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Mar 18, 2019 Last Updated 11:35 PM, Mar 17, 2019

Una radice naturale dalle tante virtù, ma anche dalla pericolosa tendenza ad alzare la pressione.

Le virtù della liquirizia sono molteplici, fra le tante questa radice è un eccellente antinfiammatorio per la mucosa dello stomaco proteggendolo efficacemente dallo stress acido a cui viene sottoposto quotidianamente.

Esiste però un aspetto meno desiderabile e piacevole indotto dalla liquirizia che da molto tempo si conosce e si cerca sempre di mettere in evidenza data la sua possibile incidenza pericolosa sulla salute.

Parliamo come è intuibile dell'innalzamento della pressione che in persone con valori bassi è un bene, ma poiché la maggioranza degli individui tende ad avere una pressione troppo alta il consumo (eccessivo) di liquirizia può essere un problema serio.

Ancora di più nei bambini che per quanto incredibile possono andare incontro a un consumo incontrollato dovuto alle tante caramelle che contengono direttamente (in quanto esplicitamente a base di liquirizia) o indirettamente questa radice aromatica.

Recentemente un caso specifico ha portato all'attenzione dei medici la questione, la vicenda si è svolta in Italia quando al policlinico Sant'Orsola di Bologna è stato ricoverato un bambino di dieci anni per gravi convulsioni senza apparente causa.
Prima di arrivare a capire la causa si è dovuto faticare parecchio in quanto il bimbo aveva analisi del sangue del tutto normali e altri parametri nella norma, solo la pressione era inspiegabilmente molto alta con il sintomo diretto di un forte mal di testa.

Grazie alla risonanza magnetica si è arrivati a capire la patologia probabile, sindrome encefalopatica posteriore reversibile, in pratica il rigonfiamento anomalo della corteccia cerebrale, situazione rara nell'adulto e rarissima nei bimbi.

Scartate per inesistenza effettiva tutte le altre possibile cause di questa alterazione rimaneva l'unica responsabile certa, l'ipertensione.
Ma dovuta a cosa in un bimbo per altri aspetti del tutto sano?

Infine la scoperta dovuta a un banale esame dei denti, inspiegabilmente neri malgrado una settimana di ricovero in ospedale: il bimbo aveva consumato per lungo tempo una media di 20 caramelle a base di liquirizia al giorno.

È bene precisare che una singola caramella contiene dosi di liquirizia ampiamente sotto la dose limite di consumo, il problema specifico era che per almeno 4 mesi il bimbo ne aveva ingerite una quantità enorme.

Un invito ai genitori e non demonizzare affatto la sostanza, ma a fare attenzione quanto se ne consuma giornalmente, un invito non solo rispetto ai bimbi ma agli stessi adulti.

Il caso è stati ritenuto talmente rilevante da essere pubblicato sulle pagine di Pediatric Neurology in modo da essere divulgato e reso a conoscenza della maggior parte degli operatori e studiosi.

L'importanza di prevenire efficacemente anoressia e bulimia, consigli e regole utili.  

Le problematiche legate all'anoressia e alla bulimia possono portare molte preoccupazioni, difficoltà e disagi profondi sia per chi le subisce sia per chi deve assistere e aiutare chi è in difficoltà come è il caso di genitori che seguono i propri figli.

È un tema molto delicato e complesso quello dell'approccio degli adolescenti con il cibo, la loro visione in rapporto con il peso e i modelli sociali più nefasti e devastanti a cui purtroppo sono soggetti e in qualche modo risucchiati senza alcun rispetto.

Spiedini di involtini di zucchine scamorza e pomodorini con farro al basilico 700x500 CSTra anoressia e bulimia ci sono ampi oscillamenti di mille fattori diversi e chi è genitore si trova spesso nell'enorme difficoltà di capire la linea da seguire sia dal punto di vita comportamentale sia a tavola che rimane il perno di tutte queste dinamiche potenzialmente molto pericolose.

