Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.cliccando su attiva cookies, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Oct 22, 2018 Last Updated 9:16 AM, Oct 20, 2018

La conferma del ruolo positivo del consumo di mele sui livelli di colesterolo.

Le mele sono uno dei frutti più importanti che l'autunno ci regala arrivando con la loro presenza a tutto l'inverno in una profusione di varietà dalle mille sfumature di sapori, consistenze, colori, sentori e aromi di fondo qualcosa che non è mai uguale a se stesso malgrado le apparenze.

E non è uguale anche nelle differenze di apporti di salute ricevuti dall'organismo, a volte differenze minime, in diversi casi differenze importanti anche se stiamo parlando dello stesso frutto, le varietà del resto non sono a caso e riflettono precise connotazione specifiche.

Non essendo tutte uguali come varietà viene quindi da chiedersi se tutte le tipologie indistintamente hanno le stesse identiche virtù a livello di salute rispetto magari a qualche specifica patologia che di solito si avvantaggia in maniera significativa nel vederle presenti in dieta.

Il collegamento come è facile intuire vista la rubrica e con le dinamiche che sovraintendono i livelli di colesterolo nel sangue, un tema affrontato su larga scalda da molte ricerche internazionali.

Carpaccio di mela con pepe rosa grana e nocciole 970x600 CSDue di queste, parallele con una differenza di metodologia essendo una in vitro e una in vivo, sono state presentate di recente da ricercatori Italiani e pubblicate su prestigiose riviste mediche.

La prima edita su Food Chemistry ha messo in evidenza come estratti di polifenoli provenienti da una selezione di varietà di mele agivano in maniera diversa rispetto al controllo dei livelli di colesterolo e glucosio assorbiti dall'organismo.

Rispetto al colesterolo la varietà migliore risultata dai test si è dimostrata la Annurca, mentre per il glucosio la Red Delicius con riferimento specifico alla buccia (da cui si capisce l'importanza di una provenienza biologica per il suo corretto consumo).

La seconda ricerca pubblicata su The Journal of the Science of Food and Agriculture ha visto la collaborazione di 250 persone affette da lieve ipercolesterolemia che dopo aver consumato un campione di diverse varietà di mele si sono sottoposti a nuovi controlli.

Anche qui la varietà Annurca si è dimostrata la migliore visto che il suo consumo nell'arco di due mesi (2 mele quotidiane) ha fatto registrare una diminuzione del colesterolo del 8,3%, mentre la seconda varietà in classifica si è fermata al 4,4%.

Il merito va alla ricchezza di polifenoli della varietà Annurca senza però nulla togliere a tutte le altre che consumate con costanza, facendo attenzione solo all'apporto glicemico in caso di problematiche specifiche legate a questo fattore, sono un aiuto più che concreto per mantenere nei limiti ottimali i livelli di colesterolo.

E se vogliamo portare da subito in tavola un bel piatto di mele perché non pensare a questo!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Gli effetti del consumo sul colesterolo e sulla salute cardiovascolare.

Le spesso poco considerate verdure a foglia verde si rivelano un patrimonio di virtù che abbracciano fortemente la salute dell'organismo.

Di recente, ad esempio, si è scoperto che hanno una vocazione del tutto particolare nel ridurre il rischio cardiovascolare che purtroppo rimane molto elevato per una larga fetta di popolazione occidentale e ultimamente anche delle fasce più povere.

Il ruolo estremamente positivo delle verdure a foglia verde è stato ribadito ed evidenziato con chiarezza da una recente meta-analisi che ha coinvolto otto diversi studi ed è stata pubblicata sul Journal of the Royal Society of Medicine Cardiovascular Disease.

I ricercatori hanno passato diverso tempo ad esaminare con attenzione e nei minimi dettagli gli studi campione valutando gli elementi comuni.

Così si è evidenziato come un elevato consumo di spinaci, erbette, bietole, cime di rapa e altri ortaggi simili all'interno della dieta quotidiana si traduceva in un interessante diminuzione del rischio cardiovascolare stimato intorno al 16% .

Nidi di cime di rapa al profumo di acciughe mandorle e limone 700x500 CSEffetti così importanti dovrebbero spingere chi incorre nelle problematiche relative al colesterolo alto come in altre patologie legate alla funzione cardiovascolare a consumare una buona dose di verdure a foglia verde con una frequenza alta.

Ricordiamo per altro che il ruolo positivo di questi vegetali non si ferma solo all'ambito cardiovascolare, ci sono prove certe di come i loro benefici coinvolgono direttamente la salute degli occhi, tutelino al meglio le capacità cognitive in età avanzata, contrastino con efficacia il diabete e diversi tipi di tumori.

Sono poi alimenti nobili che introducono nell'organismo un'alta percentuale di fibre estremamente utili alla regolare funzionalità intestinale, buone dosi di folati, sali minerali come potassio, ferro e magnesio, vitamine C, E e K, specifici carotenoidi, la luteina e il beta-carotene, la cui azione antiossidante è un elemento di forte protezione organica.

