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May 24, 2019 Last Updated 7:18 AM, May 22, 2019

La relazione tra alimentazione, dieta e peso dei bimbi e il ruolo dei legumi come fonte proteica.

Da sempre i legumi, tutti i legumi che sono una vastissima categoria anche se spesso in molti purtroppo ne conoscono giusto 1-2 varietà, sono uno dei pilastri della buona e sana cucina.

I motivi sono molteplici, intanto la relativa facilità nel conservarli, l'estrema praticità di conservazione una volta secchi, la loro trasportabilità a prescindere dalle condizioni climatiche, la loro resa da prodotto secco a quello rinvenuto e cotto e nell'epoca moderna la loro vastissima diffusione grazie al metodo dell'inscatolamento e precottura.

I legumi sono alimenti ricchi di tante cose spesso piccole e con nomi strani che racchiudono elisir di buona salute e di contrasto a numerose patologie tra cui una cospicua dose di proteine sostanze importanti da sempre, ma oggi al centro dell'attenzione per via di errate mode alimentari moderne che nelle proteine vedono la soluzione ai problemi di sovrappeso e una scorciatoia pericolosa per dimagrire velocemente senza considerare gli effetti collaterali.

Chi propaganda questa visione sul massiccio introito di proteine nella dieta è spesso un puro speculatore che fonda le sue tesi e i suoi guadagni economici sulla pelle delle persone che ingenuamente cercano soluzioni alle loro problematiche di peso, danni spesso invalidanti e pesanti a cui l'organismo fa fatica a reagire.

Lenticchie rosse in salsa profumate alla salvia con riso 700x500 CSE non è raro che i danni non solo ricadano sugli adulti, ma arrivano a portare effetti nefasti anche sui bimbi che devono affrontare in molti casi una relazione conflittuale con il cibo.

Uno studio recentissimo pubblicato su Medicine ha esaminato la relazione tra alimentazione, dieta e peso di quasi 400 bambini e pre-adolescenti Italiani scoprendo un dato eclatante rispetto alla convinzione comune della bontà di consumare abbondanti proteine e pochi carboidrati!

In sostanza i piccoli in sovrappeso o obesi consumavano alte percentuali di proteine nella dieta, soprattutto di origine animale, mentre quelli normopeso il contrario ricalcando più fedelmente i dettami della dieta mediterranea basata generalmente su cereali, frutta, verdura, legumi, semi e molto altro del mondo vegetale alimentare.

Secondo i ricercatori il dato di relazione è molto marcato e chiaro e dimostrerebbe come in realtà la demonizzazione dei carboidrati portata avanti in questi anni è del tutto errata.

Le proteine sono comunque importanti per chiunque e da sempre si sa che quelle di origine vegetale, sostanzialmente da cereali e legumi, sono quelle generalmente da preferire per limitare un abuso e migliorare l'efficienza di assimilazione alimentare.

Il problema nei bimbi è piuttosto quello di far accettare di buon grado il consumo dei legumi e spesso in questo senso sono gli stessi genitori a essere il peggior esempio possibile.

Ciò non toglie che anche per i piccoli i legumi rivestono una grande e strategica importanza e in qualche modo vanno trovate soluzioni pratiche, buone, colorate e intelligenti per farglieli consumare!

Una stuzzicante soluzione pratica si trova in questa ricetta che con estrema semplicità dimostra come preparare uno dei tanti piatti buoni che con i legumi è possibile fare, per bimbi e grandi!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Una radice naturale dalle tante virtù, ma anche dalla pericolosa tendenza ad alzare la pressione.

Le virtù della liquirizia sono molteplici, fra le tante questa radice è un eccellente antinfiammatorio per la mucosa dello stomaco proteggendolo efficacemente dallo stress acido a cui viene sottoposto quotidianamente.

Esiste però un aspetto meno desiderabile e piacevole indotto dalla liquirizia che da molto tempo si conosce e si cerca sempre di mettere in evidenza data la sua possibile incidenza pericolosa sulla salute.

Parliamo come è intuibile dell'innalzamento della pressione che in persone con valori bassi è un bene, ma poiché la maggioranza degli individui tende ad avere una pressione troppo alta il consumo (eccessivo) di liquirizia può essere un problema serio.

Ancora di più nei bambini che per quanto incredibile possono andare incontro a un consumo incontrollato dovuto alle tante caramelle che contengono direttamente (in quanto esplicitamente a base di liquirizia) o indirettamente questa radice aromatica.

