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Legumi anti colesterolo

Lunedì, 20 Ottobre 2014 14:05 Scritto da 
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Il consumo di questi preziosi alimenti favorisce l'abbassamento dei livelli di LDL e aiuta a tenere in buona salute il sistema cardiovascolare.

Il ruolo dei legumi per la salute e la prevenzione di molte patologie continua ad essere confermato dalle moderne ricerche che si susseguono a livello internazionale.
Di come lenticchie, ceci, fagioli e compagni riescono a ridurre fino al 5% i livelli di LDL, la porzione di colesterolo che viene indicata come più nefasta, ne parla uno studio portato avanti da un team di ricercatori del St. Michael's Hospital di Toronto.

I quali hanno incrociato i risultati di 26 ricerche randomizzate per un numero complessivo di oltre mille soggetti analizzati soprattutto nelle abitudini di consumo alimentare.

Curiosamente i livelli di LDL con il consumo di legumi si riducono in percentuale maggiormente nel sesso maschile probabilmente per un tipo di alimentazione in partenza meno curata.

Nello specifico la ricerca mette in evidenza come una porzione standard di legumi del peso approssimativo di 130 grammi consumata quotidianamente porta alla riduzione del 5% del colesterolo cattivo in un arco di tempo tutto sommato breve.
Una percentuale non elevata che però rappresenta sempre una interessante diminuzione di potenziali danni a livello cardiovascolare.

Pubblicata sul Canadian Medical Association Journal la ricerca ha inoltre dato la possibilità di ribadire e confermare quanto il consumo di legumi sia un bene anche dal punto di vista metabolico essendo alimenti con un indice glicemico (IG) molto basso che di conseguenza aiutano a controllare efficacemente l'eccesso di peso, i livelli di glucosio nel sangue, una corretta pressione sanguigna.

Tutti fattori ricondotti poi a una buona funzionalità di tutto il sistema cardiovascolare dell'organismo, il vero fulcro di una buona salute.

Rispetto agli effetti secondari a volte poche piacevoli del consumo di legumi, gonfiori, flatulenza, ecc, anche questa ricerca conferma che è soprattutto una questione di abitudine al consumo, tranne casi particolari l'organismo sa in automatico adattarsi e regolarsi di conseguenza se vi è regolarità nell'assunzione, al contrario reagisce in maniera più "incisiva".

 

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