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Jan 21, 2020 Last Updated 4:57 PM, Jan 21, 2020

Una notizia che in qualche modo pone rimedio al frequente eccesso di consumo di carne che altrettanto frequentemente viene cucinata in malo modo, non tanto per il gusto finale, quanto per i risultati sulla salute finale!!

In particolare si è scoperto che le crucifere, di cui i broccoletti sono uno dei migliori esempi, possono attenuare e ridimensionare tutte le sostanze dannose che avvolgono le porzioni di carne cotte alla griglia o in generale a alta temperatura.
Quella temperatura, quelle bruciature, quelle colorazioni forti che spingono in molti all'ammirazione per la carne poi portata in tavola non sapendo gli alti rischi che in realtà corrono.
La verifica delle effettive doti delle crucifere in questo senso (senza considerare tutte le altre innumerevoli qualità salutistiche e preventive) è avvenuta grazie ai ricercatori dell'università di Gdansk in Polonia.

Antipasto con broccoletti e carote profumati al limone e timo 700x500 CSLo studio pubblicato su Food Chemistry ha messo in luce come la carne cotta insieme ai cavoli conteneva fino al 20% in meno di elementi tossici alcuni dei quali addirittura in grado di modificare il Dna.
Tutto questo grazie in particolare ai Glucosinolati, i cui effetti benefici riescono a contrastare, almeno in parte, gli errori più nefasti che si possono fare in cucina.
Questi composti sulforati delle crucifere entrano in azione dopo essere passati prima per la fase di cottura e dopo per quella di masticazione, liberano quindi composti bioattivi molto efficaci rispetto alla prevenzione dei tumori e minimizzano l'effetto negativo del consumo di alimenti da limitare o cucinare con molta attenzione, come nel caso della carne.

Senza contare che il consumo di tutta la famiglia dei cavoli, a prescindere se accompagnano o meno altri alimenti, è un investimento di salute estremamente importante per l'organismo, una sorta di accumulo di riserve benefiche pronte ad entrare in azione.
È facile capire allora quanto sia importante consumare questi verdi e buoni ortaggi che non solo portano salute, ma anche eccellenti opportunità di abbinamenti e nuove creazioni di piatti.
Come anche di semplici accostamenti che per quanto in apparenza banali rispetto alla cosiddetta grande cucina sanno confortare assai il palato, la mente e il pensiero.

Come la ricetta che trovate qui.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Un ingrediente amato e odiato è oggetto di una nostra predilezione particolare, non solo per le notevoli note aromatiche che riesce a dare ai piatti, ma in particolare per le alte virtù preventive e di aiuto alla salute che ha.
La sua reputazione non è sempre limpida, chi non lo sopporta, infatti, ne sa mettere in cattiva luce solo il particolare odore e la famigerata “puzza” che chi lo mangia sembra portarsi dietro.

Non che non ci sia del vero in questo, chiunque ha ben presente la situazione, ma del resto questo non è altro che la conferma indiretta delle sue virtù salutistiche che sono penetranti, forti e incisive proprio come il suo particolare e inconfondibile odore.
Avrete già capito che stiamo parlando dell’aglio, del resto l’immagine è inconfondibile, mi ci soffermo in questo breve articolo perché in questi giorni abbiamo provato una varietà biologica molto piccola, ma molto buona.

Arriva dalla Sicilia e rispetto al gigantismo di altre varietà presenta minuti spicchi abbracciati e avvinghiati fra di loro, stretti stretti come per ripararsi dal freddo che nella loro terra di origine non è presumibilmente così forte.
Comunque le conferme dalle ricerche e dagli studi di vario tipo sul suo alto valore salutistico sono continue e rafforzano le certezze che già da secoli si conoscono.
Da parte nostra lo usiamo massicciamente nelle ricette abbinandolo quasi sempre a una serie di profumate erbe aromatiche che controbilanciano la sua forte personalità creando allo stesso tempo un mix vincente.

Aglio

“L’assunzione di aglio fresco era molto diffusa tra gli schiavi che lavoravano nella costruzione delle piramidi. Un antico papiro del 1.600 a.C. racconta di una ribellione degli schiavi, per una scarsa razione giornaliera di aglio. L’aglio fresco era utilizzato sia perché si riteneva che avesse proprietà energetiche, che per combattere la dissenteria.