Di recente è uscito un importante documento preparato dall'Academy of Pediatrics che ha fornito da un lato un fotografia precisa della situazione e dall'altro preziosi consigli utili sia ai medici pediatrici sia alle famiglie alle prese con queste problematiche.

È uno strumento molto funzionale per capire come comportarsi e quali strategie portare avanti da cui sostanzialmente sono uscite alcune linee guida base.

  1. Fare in modo ogni volta che è possibile di consumare i pasti insieme ai figli preparando magari insieme a loro piatti e preparazioni fatte in casa e non comprate fuori evitando durante il consumo di accendere la televisione.
  2. Lasciare a portata di mano in maniera molto facile e semplice alimenti salutari come frutta, ortaggi, legumi, cereali integrali, acqua.
  3. Al contrario non tenere a disposizione bibite dolci di qualsiasi tipo, cibi industriali ricchi di carboidrati super raffinati e grassi nefasti, snack salati e calorici.
  4. Portare avanti uno stile di vita dinamico e attivo per tutta la famiglia.
  5. Attivare e mantenere ostante il concetto di porzione personale che va adottato alle caratteristiche soggettive.
  6. Mantenere un atteggiamento laico con il cibo senza fare classificazioni e distinzioni tra buoni e cattivi alimenti e senza imporre o indicare a forza modelli alimentari estremi.
  7. Non far diventare il cibo strumento di condizionamento educativo usandolo a mo di punizione, ricompensa o ricatto morale.

Oltre a tutto questo è indubbio che un elemento principale su cui prestare molta attenzione è l'intreccio speculativo tra diete dimagranti e peso, un rapporto ambivalente che può portare molti danni con se distorcendo completamente la realtà cognitiva dei ragazzi.

Rispetto alle diete va portata avanti un azione concreta di dissuasione a prescindere dalle condizioni fisiche a meno che non siano veramente estreme.

Non si tratta ovviamente di non portare avanti una strategia dietetica positiva, anzi ci devono essere precise cognizioni in questo senso, ma il tutto va affrontato con naturalezza e tranquillità senza citare o darne enfasi particolare.

Sul peso va fatto un analogo percorso cercando di non parlarne in senso assoluto, ne di quello degli adolescenti ne di quello degli adulti in senso esteso, questo per evitare di farlo diventare l'ossessione principale che si lega in maniera disastroso con l'immagine del corpo.

Una malsana idea fissa che nella mente dei più indifesi, condizionata profondamente dai modelli sociali, si lega al modello pseudo perfetto di magra silhouette, l'unica che si ritiene vincente e alla moda.

Un modello da contrastare opponendo una visione del corpo positiva legata alla propria soggettiva e personalità che è unica da individuo a individuo.

In generale quindi, sia a tavola che fuori contesto alimentare, bisogna dialogare e parlare delle dinamiche alimentari e costituzionali sempre in termini di positività evitando gli apprezzamenti negativi o enfatizzanti i presunti difetti.

Al contrario sono le abilità personali, le doti e le prerogative interiori a essere messe in primo piano sapendole sapientemente intrecciare con una buona strategia alimentare.

Contano poi anche semplici passaggi in cucina, come quello di abbinare insieme elementi nutrizionali che possono comporre un quadro equilibrato facendo in modo che a livello di presentazione la preparazione culinaria sia accattivante e invogliante.

Come in questo eccellente esempio alla portata di tutti!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Evitare di far diventare il cibo un premio fin dai primi anni di età.

L'influenza della sfera emotiva sul consumo di cibo e l'alterazione percettiva della sensazione reale di fame in favore di un surrogato che poco ha a che fare con le reali esigenze dell'organismo è la base di ogni degenerazione comportamentale alimentare.

Un meccanismo ben conosciuto che ha portato al diffondersi in maniera esponenziale il problema dell'obesità e in generale del sovrappeso, a loro volta responsabili di una lunga serie di patologie.

Ma da quando si instaura in un individuo questa alterazione visto che è difficile credere nasca già predisposto a questo?

Una prima risposta interessante, anche se da confrontare e approfondire, arriva da uno studio pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition.