Dalla meta-analisi però sembra emergere un ulteriore dato nuovo che riguarda una sostanza finora portata poco alla ribalta delle cronache, l'ossido nitrico.

La sua azione inibitoria sull'aggregazione piastrinica sembra sia di notevole impatto diretto per quanto riguarda la salute cardiovascolare di ogni individuo a prescindere da sesso e età.

Questa specifica sostanza può essere sintetizzata sia dall'aminoacido arginina presente in buona parte della frutta secca, sia dal nitrato contenuto nelle verdure a foglia verde.

Nitrato che è in una forma naturale nelle verdure e non ha nulla a che fare con i nitrati esterni in funzione additiva che volutamente sono aggiunti alle carni lavorate per la loro funzione antimicrobica e che sono ben noti per avere risvolti negativi sulla salute.

A tavola abbiamo la possibilità di ritrovare con gusto e piacere una buona dose delle sostanze protettive fin qui citate in questo eccellente e semplice piatto a base di cime di rapa, verdure a foglia verde che insieme a tutto il resto apportano all'organismo composti contenenti zolfo, i glucosinolati, capaci di liberare nell'organismo molecole con effetti antitumorali.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

La molecola lipidica colesterolo non è una sostanza estranea che invade i tessuti dell'organismo, ma al contrario di quello che si potrebbe essere indotti a pensare è un elemento fondamentale per il buon funzionamento di molti organi, la formazione dei sali biliari, della vitamina D e di molti ormoni, tanto che il corpo ne produce di per se 1-2 grammi al giorno, un quantitativo piccolo solo in apparenza.

Il tutto avviene prevalentemente attraverso il fegato che con il contributo di altri organi contribuisce a produrre circa 2/3 del fabbisogno giornaliero (colesterolo endogeno), mentre il rimanente viene ricavato dagli alimenti (colesterolo esogeno).

prevenire il colesteroloL'eliminazione (parziale) avviene attraverso la bile, la pelle e l'intestino, ma questo meccanismo naturale non garantisce lo smaltimento completo di questa sostanza continuamente prodotta.

Quando è in eccesso succede allora che si accumula nel tessuto adiposo e a lungo andare questo deposito tende a indurire, irritare e infiammare le pareti delle arterie che perdono progressivamente la loro flessibilità, si irrigidiscono e arrivano pericolosamente ad occludersi.

Secondo la Società Europea dell'Arteriosclerosi si ritiene che i valori medi ottimali di colesterolo nel sangue siano di 200/220 mg per 100 ml per l'adulto e 160/180 mg per i bambini, ma è bene ricordare che si tratta di una media da mettere in relazione con molti altri fattori come le percentuali di colesterolo cattivo e buono e il ruolo dei trigliceridi.

 

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Prevenire il Colesterolo"

Il loro ruolo per la salute in generale e come aiuto contro il colesterolo. 

Una forte barriera naturale per contrastare efficacemente gli effetti nocivi di un tasso di colesterolo troppo alto ci arriva con tutta facilità dal consumo di alimenti integrali.
Le fibre in essi contenute, infatti, si rivelano estremamente utili innanzitutto per mantenere l'intero organismo in salute e in secondo luogo come valido contributo per abbassare il livello di colesterolo «cattivo» nel sangue.

Le fibre contenute negli alimenti, combinazione complessa di polisaccaridi indigeribili, possono essere di due tipi diversi.

Le insolubili (in prevalenza cellulose e lignine) hanno la capacità di transitare nell'organismo senza sciogliersi in acqua ma assorbendola in maniera vantaggiosa con influenza diretta sulla composizione delle feci che risultano così più voluminose, morbide, idratate e facilmente eliminabili.

Le solubili (le più conosciute sono pectine e mucillagini presenti in grandi quantità in legumi e frutta) al contrario si associano con l'acqua e formano masse legate con importanti effetti preventivi e di pulizia interna.

Ad esempio la loro abbondante presenza assicura il contenimento e la diminuzione dell'indice glicemico con un prezioso controllo del glucosio nel sangue e aiuta a limitare l'assimilazione del colesterolo contenuto negli alimenti consumati.
Un aiuto questo molto importante per allontanare il più possibile il pericolo di incorrere in patologie come il diabete e le complicanze cardiovascolari.

Quante fibre dovremmo consumare per ottenere un buon effetto generale? Almeno 30 g al giorno e a meno di controindicazioni specifiche anche di più.
Dove troviamo queste fibre? In una lunga serie di importanti alimenti a cominciare dalle tante tipologie di cereali integrali (riso, orzo, farro, miglio, avena, segale, ecc.), proseguendo per i fantastici legumi con cui realizzare eccellenti piatti ricchi in proteine senza ricorrere alla carne, quindi tutti gli ortaggi di stagione come la famiglia dei cavoli, le carote, i carciofi, le verdure a foglia e tutti i frutti di stagione a iniziare da prugne, mele, pere, kiwi e così via.