Acquisto:
Le varietà di aglio da consumarsi fresche sono quelle che si conservano con meno facilità, perché più delicate e precoci. All’acquisto è dunque assolutamente necessario che siano integri, freschi al tatto e non abbiano parti marce o macchie brune. I migliori agli freschi sono tutte le varietà rosa: il Rosa primaticcio, il Rosa napoletano, il Rosso di Sulmona e il Rosa di Agrigento. Va conservato in sacchetti di cartone al fresco e al buio. Ottimo anche nel tipo verde con ancora le foglie e gli spicchi appena formati.

Proprietà:
È considerato un “alimento medicina” grazie all’allicina che nell’aglio fresco è molto attiva. Questa preziosa sostanza rende più fluido il sangue, abbassa la pressione e favorisce l’eliminazione del colesterolo. È il vegetale più efficace nella prevenzione delle malattie cardio-circolatorie.

Esiste un paradosso che si ripropone ogni anno durante le feste di natale, il consumo in quantità sproporzionate di alimenti di per se molto salutari, ma che in queste dosi portano più problemi che soluzioni viste anche le loro ingenti calorie.
Energia che poi deriva da una carica di grassi in realtà molto benefica, ma pur sempre grassi sono e quindi se si va oltre una soglia ragionevole fanno sentire tutto il loro "peso".
Parliamo della frutta secca nelle sue molteplici versioni, in particolare quella oleosa ricca appunto di grassi particolarmente importanti, che andrebbe consumata non tanto a natale in dosi enormi, ma tutti i giorni in dosi moderate.

Una sorta di medicina quotidiana da non dimenticare per altro molto gustosa e stimolante su cui è superfluo aggiungere che si intende intera da sgusciare al momento e non già sgusciata e conservata (e magari super salata!) perché la differenza è enorme.
Il termine medicina è forse un po' forzato se dobbiamo seguire il comune pensiero, ma che sia così lo pensa con estrema convinzione una equipe folta di esperti ricercatori di diversi centri di ricerca dislocati tra l'America e la Cina.

Strudel aromatico con ripieno di mele alla frutta secca e profumo darancia 700x500 CSUna convinzione che hanno reso nota pubblicando ufficialmente le loro analisi su Jama Intenational Medicine.
La ricerca si è basata sull'osservazione dello stile alimentare e delle abitudini di vita di ben 200 mila adulti residenti nel sud degli Stati Uniti e a Shangai seguiti per un arco temporale molto lungo che andava dai 5 ai 12 anni.
Le conclusioni sono state abbastanza impressionanti vista la loro rilevanza: il consumo di frutta oleosa e arachidi ha un riflesso importante sulla mortalità per tutte le cause con una riduzione del 17-21%, mentre per mortalità cardiovascolare la riduzione arriva al 23-28%.

Rispetto al consumo quotidiano parliamo di quantità moderate per quanto importanti, 20-30 grammi al giorno (netti ovviamente considerando che è frutta in guscio con alta percentuale di scarti) che corrispondono ad esempio a 5-7 noci o una piccola manciata di arachidi.
Cosa apportano all'organismo questi alimenti però?
Benefici acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, molti minerali, composti bioattivi ad alta protezione e prevenzione e una altra lunga serie di sostanze preziose.
E la porzione quotidiana di frutta secca può essere assimilata anche attraverso le ricette di cucina, fra tutti indubbiamente i dolci, se la loro preparazione rispetta un equilibrio tra grassi, zuccheri, fibre e altri nutrienti importanti da privilegiare.
Un tentativo ben riuscito è questa squisita ricetta di strudel, un'opportunità golosa di gustare un dolcetto con minori sensi di colpa!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

L'alga spirulina è un microrganismo unicellulare fotosintetico presente nei laghi salati di alcune parti del mondo dove prospera grazie alla particolare alcalinità.

Le sue dimensioni sono di circa 1 mm, ma la visibilità esterna è maggiore perché le singoli parti tendono ad aggregarsi in gruppi di foglie verdi azzurre con una curiosa forma a spirale da cui prende il nome l’alga.