Recentemente un caso specifico ha portato all'attenzione dei medici la questione, la vicenda si è svolta in Italia quando al policlinico Sant'Orsola di Bologna è stato ricoverato un bambino di dieci anni per gravi convulsioni senza apparente causa.
Prima di arrivare a capire la causa si è dovuto faticare parecchio in quanto il bimbo aveva analisi del sangue del tutto normali e altri parametri nella norma, solo la pressione era inspiegabilmente molto alta con il sintomo diretto di un forte mal di testa.

Grazie alla risonanza magnetica si è arrivati a capire la patologia probabile, sindrome encefalopatica posteriore reversibile, in pratica il rigonfiamento anomalo della corteccia cerebrale, situazione rara nell'adulto e rarissima nei bimbi.

Scartate per inesistenza effettiva tutte le altre possibile cause di questa alterazione rimaneva l'unica responsabile certa, l'ipertensione.
Ma dovuta a cosa in un bimbo per altri aspetti del tutto sano?

Infine la scoperta dovuta a un banale esame dei denti, inspiegabilmente neri malgrado una settimana di ricovero in ospedale: il bimbo aveva consumato per lungo tempo una media di 20 caramelle a base di liquirizia al giorno.

È bene precisare che una singola caramella contiene dosi di liquirizia ampiamente sotto la dose limite di consumo, il problema specifico era che per almeno 4 mesi il bimbo ne aveva ingerite una quantità enorme.

Un invito ai genitori e non demonizzare affatto la sostanza, ma a fare attenzione quanto se ne consuma giornalmente, un invito non solo rispetto ai bimbi ma agli stessi adulti.

Il caso è stati ritenuto talmente rilevante da essere pubblicato sulle pagine di Pediatric Neurology in modo da essere divulgato e reso a conoscenza della maggior parte degli operatori e studiosi.

Alcuni consigli utili per renderli protagonisti a natale.

Natale sta arrivando. Luci scintillanti, colori e sapori tipici invadono le strade delle nostre città e con essi la voglia di rendere felici le persone che amiamo.
Sono i bambini che attendono con maggiore ansia e gioia il Natale, sperando che Babbo Natale possa accontentare tutte le loro richieste.
Natale è soprattutto la loro festa e, per vedere illuminarsi i loro sorrisi, gli adulti sono ben disposti a spendere qualcosa in più, nonostante i tempi di crisi.

Ma Natale non è solo doni. Il rischio principale per le famiglie e che la festa di Natale si trasformi in una corsa frenetica al regalo all'ultima moda, al giocattolo più tecnologico che non faccia sfigurare i nostri bambini rispetto ai loro compagni di classe.
I piccoli di casa, da parte loro, rischiano di considerare il Natale solo come un'occasione per ricevere regali, perdendo il senso autentico della festa, che dovrebbe tradursi nella voglia di stare insieme e di condividere momenti di pura gioia con la propria famiglia e i propri cari.
Come fare quindi a coinvolgere i bambini nell'attendere il Natale in modo sano?

Bimba in cucina 500x340 CSCucinare con i bambini per educarli al Natale.
Un modo per coinvolgere i bambini e trasmettergli il significato più autentico del Natale è cucinare con loro i piatti tipici della tradizione natalizia.
Come la Dottoressa Daniela Lucini, Responsabile Sezione di Medicina dell'Esercizio e Patologie funzionali dell'Ospedale Humanitas argomenta - "Non solo cucinare ma anche fare la spesa per i pranzi del Natale è certamente un'attività educativa alla base dei processi in grado di cambiare gli stili di vita dei bambini. È possibile coinvolgerli nella preparazione dei piatti della tradizione ma a basso contenuto di grassi, oppure con ingredienti alternativi".

Cucinare con i nostri bambini a Natale diventa quindi un modo alternativo per trascorrere del tempo con loro e per educarli ad una sana alimentazione, trasmettendo loro l'idea che mangiare in modo sano non significa necessariamente mangiare piatti poveri di gusto ma che il gusto del cibo che mangiamo dipende solo dagli ingredienti che si utilizzano, dalla qualità e quantità che se ne utilizzano.
Cucinando e mangiando i cibi preparati con le loro mani, i bambini capiranno la differenza tra i prodotti industriali e preconfezionati e i cibi fatti in casa, privi di conservanti e molto più nutrienti: i cibi preparati con le loro mani ne usciranno sicuramente vittoriosi.

