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Jul 22, 2019 Last Updated 8:18 AM, Jul 18, 2019

Consumare mele con le loro preziose pectine aiuta a diminuire i livelli di colesterolo cattivo. 

Ci sono molti alimenti che possono aiutare l'organismo a contenere i livelli di colesterolo portando a diminuire il livello di quello più dannoso, definito spesso cattivo e conosciuto con la sigla LDL.
E spesso lo stesso alimento non si limita a diminuire il cattivo, ma aiuta anche ad aumentare la presenza di quello definito buono siglato HDL.

Uno di questi alimenti, per altro gustoso e consigliabile da consumare sempre a prescindere dia livelli di colesterolo, è la mela che è stata oggetto di un particolare studio condotto dalla Florida State University.

La chiave di tutto sono probabilmente le pectine che come altre ricerche hanno confermato fanno parte di quella massa di fibre solubili che hanno potenti effetti positivi su molti meccanismi interni dell'organismo.
E le mele sono ricche di pectine come del resto di tante Vitamine e Sali minerali, per cui con l'approssimarsi della nuova stagione di raccolta converrà farne un'ampia scorta.

Nello studio sono state coinvolte 160 donne fra i 45 e i 65 anni, a un primo gruppo sono state fatte consumare 75 g di mele secche al giorno, a un secondo gruppo lo stesso peso di prugne secche.
Tutto questo per un periodo di almeno 6 mesi superato il quale sono state controllate attraverso esami di accertamento sui livelli di colesterolo nel sangue.
Chi aveva consumato la razione di mele (in termini di frutta fresca 1-2 mele al giorno) era riuscito a ridurre il livello del colesterolo LDL del 23% arrivando anche a perdere peso malgrado teoricamente avessero assunto una discreta razione di calorie in più tramite le mele.

Perdita di peso che sembra sia dovuta ancora una volta alle pectine che aumentando il senso di sazietà bloccano gli stimoli della fame aiutata in questo anche dalle fibre presenti nelle mele in particolare se consumate con la buccia accertandosi prima, come è ovvio, che arrivino da coltivazioni biologiche.

Ecco una ricetta per consumare con gusto le mele

La molecola lipidica colesterolo non è una sostanza estranea che invade i tessuti dell'organismo, ma al contrario di quello che si potrebbe essere indotti a pensare è un elemento fondamentale per il buon funzionamento di molti organi, la formazione dei sali biliari, della vitamina D e di molti ormoni, tanto che il corpo ne produce di per se 1-2 grammi al giorno, un quantitativo piccolo solo in apparenza.

Il tutto avviene prevalentemente attraverso il fegato che con il contributo di altri organi contribuisce a produrre circa 2/3 del fabbisogno giornaliero (colesterolo endogeno), mentre il rimanente viene ricavato dagli alimenti (colesterolo esogeno).

prevenire il colesteroloL'eliminazione (parziale) avviene attraverso la bile, la pelle e l'intestino, ma questo meccanismo naturale non garantisce lo smaltimento completo di questa sostanza continuamente prodotta.

Quando è in eccesso succede allora che si accumula nel tessuto adiposo e a lungo andare questo deposito tende a indurire, irritare e infiammare le pareti delle arterie che perdono progressivamente la loro flessibilità, si irrigidiscono e arrivano pericolosamente ad occludersi.

Secondo la Società Europea dell'Arteriosclerosi si ritiene che i valori medi ottimali di colesterolo nel sangue siano di 200/220 mg per 100 ml per l'adulto e 160/180 mg per i bambini, ma è bene ricordare che si tratta di una media da mettere in relazione con molti altri fattori come le percentuali di colesterolo cattivo e buono e il ruolo dei trigliceridi.

 

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Prevenire il Colesterolo"

Aumentano il colesterolo

Diminuiscono il colesterolo

Eccesso ponderale

Condizioni di normopeso

Dieta raffinata ricca di zuccheri semplici e povera di fibre

Dieta ricca di carboidrati complessi e fibre

Alimenti ricchi in grassi animali e acidi grassi saturi

Alimenti ricchi di acidi grassi insaturi (oli vegetali, pesci, ecc)

Stile di vita sedentario

Cibi ricchi di sostanza antiossidanti (betacarotene, vitamina C ed E, ecc)

Condizioni di stress

Attività fisica e sportiva regolare

Carenza di sostanze antiossidanti nella dieta

 

 

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Prevenire il Colesterolo"

Saper scegliere i grassi migliori e i loro più validi sostituti.

