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Rapporto Arno diabete 2015

Martedì, 01 Dicembre 2015 21:31 Scritto da 
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La prevenzione ancora all'angolo. 

Malgrado sembri tecnicamente sbagliato è possibile insinuare che il diabete tipo 2 sia di fatto diventata una patologia trasmissibile, un affermazione molto vicina alla realtà se pensiamo a come stili di vita e alimentazione sbagliati si propagano e vengono emulati sempre con maggior frequenza.

Abitudini sbagliate responsabili gravi di un incedere di una malattia che altrimenti sarebbe molto più circoscritta e controllata con ripercussioni sulla società e sul sistema sanitario ben più leggere.

Come ha scritto coraggiosamente Enzo Bonora presidente della SID Società Italiana di Diabetologia in occasione della presentazione del Rapporto Arno diabete 2015 "lo stile di vita malsano che ha infettato la società moderna è una sorta di virus che sta diffondendosi lentamente e silenziosamente, come sta dilagando il diabete".

E se per Bonora "L'unico vaccino su cui possiamo fare affidamento è la maggiore conoscenza della malattia" è indubbio che l'alimentazione, la cucina e i buoni cibi svolgono un ruolo primario in questo.

Ma vediamo i tristi numeri relativi al diabete messi in evidenza dal Rapporto Arno per il 2015.

In Italia il numero dei diabetici è arrivato alla soglia critica dei 5 milioni (includendo i casi accertati e chi ancora non sa di soffrire di diabete pur avendone tutte le sintomatologie), un conteggio che nell'arco di 30 anni è nei fatti più che raddoppiato.

Solo negli ultimi 18 anni i diabetici accertati sono aumentati di oltre il 70% e le spese per le cure a carico del Servizio sanitario nazionale hanno raggiunto i 15 milioni di euro annui.

Il 65% dei diabetici ha più di 65 anni, 1 su 4 ha superato gli 80 anni, il 3% ha meno di 35 anni, 1/5 dei pazienti è ricoverato in ospedale almeno una volta l'anno con una degenza media maggiore di quasi un giorno rispetto ai non diabetici.

Tra le cause del ricorso all'ospedale c'è lo scompenso cardiaco (i diabetici hanno una probabilità tre volte maggiore di soffrirne rispetto alla media), l'insufficienza respiratoria, l'infarto del miocardio e l'ictus.

Nel rapporto poi si parla ampiamente dei farmaci e delle terapie adottate e si pongono in evidenza quelle che sono ancora oggi le cattive abitudini dei pazienti.

Spesso questi ultimi invece di prendere a cuore la propria situazione adottando le contromisure naturali, come il controllo dell'alimentazione, a loro disposizione trascurano il controllo di quei parametri che possono guidarli meglio nella gestione della patologia.

Parametri fuori controllo che in molti casi sono la vera causa dell'insorgere di problematiche più serie e compromettenti.

 

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