È importante far comprendere che si può mangiare e cucinare in modo sano anche a Natale, attraverso un'attenta scelta degli ingredienti e delle ricette, che privilegeranno l'utilizzo dell'olio extravergine di oliva, dei prodotti freschi e della cottura al forno in sostituzione delle fritture.
I bambini potranno divertirsi ad esempio nella preparazione di allegre composizioni di frutta nelle forme che richiamano il Natale, realizzando con mandarini, kiwi, ananas e altro dei piccoli Babbo Natale o di pizze a forma di albero di Natale, da decorare con spinaci lessati, mozzarella, pomodori o carote.

Un altra idea carina è la realizzazione di un pupazzo di neve con il semplice riso bollito e della salsa di pomodoro come vedete simpaticamente in foto!
Le proprietà dei cibi freschi e sani sono tantissime e i benefici vanno dal miglioramento delle difese immunitarie, ai benefici sulla pelle, sulla circolazione, sulla salute delle ossa.
Per conoscere e approfondire le proprietà dei cibi freschi e scegliere i migliori alimenti da includere nel vostro menù di Natale, potete consultare il parere e i consigli di alcuni esperti presenti in questi siti:

Staibene.it
Almeglio.it
Fondazioneveronesi.it

Quanto una corretta alimentazione può favorire la resa scolastica e il buon sonno notturno nei ragazzi.
L'esperienza di vita a scuola è un momento impegnativo sia per i piccoli o ragazzi sia per i genitori che devono organizzarsi su tutta una serie di fronti per supportare al meglio la crescita culturale dei figli che si spera sia la migliore possibile in una fase di sviluppo importante.

Un elemento comune a tutti i genitori e che a volte genera molta preoccupazione è cosa fare mangiare ai propri figli per fornirgli quelle risorse energetiche utili, sane e vantaggiose a superare al meglio l'impegno scolastico dell'intera giornata tra i banchi.
È una domanda questa che ha sensibilizzato anche numerosi ricercatori e gli studi in merito condotti negli anni sono assai numerosi.
Tutti hanno cercato di capire cosa e come può essere più funzionale dal punto di vista alimentare alla resa scolastica dei ragazzi.

Pesce gratinato su pomodori alla calabrese 970x600 CSUna delle ultime ricerche pubblicate su Appetite ha coinvolto più di 4200 studenti tra gli 8 e i 15 anni arrivando a una serie interessante di considerazioni.
Per prima cosa la verdura è risultata essere la componente a maggiore incidenza positiva sui ragazzi, una notizia davvero bella e rilevante.

La sua influenza benefica è probabilmente dovuta alla presenza di sostanze antiossidanti e composti bioattivi che migliorano le funzionalità cognitive.
A seguire la frutta e l'importante momento della prima colazione che non deve essere mai saltata ne trascurata, mentre (e su questo non c'è nulla di che sorprendersi) bibite zuccherate e prodotti similari si sono dimostrati i peggiori elementi rispetto alla resa scolastica.
Una buona alimentazione per i ragazzi deve però favorire anche il loro sonno notturno e in questa ottica è bene non appesantire troppo il pasto serale magari con abbondanti dosi di pasta e carboidrati.
Una presenza di quote proteiche facilmente digeribili sommate a una buona dose di verdura e la presenza di elementi fortemente salutari come la frutta secca può essere una buona soluzione.
Anche se magari su questo fronte serve poi trovare pratiche soluzioni di cucina, quello che vi forniamo noi ad esempio in questa semplice e pratica ricetta!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

La prevenzione deve partire fin dai primi anni per scongiurare brutte conseguenze in tarda età.

La patologia che colpisce le ossa del corpo è strettamente legata all'alimentazione, dieta e cibi consumati ne condizionano in maniera concreta l'evoluzione in positivo o negativo.

Le conseguenze di un indebolimento delle scheletro nel suo complesso sono diverse anche se la principale rimane l'osteoporosi, una condizione di forte fragilità ossea che può portare a conseguenze molto gravi se non curata in maniera efficace.

Un adeguata alimentazione e il consumo abbondante di determinati cibi aiuta in maniera incisiva a prevenire la sua insorgenza, attenuare le conseguenze sull'organismo, aiutare ad evitare pericolose degenerazioni e condizioni di pericolo.