Una delle componenti fondamentali e essenziale per una corretta alimentazione sono i grassi, spesso demonizzati a sproposito indicandoli come genericamente dannosi e poco consoni a diete che hanno l'unico obbiettivo speculativo di far calare peso senza scrupoli di sorta.

Quello che bisogna tenere presente è che non tutti i grassi sono uguali, non lo sono per la loro derivazione, lavorazione, origine, struttura, valenza nutrizionale, influenza sulla salute delle persone e del pianeta e di conseguenza generalizzare sulla loro presenza o meno nella dieta oltre che sbagliato è pericoloso a fini della salute.

La realtà dei grassi è complessa e ricca di dati contrastanti ma in sostanza è in voga la prassi di dividerli in due categorie principali opposte, quelli definiti "negativi" sono oggi abbastanza conosciuti e in molti sanno che andrebbero limitati al massimo per evitare serie conseguenze sulla salute a lungo andare, in particolare in relazione ai livelli di colesterolo.

Sono raggruppati nella macro categoria dei grassi saturi e comprendono alimenti che per la maggior parte sono di origine animale come burro, formaggi, carni grasse, ma anche vegetale come l'olio di palma e cocco.

Fusilli integrali con peperoni alla menta pesce al timo e limone 700x500 CSQuesti grassi nell'ottica della prevenzione in generale e in particolare per le patologie che ruotano intorno al sistema cardiovascolare andrebbero circoscritti con attenzione in favore di lipidi a maggior valore biologico e nutrizionale come gli oli da semi e l'eccellente olio da olive i cui effetti positivi si arricchiscono continuamente di nuove conferme scientifiche.

La sostituzione con oli da semi o da olive è tutto sommato facile, non c'è settore della cucina in cui questi oli non possano sostituire gli altri grassi (la pasticceria all'olio è un esempio splendido in questo senso), il problema della sostituzione o limitazione dei grassi saturi si pone piuttosto quando si deve sostituire un alimento come la citata carne grassa.
Fare una scelta piuttosto che un altra è importante per non andare incontro a danni paradossalmente peggiori.

Hanno affrontato bene l'argomento gli studiosi della School of Public Halth di Boston partendo dalla constatazione di come spesso la sostituzione avvenga con alimenti raffinati e zuccheri semplici con conseguenze pratiche abbastanza nefaste sopratutto nella realtà americana che come è noto presenta ingenti problemi legati all'alimentazione come la dilagante obesità.

I ricercatori hanno verificato le conseguenze di una sostituzione dei grassi negativi con grassi a migliore valore biologico piuttosto che con i carboidrati nelle versioni raffinate e integrali.

La platea di persone sotto esame è stata considerevole comprendendo circa 84 mila donne e 43 mila uomini seguiti rispettivamente per 30 e 24 anni all'interno di due macro studi condotti negli USA, The Nurses' Health Study e The Health Professional Follow-up Study.

Le conclusione pubblicate sul Journal of The American College of Cardiology hanno evidenziato come quando il 5% delle calorie introdotte con i grassi saturi veniva coperto da quelli polinsaturi (oli da semi in generale, frutta secca, ecc) si riduceva fino al 25 % (un dato molto alto) il rischio di patologie coronariche.

La riduzione era del 15 % nel caso dell'olio da olive e del 9% nel caso dei cereali integrali, tutte percentuali cospicue e importanti.

Soprattutto se confrontate con l'altro dato eclatante, cioè quando la sostituzione dei grassi saturi avveniva con carboidrati da cereali raffinati o zuccheri la riduzione era pressoché nulla e le conseguenze forse anche peggiori rispetto ai livelli di salute in generale.

Dati importanti che devono spingere a riflettere con giudizio sulle personali scelte alimentari privilegiando quei piatti tipici della dieta mediterranea che contengono naturalmente un equilibrio nutrizionale innato, come questa squisita pasta integrale in cui abbiamo i grassi buoni derivati da pese e olio da olive oltre ai carboidrati integrali della pasta.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

L'importanza dei cereali in chicchi e delle loro preziose fibre.