La sua scoperta come fonte di integrazione alimentare ha da sempre attirato l'attenzione dell'uomo perché in parallelo sono apparse evidenti le sue notevoli proprietà benefiche e nutrizionali tra cui l'elevato apporto di proteine e la facilità di assimilazione.

Dalla raccolta naturale si è passati oggi alla coltivazione in apposite vasche d'acqua a basso fondale con un controllo attento delle condizioni ambientali e una raccolta pressoché continua nei climi caldi grazie all'alto tasso di crescita.

Spirulina pastiglie CSUna volta raccolta viene lavorata e lasciata seccare e la si può trovare in commercio in forma di polvere, corti spaghettini, pastiglie, capsule, gocce e tavolette.

Oltre alle già citate proteine con la presenza di tutti e 8 gli amminoacidi essenziali l’alga spirulina è particolarmente ricca di Acidi grassi essenziali: Omega 3 e omega 6, Vitamine A, D, K e del gruppo B, ferro, sodio, magnesio, manganese,calcio, iodio e potassio.

Al di la delle caratteristiche nutrizionali l'alga spirulina in cucina è molto interessante per il bel colore verde che dona alle preparazioni in maniera naturale senza l’uso di sostanze artificiali.

Si può usare infatti in tutti le combinazioni farinacee come le paste fresche e i gnocchi, le crespelle, le basi lievitate di pane e focacce, nelle salse crude come la comune maionese e cotte tipo la besciamella, il colore torna molto utile anche in pasticceria per donare tinte particolari ai dolci e ai dessert.

La cosa importante però per l'uso alimentare in cucina è reidratarla con cura, soprattutto se in forma di spaghetti, per consentire di rivitalizzarsi in maniera ottimale e distribuire il suo colore ai cibi con cui viene in contatto in maniera equilibrata.

Se si è curiosi e si vuole fare una prova veloce basta aggiungerla dopo averla sciolta a un normale purè di patate che diventerà così color pistacchio più o meno intenso, ma molto interessante è anche aggiungerlo a un impasto di una normale focaccia come abbiamo realizzato in questa bella ricetta!

Rendiamo onore a questo bulbo dalle facili lacrime.

Si perché conoscevamo già abbastanza le sue virtù, che non sono affatto poche, e sapere di cosa sono portatrici in positivo potrebbe spingervi a consumare cipolle più di quello che fate abitualmente.
Ma nulla accade per caso, si dice, e infatti è stato meglio aspettare perché leggendo con attenzione un libro che parla di diabete e piante medicinali abbiamo rinverdito, aggiornato e approfondito il bagaglio di nutrizione e prevenzione che la cipolla porta con se.
Così, senza richiedere di essere star, di costare uno sproposito, di essere accattivante, con colori sgargianti o profumi particolari.

Perché poi è vero, una solenne e grande verità, che ciò che fa più bene sono quasi sempre gli alimenti semplici legati strettamente alla terra, quelli che magari in un menu si tengono nascosti per l’insana paura che sfigurino, mentre invece dovrebbe essere il contrario.

Le virtù delle cipolle le illustriamo condensando gli elementi più rilevanti.
Cominciamo dalle proprietà principali: ipoglicemizzanti, diuretiche, cicatrizzanti, carminative, espettoranti, antibiotiche, fluidificanti del sangue, toniche, febbrifughe.
In particolare è rilevante la prima proprietà, ovvero la sua capacità di ridurre la glicemia e il livello di glucosio, elementi per un diabetico strategici, ma importanti per chiunque e che si sommano a tutto il resto, cose non da poco vi assicuriamo.

E possiamo anche continuare, ad esempio la sua assunzione (bene inteso sia cruda che cotta) influenza in positivo la prevenzione delle malattie cardiovascolari, abbassa il livello dei lipidi nel sangue, inibisce l’aggregazione piastrinica e ha effetti antipertensivi.
Tutto questo dimostrato, forse è bene ricordarlo, da studi approfonditi e lunghi se non addirittura dall’incrocio di più studi insieme.

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