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Sep 21, 2019 Last Updated 8:57 AM, Sep 18, 2019

Il loro ruolo per la salute in generale e come aiuto contro il colesterolo. 

Una forte barriera naturale per contrastare efficacemente gli effetti nocivi di un tasso di colesterolo troppo alto ci arriva con tutta facilità dal consumo di alimenti integrali.
Le fibre in essi contenute, infatti, si rivelano estremamente utili innanzitutto per mantenere l'intero organismo in salute e in secondo luogo come valido contributo per abbassare il livello di colesterolo «cattivo» nel sangue.

Le fibre contenute negli alimenti, combinazione complessa di polisaccaridi indigeribili, possono essere di due tipi diversi.

Le insolubili (in prevalenza cellulose e lignine) hanno la capacità di transitare nell'organismo senza sciogliersi in acqua ma assorbendola in maniera vantaggiosa con influenza diretta sulla composizione delle feci che risultano così più voluminose, morbide, idratate e facilmente eliminabili.

Le solubili (le più conosciute sono pectine e mucillagini presenti in grandi quantità in legumi e frutta) al contrario si associano con l'acqua e formano masse legate con importanti effetti preventivi e di pulizia interna.

Ad esempio la loro abbondante presenza assicura il contenimento e la diminuzione dell'indice glicemico con un prezioso controllo del glucosio nel sangue e aiuta a limitare l'assimilazione del colesterolo contenuto negli alimenti consumati.
Un aiuto questo molto importante per allontanare il più possibile il pericolo di incorrere in patologie come il diabete e le complicanze cardiovascolari.

Quante fibre dovremmo consumare per ottenere un buon effetto generale? Almeno 30 g al giorno e a meno di controindicazioni specifiche anche di più.
Dove troviamo queste fibre? In una lunga serie di importanti alimenti a cominciare dalle tante tipologie di cereali integrali (riso, orzo, farro, miglio, avena, segale, ecc.), proseguendo per i fantastici legumi con cui realizzare eccellenti piatti ricchi in proteine senza ricorrere alla carne, quindi tutti gli ortaggi di stagione come la famiglia dei cavoli, le carote, i carciofi, le verdure a foglia e tutti i frutti di stagione a iniziare da prugne, mele, pere, kiwi e così via.

Una buona cucina di gusto e prevenzione è fatta proprio dalla combinazione di tutte queste materie prime della terra a cui integrare buoni e sani grassi come l'olio da olive, alimenti ricchi in vitamine e Sali minerali, tanta acqua e una sana e frequente attività fisica.

Se non in dosi eccessive non bisogna preoccuparsi della presenza di uova nella dieta per chi ha problemi di colesterolo.

Per molto tempo si è creduto che le persone soggette a alti livelli di colesterolo dovessero evitare tassativamente una serie di alimenti ritenuti nocivi, come le uova.

Sul tema colesterolo uova si sono scritte numerose pagine e portate avanti speculazioni a non finire, in moltissimi casi prive di alcun fondamento reale e provato basandosi più che altro su supposizioni, collegamenti, ipotesi, teorie.
Questo sia in ambito medico che puramente divulgativo disorientando molto chi doveva scegliere cosa e come mangiare.

Per fortuna sulle uova negli ultimi anni sono uscite molte e interessanti ricerche che hanno ridimensionato di molto i presunti danni di questo alimento mettendo in luce le sue reali peculiarità alimentari e tracciando una strada chiara e finalmente comprensibile per tutti.

Tutto nasce dal contenuto innato delle uova in colesterolo e dalla erronea equazione fatta da molti "tanto colesterolo nelle uova tanti danni alla salute", dimenticando a priori che il colesterolo di per se non è un veleno ma una sostanza essenziale per il corpo senza la quale ci sarebbero serie conseguenze vitali.

Uova delicate con salsina di pomodorini e formaggio 700x500 CSPer altro il cibo non è l'unico modo di introdurre colesterolo tanto che il nostro intelligente organismo lo produce da se se gli serve smentendo così l'errata convinzione che quello che abbiamo nel sangue sia collegato solo a quello che consumiamo.

Ritornando alle uova un recente studio portato avanti da studiosi del Karolinska Insitutet di Stoccolma ha esaminato una serie di criteri oggettivi valutando quante uova mediamente venivano consumate in Svezia su un campione rappresentativo di ben 38 mila uomini e 33 mila donne.

Oltre al consumo di uova negli stessi soggetti si è osservato il livello di complicazioni e patologie cardiovascolari avvenute nel corso di ben 13 anni, il tutto, infatti, rientrava in altri due più grandi studi nazionali tesi a indagare vari aspetti di vita della popolazione svedese.

I due dati incrociati non hanno mostrato alcuna correlazione tra il consumo di uova e situazioni di pericolo per la salute come l'infarto o l'ictus.

Questo studio conferma le conclusioni di precedenti ricerche concordi sulla necessità di rivedere le errate convinzioni del consumo di uova rispetto all'influenza sul colesterolo e altre funzioni organiche del corpo.

È dunque necessario chiarire come la moderata presenza di uova nella dieta non porta, da un punto di vista nutrizionale, particolari problematiche nella maggioranza delle persone.

L'attenzione va piuttosto riposta sui metodi di cottura e trattamento di questo alimento come di tutti gli alimenti in generale.
A conferma di questo arriva una recente ricerca pubblicata su Food Chemistry in cui si è osservato con chiarezza che uova cotte al forno per 40 minuti a calore troppo spinto (ovviamente in composti elaborati come i classici sformati) arrivano a perdere fino al 60% di vitamina D rispetto a cotture più brevi e con temperature meno alte.

Se quindi si vogliono consumare uova per sentirne pienamente il sapore e assimilare al meglio le sue sostanze nutritive servono tecniche di cottura più attente.

Come quella presente in questa invitante ricetta dove le uova sposano una profumata e squisita salsina rossa di pomodorini!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Il "problema" colesterolo e il ruolo alimentare

 colesterolo cat

 

Anche se gli studi sono in continua evoluzione, vi siano pareri contrastanti sulla problematica e sia messa in evidenza l'influenza e il condizionamento diretto che le case farmaceutiche esercitano, il colesterolo allo stato attuale è considerato un "osservato speciale" da monitorare con attenzione e, se troppo elevato, riportare a parametri potenzialmente meno problematici.

 

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