A un gruppo di oltre quaranta unità formate da genitori e figli sono stati forniti una serie di questionari e sono stati osservati con l'intenzione di capire tra i dati scritti dagli stessi e i comportamenti osservati quanto l'emotività legata al momento di consumo del cibo arrivava a influenzare i bambini stessi e soprattutto da che età cominciavano a instaurarsi i primi danni permanenti.

Si è visto in maniera preoccupante come già dai tre anni di età il fatto di legare il consumo del cibo ai comportamenti che i genitori volevano indurre nei bambini (tipico esempio la concessione di un dolce carico di zuccheri e grassi in cambio di un preciso atteggiamento comportamentale) portava nel giro di poco tempo a devianze alimentari ben più gravi.

Così tra i 5 e i 7 anni i sintomi di fame nervosa incontrollata che porta a consumare cibo senza avere realmente fame possono già essere palesi e variamente gravi portando direttamente poi sulla strada dell'obesità e sovrappeso.

La conclusione degli studiosi è stata che i genitori che controllano eccessivamente l'assunzione di cibo per bambini potrebbero involontariamente insegnare ai bambini stessi a contare su cibi gradevoli per far fronte alle emozioni negative, superare difficoltà emotive momentanee o accontentare persone a loro superiori.

Considerando poi che gli stessi genitori responsabili di questa devianza sono poi gli stessi che rimproverano ai loro figli le scelte alimentari sbagliate c'è da riflettere molto sul comportamento da tenere con i bimbi fin dai primi anni di età cercando di coinvolgere il meno possibile il cibo nella sfera emotiva e comportamentale.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Suggerimenti e consigli per gestire la dieta dei bimbi durante l'intera giornata.

Spesso si sottovaluta l'alimentazione dei bambini che vengono lasciati accudire ai nonni nelle settimane e nei mesi in cui la scuola è chiusa, sia in estate che durante l'anno scolastico, e per loro si respira piena aria di vacanza anche restando semplicemente in un'altra casa.

I nonni sono bravissimi in genere e sono una risorsa estremamente preziosa per i genitori impegnati ancora con il loro lavoro, ma in particolare sono fonte di crescita sociale importante per i piccoli con tutte le loro conoscenze accumulate e le esperienze vissute che nessun computer o gioco elettronico può neanche lontanamente fornire.

La dieta a tavola e quella "fuori tavola", cioè i frequenti spuntini concessi senza troppe riflessioni pur di accontentare i piccoli, sono però un punto debole su cui i nonni spesso si muovono un po' alla cieca memori dei loro passati percorsi che in diversi casi non sono proprio adeguati al contesto particolare.

Abbiamo da un lato una certa titubanza su cosa far consumare nei pasti principali rimanendo in linea con i canoni di una sana e preventiva alimentazione, naturalmente sempre di gusto, dall'altro le indecisioni sulla gestione degli extra dolci e grassi fuori pasto.

Una realtà confermata da una recente ricerca pubblicata su International Journal of Obesity condotta in Ingilterra in cui si è visto che i piccoli affidati ai nonni avevano all'età di tre anni ben il 34% in più di probabilità di essere sovrappeso.

Orzo con pomodorini e ceci al rosmarino 700x500 CSLo studio evidenzia un problema non di poco conto che in precedenza era stato messo in risalto anche in ricerche condotte in Cina e Giappone, in tutti è stato chiaro che spesso i bambini con i loro nonni rischiavano di andare fuori regime e arrivare al sovrappeso.

È utile allora fornire una serie di soluzioni e consigli pratici per aiutare i nonni nel loro, gravoso, compito in ambito alimentare che soprattutto nel periodo estivo assume un importanza particolare.

Siamo sulla stessa linea dello sforzo di conoscenza adottato anche per i genitori a cominciare dalla sensibilizzazione verso il problema grave del sovrappeso che può sfociare in quello più grave dell'obesità infantile sfatando convinzioni ancora radicate come quella che vuole un bimbo in salute solo se "molto in carne".

Stiliamo allora una serie di buoni consigli mettendo in evidenza quelli che, invece, sarebbero da dimenticare e non assecondare mai!

