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Aug 18, 2019 Last Updated 7:38 AM, Aug 16, 2019

Le guide di Natura e Salute

Descrizione:

Non ci pensiamo mai, e grazie al cielo funziona da sé, ma il corpo è uno straordinario laboratorio chimico che trasforma le patate in energia per camminare, estrae dai pomodori le vitamine, smonta le proteine delle uova o dei fagioli e le rimonta per farne muscoli, usa le molecole dei grassi per foderare i neuroni e così via.

Queste pagine (che ripropongono aggiornandoli una serie di articoli usciti su Cucina Naturale negli scorsi anni), spiegano con un linguaggio chiaro e semplice come funziona la digestione e l’assorbimento, sia quando tutto va per il giusto verso, sia quando il meccanismo si inceppa; aiutando così a scoprire che cosa si può fare perché il “laboratorio” funzioni bene a tutte le età.

Per realizzare il libro, l’autrice si è avvalsa della consulenza di numerosi esperti, facendo un’opera di vera divulgazione, utile sia per imparare qualcosa di nuovo, sia per riconoscere i propri errori alimentari e correggerli.

Non potevano mancare, per completare il quadro, le ricette.
Sono sessanta, scelte in modo da seguire la divisione in capitoli della prima parte del libro.

Le guide di Natura e Salute

Descrizione:

Il fritto è buonissimo; il fritto fa male.
Ci sono pregiudizi molto radicati intorno a questa tecnica di cottura.
Ma tutto sta in come si frigge, con quali grassi, a quali temperature e con quale frequenza si consumano i fritti.

Questo libro si propone di sfatare preconcetti molto diffusi e di affrontare con chiarezza, con l’ausilio dei massimi esperti sull’argomento, i temi cardine per ottenere una buona frittura: dai grassi più adatti, agli strumenti più utili, alle temperature di cottura, agli accorgimenti tecnici.
Scoprirete così che il grasso migliore per friggere è indiscutibilmente l’olio di oliva, per le sue caratteristiche chimiche e organolettiche, come spiegano i numerosi ricercatori interpellati da Luigi Caricato nella prima parte del libro.

Non mancano i consigli per individuare anche nei locali pubblici gli indizi che rivelano i buoni fritti, e una descrizione di come avviene la frittura industriale.
La frittura migliore e più sicura resta comunque quella casalinga e lo chef Giuseppe Capano vi accompagna per mano a realizzare a regola d’arte fritti per tutti i gusti.
Questo perché l’universo che ruota intorno alla tecnica della frittura, una delle più antiche utilizzate dall’uomo, è fatto di numerose diramazioni e sfumature, spesso fondamentali per la buona riuscita di piatti che con questa tecnica sembrano avere poco a che fare.

Il fritto, infatti, non è solo quello che normalmente si immagina, un piatto di fumanti patatine a bastoncino, dei morbidi panzerotti ripieni di formaggio, delle frittelle di verdure contorte e colorate, dei dolci biscottati ricoperti di zucchero esterno.
Molto più spesso è quel passaggio fondamentale che all’interno di una ricetta ne determina la riuscita bontà finale e senza il quale il piatto assumerebbe caratteristiche organolettiche più modeste e meno invitanti, per dirla in poche parole quella trovata geniale che trasforma un semplice piatto di pasta povera o il classico abbinamento melanzane-pomodoro in un esperienza dei sensi indimenticabile.

Anteprima Ricette

bruschette-al-pomodoro-chips-di-zucchineBruschette al pomodoro e chips di zucchine

Preparazione:

Preparare il prezzemolo, lavare con molta cura i capperi e asciugarli, tritarli e metterli in un frullatore insieme allo yogurt...

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involtini-estivi-peperoni-con-julienne-croccanteInvoltini estivi di peperoni con julienne croccante

Preparazione:

Lavare i peperoni, asciugarli, adagiarli in una teglia, disporli nel forno caldo a 210 gradi per 15-20 minuti circa e rigirandoli...

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spicchi-finocchio-fritti-pastella-allo-zenzeroSpicchi di finocchio fritti in pastella allo zenzero

Preparazione:

Aiutandosi con un pelapatate sbucciare bene lo zenzero, sciacquarlo velocemente, asciugarlo e grattugiarlo finemente in modo...

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crocchette-alle-doppie-patate-barbabietolaCrocchette alle doppie patate e barbabietola

Preparazione:

Lavare le patate a pasta bianca, metterle in una pentola coperte d'acqua e lessarle per 15 minuti circa, scolarle e sbucciarle subito...

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Le guide di Natura e Salute

Descrizione:

Non è difficile seguire un'alimentazione che aiuti a prevenire i tumori a tavola, non ci sono difficoltà tecniche particolari, le risorse gastronomiche sono infinite e raccolte all'interno della tradizione di cucina, la moderna scienza nutrizionale ci aiuta a scegliere con cognizione le sostanze migliori. Quale è allora la discriminante che spinge a non curarsi abbastanza di questo basilare aspetto di vita? La risposta è complessa, ma un ruolo determinante è da imputare alla bassa posizione nella scala dei valori personali che l'atto di cucinare riveste oggi per molte persone.