Esiste a oggi una sottovalutazione del problema rispetto alla sua prevenzione, questo non tanto per le persone adulte post cinquantenni che vengono sollecitate da molti anni rispetto alla salute delle ossa.

Una sollecitazione positiva naturalmente che però tende a intervenire a livello preventivo o di aiuto spesso solo troppo tardi quando in realtà è necessario da subito tenere in considerazione alta la saluta delle ossa.

Bisogna considerare che lo sviluppo della massa ossea e la crescita più consistente avviene fra gli 11 e i 18 anni e fino ai 20-30 anni continua a svilupparsi fino a toccare il picco massimo (diverso da individuo a individuo) per poi iniziare a diminuire inesorabilmente.

La necessità di sostanza importanti come il calcio quindi ha un evoluzione precisa nell'arco della vita e i primi 30 anni come rilevato da un documento pubblicato da poco dalla National Osteoporosis Foundation appaiono determinanti.

Fusilli con salsina verde di ricotta piselli e olio al basilico 700x500 CSSe fino a 7-10 anni ad esempio serve introdurre giornalmente almeno 1100 mg di calcio questi passano a 1300 fino a circa 17 anni (con un lieve differenza tra maschi e femmine), per poi attestarsi sui 1000 g fino ai 30 anni.

In tutto questo arco di tempo ci si gioca il futuro delle proprie ossa, anche se è bene sottolinearlo la sostanza determinante per la saluta delle ossa non è esclusivamente il calcio.

Ed è anche bene sottolineare che questo sale minerale importante non è contenuto esclusivamente nei latticini come spesso si tende a credere, la sua fama in questo senso è più che altro dovuta all'abbondanza di calcio nei prodotti concentrati derivati dal latte.

Basti pensare che come contenuti si può arrivare a ben 1200 mg in una porzione di grana da 100 g, un tetto massimo che però molti altri formaggi non raggiungono attestandosi mediamente a poco meno di 1/3 di questo quantitativo.

Alimenti molto più sani o con grassi meno invadenti e compromettenti hanno ugualmente ottime percentuali di calcio, i legumi secchi, la frutta secca oleosa, alcune acque minerali e molte verdure a foglie verdi.

La buona salute delle ossa è in definitiva dovuta a un insieme di sostanze protettrici fra cui moltissime contenute appunto negli alimenti di origine vegetale e la cui mancanza, per quanto calcio ci si ostino a consumare con altri alimenti, porta a serie problematiche.

Intervenire fin da subito con un attenzione al tipo di alimentazione consumata oltre allo stimolo nell'eseguire un adeguata attività fisica (condizione che è più facile avvenga rispetto a una buona dieta) è la strategia migliore per assicurarsi in tarda età le migliori condizioni possibili di ossa e affini.

E per un bambino in crescita cardini di questa prevenzione sono sostanze fondamentali come il calcio (sostanza assimilabile direttamente dai cibi) e la vitamina D (vitamina molto legata all'attività fisica e all'esposizione corretta al sole), poi in misura secondaria (ma comunque importante) proteine, frutta, verdura, altre vitamine come la C e la fibra.

L'alimentazione e soprattutto la cucina quindi svolgono un ruolo importante sotto questo aspetto e "pensare" a cibi protettivi delle ossa anche per chi affronta i primi decenni della propria vita dovrebbe essere un impegno importante da tenere in considerazione, in primo luogo da chi professionalmente si occupa di salute e cucina.

Per avere uno spunto goloso ecco un piatto rivolto a bimbi e giovani (oltre che agli adulti naturalmente!) che ha un buon equilibrio complessivo e un buon mix di sostanze utili alle ossa.

Una ricetta a base di pasta con una buona dose di piselli lavorati in due modi differenti, una quantità di formaggi non eccessiva (con la ricotta poco invadente in termini di grassi e calorie), i pomodorini a colorare e il basilico a profumare.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

In cucina con i piccoli

 cucina bimbi foto p

 

Coinvolgere i bambini nelle preparazioni di cucina è un’operazione più semplice di quanto si possa pensare e spesso può aiutare a contenere e superare le ansie che i piccoli riversano sul cibo. Esistono però alcune regole che è bene seguire per affrontare al meglio ogni sorta di possibile imprevisto.

 

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