La prima buona regola è proporre in ogni pasto verdura e frutta di stagione giocando un po' con la fantasia per stimolarne il consumo, il gioco è anche la chiave per allontanare dai bambini l'idea che a essere buoni sono solo i piatti e i cibi che sono abituati a mangiare senza recriminazioni e che spesso sono però inadeguati alle loro esigenze.

Qui è fondamentale non cadere nella paura che se non si assecondano le richieste dei piccoli in termini di cibi preferiti loro non mangeranno "abbastanza".

Allo stesso tempo evitare che nell'arco della giornata ci siano spiluccamenti continui di cibo, i pasti devono essere regolari e costanti con orari lineari che poi è anche il modo per non fare sentire la fame fuori pasto.

Adeguiamo poi le porzioni alle loro esigenze fisiologiche senza pensare a quanto mangeremmo noi di quel cibo, introducendo nella dieta settimanale legumi, pesce, formaggi e uova a meno di problematiche specifiche.

A livello di sete soddisfare questa esigenza naturale particolarmente sentita in estate con sola e semplice acqua, non troppo fredda, bevuta in piccoli sorsi e frequentemente.

Fare attenzione alle quantità di dolci e gelati somministrati, in estate è particolarmente facile lasciarsi andare ad accontentare i bimbi con elementi dolci rinfrescanti, un buon espediente è anche quello di dirottare le scelte verso gelati e sorbetti alla frutta senza troppi dolcificanti aggiunti.

E visto che servono idee pratiche a tavola ecco una buona, bella e facile ricettina adatta ai bimbi come agli adulti, un bel banco di prova se i bimbi non hanno mai gustato certi sapori che sono comunque in linea con la loro sensibilità e sete di conoscenza.

 Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Nel redigere le ricette di un libro destinato coinvolgere i bambini in cucina bisogna tenere presente le difficoltà operative che ci si trova a sperimentare nel quotidiano dei fornelli di casa alle prese con esigenze alimentari in continuo mutamento.

E’ necessario prestare attenzione sia alle necessità fisiologiche del bambino, sia all’importanza del gusto e del sapore dei cibi, aspetto chiave per educare, far provare nuovi piaceri e soddisfare anche il palato degli adulti.

Calibrare le ricette su due persone, un adulto e un bambino, anche se non è la situazione più frequente in famiglia è molto utile per facilitare l’organizzazione dei pasti. Nelle dosi, infatti, per aiutare a calcolare facilmente l’aumento di grammature in caso siano presenti più di due soggetti, si possono segnalare tra parentesi le proporzioni di un adulto più quelle di un bambino in modo che in base a quanti adulti e a quanti bambini ci sono sia più facile calcolare la spesa complessiva.

la cucina per i bimbiNaturalmente per gli adulti i riferimenti di peso arrivano ad essere sempre abbastanza precisi, per i bambini sono ovviamente più indicativi e dipendenti dalle abitudine e caratteristiche dei piccoli, quindi da filtrare secondo la propria esperienza diretta.

Grande importanza può avere poi aggiungere nelle noti finali suggerimenti su come arricchire la ricetta per bambini più grandi, su quali ingredienti alternativi è possibile usare, sulle variazioni di gusto o presentazione che è possibile effettuare per migliorare il piatto, sugli eventuali trucchi e accorgimenti pratici da adottare.

Ultima chicca è segnalare quali sono i passaggi delle ricette che possono essere fatti insieme ai bambini, un modo per coinvolgerli maggiormente in un percorso di crescita utile a sollecitare tutti i sensi a disposizione.

 

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "La La Cucina per i Bimbi"

 

In cucina con i piccoli

 cucina bimbi foto p

 

Coinvolgere i bambini nelle preparazioni di cucina è un’operazione più semplice di quanto si possa pensare e spesso può aiutare a contenere e superare le ansie che i piccoli riversano sul cibo. Esistono però alcune regole che è bene seguire per affrontare al meglio ogni sorta di possibile imprevisto.

 

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