Bisogna avere amore, passione, gioia di scoprire nuovi sapori, voglia di nutrire con i profumi dei piatti il naso, la bocca, la pancia, essere disponibili a investire tempo, capire che l'ingrediente segreto è molto spesso la semplice pazienza di aspettare.

Se l'ostacolo principale è il tempo a disposizione la cura migliore è l'organizzazione preventiva; i legumi e i cereali in chicchi integrali possono essere preparati in quantità con largo anticipo e conservati ben sigillati in frigorifero, una banale centrifuga aiuta a lavare e asciugare rapidamente qualsiasi tipi di insalata e verdura a foglia, strumenti moderni come la pentola a pressione riducono di molto i tempi di cottura, impasti e paste fresche possono essere ridotti in porzioni o sfoglie e congelati in attesa dell'uso finale. Gli esempi sono molteplici e spesso le soluzioni vengono da se nel momento in cui ci si mette all’opera, l'importante è avere coscienza e consapevolezza della centralità che l'atto di cucinare ha per rendere veramente efficace una strategia alimentare di prevenzione.

Una strategia che si ritrova in tutte le ricette presenti nel libro seguendo il percorso tracciato dall'esperienza e dalla competenza del medico, ma tenendo sempre presente la qualità finale del piatto perché anche il piacere di mangiare con gusto può essere annoverato, nel suo piccolo, tra i segreti strategici per combattere le molte malattie strettamente legate all’alimentazione. E sul termine qualità e bene fare un ulteriore riflessione concentrando l'attenzione sul suo significato totale.

Qualità totale

La qualità totale (intendendo con questo termine l'utilizzo del 100 % del valore nutrizionale) dell'alimento usato per cucinare non è determinata solo dalla varietà particolare, dal colore, dall'aspetto, dalla resa, dalla stagionalità, dal corretto trattamento culinario, ma proprio perché totale è strettamente influenzata dal metodo "culturale" di coltivazione.

In questa forzatura terminologica ritroviamo il pressante invito alla scelta più vasta possibile di prodotti di origine biologica che per loro stessa natura favoriscono più che mai l'efficacia curativa degli alimenti nell'ottica di una prevenzione antitumorale fatta di gusto, salute e gioia dell'assaggio.

L'assenza pressoché totale di pesticidi e prodotti chimici di alcun tipo rende realmente possibile l'utilizzo integrale di ogni parte, come la preziosa buccia degli agrumi altrimenti da eliminare, e il vantaggio in termini di sapore e equilibrio nutrizionale finale è di fatto netta e consistente.

Per evitare qualsiasi ridondanza e ripetitività nelle ricette non viene continuamente specificata la natura degli ingredienti da usare, ma se proprio si deve o si è costretti a fare una scelta è bene cercare di reperire biologici almeno quegli alimenti di cui si utilizzano soprattutto le parti esterne o sono integralmente consumati a crudo.

 

 

Anteprima Ricette

Vellutata di fave con cipollotti allo zenzero e pomodori

vellutata-di-fave-cipollotti-zenzero-pomodori

Preparazione:

Scolare e sciacquare le fave, metterle in una pentola a pressione insieme alla patata sbucciata, lavata e tagliata a pezzettoni. Aggiungere 750 ml circa d'acqua, portare a ebollizione il tutto eliminando l'eventuale schiuma formatasi nel frattempo, salare leggermente, chiudere ermeticamente con il coperchio, abbassare la fiamma...

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Crema di zucca e broccoletti con tofu marinato

crema-zucca-broccoletti-tofu-marinato

Preparazione:

Tritare grossolanamente il tofu e separatamente le nocciole, riunire i  due ingredienti in una ciotola e condirli con un pizzico di sale, poco olio d'oliva e abbondante coriandolo macinato lasciandoli marinare per 1 ora. Mondarli dalla terra residua e mettere a bagno i funghi in una tazza di acqua tiepida, sbucciare la cipolla, dividerla...

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Couscous rinfrescante ai legumi e erbe aromatiche

couscous-rinfrescante-legumi-erbe-aromatiche

Preparazione:

Mondare e lavare zucchine e peperone tagliando le due verdure a dadini, sbucciare e tritare l’aglio, pulire i cipollotti conservando gran parte delle sommità verdi e affettarli sottilmente. Sfogliare, lavare e asciugare menta, basilico e maggiorana, portare a ebollizione il brodo, spegnere la fiamma, aggiungere il couscous, coprire  ...

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Le guide di Natura e Salute

La sorpresa di quanto sono buoni i dolci senza glutine!    

Non c'è alcun dolce che non si possa fare senza glutine, l'esperienza trentennale dell'autore nel campo della cucina e tutto l'appassionante lavoro passato per la realizzazione di questo libro lo hanno messo in evidenza con molta chiarezza.

Le lunghe prove che hanno preceduto la stesura delle oltre cento ricette che trovate in queste pagine hanno delineato attentamente i limiti (pochi) dell'assenza di glutine nelle preparazioni di pasticceria e di come sia facile aggirare questi limiti se si conoscono le qualità delle materie prime e le tecniche corrette per abbinarle insieme.

