevolezza ridimensionando magari il mito di chi ritiene sana unicamente un alimentazione a crudo!

Un motivo in più per mangiare carciofi di stagione più non posso!!!

Come in questa intrigante ed esclusiva ricetta!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

L'importanza dei cereali in chicchi e delle loro preziose fibre.

È una sostanza indispensabile per l'organismo (senza praticamente cessano numerose funzioni organiche) e allo stesso tempo accusata, a torto o ragione, di contribuire a scatenare patologie serie e invasive se non addirittura mortali.

Si tratta del colesterolo sui cui purtroppo le industrie farmaceutiche speculano alla grande, teoricamente per fini nobili ovvero la salvaguardia della salute dei pazienti, in pratica con il grande sospetto comprovato da studi, libri e ricerche autonome di pure ambizioni economiche.

Ma quante armi abbiamo tramite l'alimentazione per contrastare un alta percentuale di colesterolo nel sangue e controllare i suoi effetti sulla salute?
Molte, moltissime a cominciare dai più comuni e poco usati cereali in chicchi spesso sottovalutati in cucina come ad esempio orzo e avena.

Riscoperti da alcuni degli ultimi studi scientifici per via dell'alto ruolo protettivo grazie all'elevata percentuale di beta glucani che contengono portano in dote numerose altre prerogative positive.

Torniamo ai Beta glucani, parola misteriosa ai più che però porta con se vantaggi non indifferenti per la salute dell'uomo tanto da essere al centro dell'attenzione degli studi più moderni.

Zuppa cremosa in verde con avena 700x500 CSÈ una fibra solubile e come tutte le fibre è già preziosa solo per questo motivo, la nostra protagonista però ha una precisa funzione che risulta potenzialmente molto utile per molte persone, quella di aiutare a ridurre il colesterolo.
E lo fa in maniera piacevole, nel senso che per assimilarla basta consumare quei cibi che la contengono in maggiore quantità fra cui appunto avena e orzo.

Sottolineiamo in maggiore quantità perché la dose effetto si ha quando se ne consuma almeno 3 grammi al giorno e questi ottimi cereali per ogni 100 grammi di quantitativo consumato (una porzione un po' abbondante ma facilmente prevedibile in un piatto unico) ne portano oltre i 3 grammi arrivando nel caso dell'orzo perlato o della sua farina fino a 4,2 grammi.

Oltre questo dosaggio non si hanno ulteriori vantaggi per cui è inutile esagerare!
Per altro la ricerca alimentare applicata all'agricoltura sta cercando di selezionare le tipologie di ogni singolo cereale che più contengono beta glucani.

Ma come si è arrivati a queste considerazioni?
Soprattutto grazie a una meta analisi dell'American Journal of Clinical Nutrition che ha passato al setaccio ben 28 studi e ricerche che mettevano in relazione, confrontavano e incrociavano diete e pasti quotidiani con una dose adeguata di beta glucani e diete con dosi più basse o quasi nulle.

Chi consumava almeno 3 grammi di questa fibra aveva in media una riduzione del colesterolo LDL di circa il 7% (9,6 mg/dl), una media che si innalzava in chi aveva livelli di colesterolo molto elevati e singolarmente nei diabetici.
Una singolarità spiegata dal fatto che avena e orzo come anche cereali simili apportano all'organismo anche dosi interessanti di polifenoli, acidi fenolici e lignani notoriamente utili per la prevenzione delle disfunzioni metaboliche.

Tornando ai beta clucani il loro effetto è spiegato dalla intrinseca e particolare viscosità che contribuisce a ridurre proprio quella frazione di colesterolo in gergo definita "cattiva", anche se si ipotizza che l'apporto positivo vada ben oltre questo singolo meccanismo.

È quindi importante consumare questi cereali e se per l'orzo le occasioni sono un po' più frequenti, esistono ad esempio nel nord Italia un discreto numero di ricette tradizionali a base di orzo, per l'avena il discorso è più complicato e il rischio è quello di consumarla soltanto attraverso i diffusi fiocchi meno efficaci e purtroppo spesso infarciti di zuccheri e grassi aggiunti.

Per questo suggeriamo questa ricetta con protagonista l'avena in chicchi che di per se è ottima anche consumata semplicemente lessata grazie alla sua lieve dolcezza naturale.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Il "problema" colesterolo e il ruolo alimentare

 colesterolo cat

 

Anche se gli studi sono in continua evoluzione, vi siano pareri contrastanti sulla problematica e sia messa in evidenza l'influenza e il condizionamento diretto che le case farmaceutiche esercitano, il colesterolo allo stato attuale è considerato un "osservato speciale" da monitorare con attenzione e, se troppo elevato, riportare a parametri potenzialmente meno problematici.

 

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