È una sostanza indispensabile per l'organismo (senza praticamente cessano numerose funzioni organiche) e allo stesso tempo accusata, a torto o ragione, di contribuire a scatenare patologie serie e invasive se non addirittura mortali.

Si tratta del colesterolo sui cui purtroppo le industrie farmaceutiche speculano alla grande, teoricamente per fini nobili ovvero la salvaguardia della salute dei pazienti, in pratica con il grande sospetto comprovato da studi, libri e ricerche autonome di pure ambizioni economiche.

Ma quante armi abbiamo tramite l'alimentazione per contrastare un alta percentuale di colesterolo nel sangue e controllare i suoi effetti sulla salute?
Molte, moltissime a cominciare dai più comuni e poco usati cereali in chicchi spesso sottovalutati in cucina come ad esempio orzo e avena.

Riscoperti da alcuni degli ultimi studi scientifici per via dell'alto ruolo protettivo grazie all'elevata percentuale di beta glucani che contengono portano in dote numerose altre prerogative positive.

Torniamo ai Beta glucani, parola misteriosa ai più che però porta con se vantaggi non indifferenti per la salute dell'uomo tanto da essere al centro dell'attenzione degli studi più moderni.

Zuppa cremosa in verde con avena 700x500 CSÈ una fibra solubile e come tutte le fibre è già preziosa solo per questo motivo, la nostra protagonista però ha una precisa funzione che risulta potenzialmente molto utile per molte persone, quella di aiutare a ridurre il colesterolo.
E lo fa in maniera piacevole, nel senso che per assimilarla basta consumare quei cibi che la contengono in maggiore quantità fra cui appunto avena e orzo.

Sottolineiamo in maggiore quantità perché la dose effetto si ha quando se ne consuma almeno 3 grammi al giorno e questi ottimi cereali per ogni 100 grammi di quantitativo consumato (una porzione un po' abbondante ma facilmente prevedibile in un piatto unico) ne portano oltre i 3 grammi arrivando nel caso dell'orzo perlato o della sua farina fino a 4,2 grammi.

Oltre questo dosaggio non si hanno ulteriori vantaggi per cui è inutile esagerare!
Per altro la ricerca alimentare applicata all'agricoltura sta cercando di selezionare le tipologie di ogni singolo cereale che più contengono beta glucani.

Ma come si è arrivati a queste considerazioni?
Soprattutto grazie a una meta analisi dell'American Journal of Clinical Nutrition che ha passato al setaccio ben 28 studi e ricerche che mettevano in relazione, confrontavano e incrociavano diete e pasti quotidiani con una dose adeguata di beta glucani e diete con dosi più basse o quasi nulle.

Chi consumava almeno 3 grammi di questa fibra aveva in media una riduzione del colesterolo LDL di circa il 7% (9,6 mg/dl), una media che si innalzava in chi aveva livelli di colesterolo molto elevati e singolarmente nei diabetici.
Una singolarità spiegata dal fatto che avena e orzo come anche cereali simili apportano all'organismo anche dosi interessanti di polifenoli, acidi fenolici e lignani notoriamente utili per la prevenzione delle disfunzioni metaboliche.

Tornando ai beta clucani il loro effetto è spiegato dalla intrinseca e particolare viscosità che contribuisce a ridurre proprio quella frazione di colesterolo in gergo definita "cattiva", anche se si ipotizza che l'apporto positivo vada ben oltre questo singolo meccanismo.

È quindi importante consumare questi cereali e se per l'orzo le occasioni sono un po' più frequenti, esistono ad esempio nel nord Italia un discreto numero di ricette tradizionali a base di orzo, per l'avena il discorso è più complicato e il rischio è quello di consumarla soltanto attraverso i diffusi fiocchi meno efficaci e purtroppo spesso infarciti di zuccheri e grassi aggiunti.

Per questo suggeriamo questa ricetta con protagonista l'avena in chicchi che di per se è ottima anche consumata semplicemente lessata grazie alla sua lieve dolcezza naturale.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Il "problema" colesterolo e il ruolo alimentare

 colesterolo cat

 

Anche se gli studi sono in continua evoluzione, vi siano pareri contrastanti sulla problematica e sia messa in evidenza l'influenza e il condizionamento diretto che le case farmaceutiche esercitano, il colesterolo allo stato attuale è considerato un "osservato speciale" da monitorare con attenzione e, se troppo elevato, riportare a parametri potenzialmente meno problematici.

 

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