Una buona cucina di gusto e prevenzione è fatta proprio dalla combinazione di tutte queste materie prime della terra a cui integrare buoni e sani grassi come l'olio da olive, alimenti ricchi in vitamine e Sali minerali, tanta acqua e una sana e frequente attività fisica.

Un consumo continuativo mensile di fragole migliora le funzionalità cardiovascolari, riduce lo stress ossidativo e potenzia la funzionalità piastrinica.

Un frutto spesso poco considerato dal punto di vista della salute è balzato di recente agli onori delle cronache per alcune spiccate capacità anti colesterolo.
Parliamo delle fragole, le golose e rosse fragole che fanno la gioia in cucina di molti anche se spesso vengono "sprecate" con un'aggiunta spropositata di dolcificanti e grassi, quasi sempre l'onnipresente e devastante panna montata.

Dell'importanza di consumarle il più possibile allo stato naturale o per lo meno non sommerse da altre sostanze "poco utili e opportune" per l'organismo (è sufficiente un buon equilibrio tra dolcificanti e aromi naturali stimolanti il sapore di partenza delle fragole) ci aiuta a ricordarlo e ribadirlo una recente ricerca.

Nata dalla collaborazione tra un team di scienziati italiani e spagnoli, l'Università Politecnica delle Marche insieme all'Università di Salamanca, e pubblicata sul Journal of Nutritional Biochemistry, mette in evidenza come questo frutto può portare a un concreto beneficio sul controllo del colesterolo con un influenza diretta rispetto alle patologie che ne sono collegate.

Per quanto non ci sia ancora una chiarezza di fondo sembra che gli effetti benefici siano principalmente da attribuire alle antocianine, i pigmenti che danno il colore a questo frutto, sostanze più volte messe al centro dell'attenzione grazie al loro forte potere antiossidante.

Nello specifico gli studiosi hanno lasciato consumare per un mese a 23 volontari in buona salute una specifica dieta che comprendeva giornalmente la presenza di 500 g di fragole fresche.
Sono poi stati eseguiti dei normali esami del sangue, il primo antecedente al periodo di dieta specifica, il secondo subito dopo.
Il risultato è stato una riduzione significativa della quantità totale di colesterolo, di lipoproteine a bassa densità (LDL, colesterolo cattivo) e di trigliceridi rispettivamente diminuiti dell' 8,78 %, 13,72% e al 20,8 %.

Allo stesso tempo la lipoproteina ad alta densità (HDL, colesterolo buono) è rimasta stabile e c'è stato un miglioramento del profilo lipidico generale, dei biomarker degli antiossidanti, della funzionalità piastrinica e delle difese antiemolitiche.

Benefici globali che però si mantengono solo con un consumo continuo di questi frutti, cosa impossibile vista la loro naturale stagionalità anche se purtroppo sono in commercio tutto l'anno.
Ma piuttosto che consumare finte fragole gonfiate d'acqua fuori stagione con il loro carico di veleni chimici è più saggio variare la propria dieta consumando sempre il più alto numero di porzioni di frutta di stagione.

Il "problema" colesterolo e il ruolo alimentare

 colesterolo cat

 

Anche se gli studi sono in continua evoluzione, vi siano pareri contrastanti sulla problematica e sia messa in evidenza l'influenza e il condizionamento diretto che le case farmaceutiche esercitano, il colesterolo allo stato attuale è considerato un "osservato speciale" da monitorare con attenzione e, se troppo elevato, riportare a parametri potenzialmente meno problematici.

 

Ultimi articoli

Alimentazione e aumento dei casi di canc…

17-09-2018 Tumori

Negli Stati Uniti il preoccupante aumento della co...

L’evoluzione del percorso per una cucina…

08-09-2018 Cucina e condimenti a Crudo

Proseguendo nel percorso di esplorazione di una st...

La frittura nelle sua veste corretta

06-09-2018 Friggere bene

Con la frittura siamo di fronte alla cottura forse...

Libri in Primo Piano

Prevenire il cancro a tavola

Gennaio 01, 2013

Le guide di Natura e Salute Descrizione: Non è d...

Chicchi nuovi e antichi in cucina

Ottobre 01, 2016

Le guide di Natura e Salute La riscossa dei cerea...

Prevenire il Colesterolo

Gennaio 01, 2008

Le guide di Natura e Salute Descrizione: Il cole...

Le ricette del mese

Sfoglie con farina integrale e lenticchi…

20-10-2018 Antipasti

Ingredienti per 4 persone: 220 g di lenticchie ...

Torta di mele con farina di azuki e cann…

13-10-2018 Dolci e Dessert

Ingredienti per 4-6 persone: 1 uovo grande, 50...

Salsa di fave secche, funghi e timo

12-10-2018 Conserve e Salse

Ingredienti per 4 persone: 150 g di fave secche...

banner