Del resto in molti dolci le tipiche materie prime che contengono glutine non sono affatto necessarie, non lo sono per i tanti e buoni dessert a base di frutta che hanno un repertorio immenso se solo pensiamo a quante varietà di frutta esistono, per quelli altrettanto buoni più classici come mousse, creme e bavaresi e per quelli più da pasticceria comune dove l'apporto strutturale della frutta secca, ad esempio, sostituisce in maniera estremamente naturale la funzione tipica del glutine.

La pasticceria è un campo immenso quanto la cucina e gustare una bella fetta di torta di mele, una crostata friabile e golosa, dei bignè alla crema, dei più tipici cantuccini o i romantici baci di dama è un diritto sacrosanto anche per chi subisce su di se gli effetti della celiachia.

La buona notizia è che grazie a questo libro non ha bisogno di rinunciarci, tutto quello elencato e moltissimo altro è possibile realizzarlo con altre farine, le tante farine che per fortuna sono nativamente prive di glutine e da un punto di vista strettamente tecnico hanno solo bisogno di essere legate e tenute insieme fra loro e gli altri ingredienti per produrre l'effetto desiderato, che sia la friabilità, la crescita delle lievitazione, l'elasticità della riduzione in sfoglie e così via.

Non a caso il primo capitolo delle ricette parte proprio da quei dolci di pasticceria classica di base che di per se possono sembrare irrealizzabili quando si deve rinunciare all'uso della farine di frumento classiche.

Pan di spagna, pasta frolla, pasta per bignè, crespelle, plumcake, torta di cioccolato, torta di mele, frittelle, crema pasticcera e a seguire tanti altri.

Tutto è perfettamente realizzabile e grande sorpresa spesso l'assenza di glutine rende migliori queste ricette conferendogli una fragranza e un consistenza uniche.

 

 

Le guide di Natura e Salute

Cosa significa seguire un'alimentazione a basso indice glicemico  

Principalmente significa scegliere e combinare i cibi di tutti i giorni in modo da ridurre o rendere e più modesto l'impatto sulla glicemia sanguigna.

L'evitare bruschi rialzi glicemici, oltre a comportare un evidente beneficio per chi soffre di glicemia alta o e diabetico, è infatti un ottimo modo per mantenere un peso corretto e – se necessario – per dimagrire più facilmente.

Perché stare attenti alla glicemia   

Dopo aver mangiato alimenti contenenti carboidrati, la nostra glicemia sanguigna sale. Ciò accade perché grazie alla digestione i carboidrati vengono trasformati in glucosio (zucchero puro), che è il principale carburante per il nostro organismo.

Il glucosio, grazie all'ormone insulina verrà poi dirottato dal sangue nelle cellule, dove servirà per produrre energia. Ma se abitualmente mangiamo cibi che stimolano notevolmente la glicemia (ossia ad alto IG), la molta insulina messa in circolo facilita la formazioni di depositi adiposi.

In altre parole, ingrassiamo. Di conseguenza, seguire uno stile alimentare che eviti bruschi sali e scendi glicemici si sta rivelando come il modo migliore per rimanere o tornare in forma. Il tutto senza modificare le quantità ma la qualità di ciò che si mangia.

Glicemia e buona cucina   

Ma è anche vero che l'importanza della glicemia, le tesi e gli studi moderni portati avanti su questa componente essenziale per la nostra vita mettono in difficoltà il cuoco e i tanti amanti della buona cucina di impronta Italiana, quella dove i primi piatti, il grano, le farine sono protagonisti assoluti e ingredienti determinanti per il suo successo.

In questo senso si tratta di fare uno sforzo obbligato per cambiare la prospettiva di utilizzo di alcune materie prime, la tecnica e il metodo di lavorazione, l'abbinamento opportuno per mantenere un equilibrio complessivo tra le varie componenti nutrizionali.

È uno sforzo inapplicabile mantenendo intatta la bontà di questa cucina?
No, la fortuna della cucina Italiana è quella di essere infinitamente ricca di soluzioni già pronte o semplicemente da adattare con piccoli cambiamenti, certo a qualcosa di caro toccherà rinunciare, ma le alternative non mancheranno di soddisfare pienamente tutti i nostri sensi.

Se già pensate di dire addio a gnocchi, lasagne o pasta avrete modo di ricredervi, non è la preparazione a dover sparire si devono semplicemente cambiare ingredienti e combinazioni, ritrovare in qualche modo il gusto perduto di chi un tempo utilizzava per necessità quelle farine, quei grani, quegli alimenti grezzi e integrali e imprudentemente invidiava chi consumava il prodotto raffinato, bianco, candido e stupidamente impoverito del meglio che la natura gli aveva regalato.

Si tratta di dare un valore diverso all'atto di cucinare e consumare, cucinare capendo che il tempo non è sprecato ma serve a migliorare di molto lo stile di vita complessivo e che consumare un cibo significa masticarlo a lungo, assaporare con lentezza gli aromi, sentire il più a lungo possibile i profumi, non ingurgitare il più rapidamente possibile e senza sforzo qualsiasi cosa sia gradita al palato.

 

 

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