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Apr 05, 2020 Last Updated 4:15 PM, Apr 5, 2020

Spezie e aroma piccante aiutano fortemente a ridurre l’uso del sale

Pubblicato in Ipertensione
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Un nuovo studio rafforza il positivo e determinante ruolo delle spezie per il contenimento della dose di sale ingerita quotidianamente con un diretto beneficio sulla pressione.  

Malgrado studi che in apparenza sembrano smentire l'assioma l'esagerata assunzione di sale rimane la maggiore discriminante controllabile rispetto alla gestione della pressione alta, a oggi la maggior parte degli individui sparsi in tutti i paesi del mondo consuma una dose giornaliera di sale molto superiore ai 5 g al giorno raccomandati dall'OMS e questo continua a rimanere il problema principale rispetto al controllo della patologia legata alla cattiva pressione del sangue.

Che bisogna ricordare è probabilmente il più grande fattore di rischio per una lunga serie di complicazioni con esito deleterio come ictus, infarto miocardico e malattia renale cronica.

E le previsioni già ci dicono che con quasi assoluta certezza entro il 2020 l'ipertensione sarà la principale causa globale di morte e disabilità senza distinzione di età sesso e latitudine geografica.

Sono ormai diverse decine d'anni che tutta la comunità scientifica si sforza enormemente attraverso campagne globali di salute pubblica di sollecitare ad abbassare la quota di sale assunta con la dieta, senza però ottenere grandi risultati purtroppo.

Il problema principale ruota intorno al ruolo del sale che rimane il più potente elemento di amplificazione delle molecole aromatiche dei cibi, una potenza dovuta però essenzialmente alla facilità di accesso, a usi radicati nel tempo, a errori di abbinamenti difficili da sradicare, a un'alterazione percettiva derivante da cattiva alimentazione.

La strada più promettente per abbassare la quantità di sale usata quotidianamente è quindi quella di lavorare sulle amplificazioni sensoriali che altre sostanze con incidenza positiva possono portare ai cibi.

Gli esempi non mancano e diverse combinazioni, abbinamenti, intrecci, espedienti chimici e fisici giocati ad esempio sulle temperature di consumo hanno dato discreti risultati, anche se in termini minimali.

Eppure abbiamo a nostra disposizione almeno due categorie di elementi che da questo punto di visto possono svolgere un ruolo determinante, le erbe aromatiche e le spezie.

Su queste ultime getta una forte luce di speranza un nuovo studio condotto in Cina in cui si è dimostrato che gli individui che consumano abitualmente alte dosi di spezie, in particolare se piccanti, hanno una minore tendenza e utilizzare il sale nella preparazione del cibo.

Ciò sembra dovuta a una spiccata amplificazione della soglia di tolleranza nei confronti del sodio, in pratica le interazione aromatiche delle spezie e della sostanza principe della componente piccante, la capsaicina, compensano ampiamente la gratificazione sensoriale e la necessità di rendere più gustoso e succulente il cibo preparato aggiungendo sale esterno viene meno con un diretto beneficio sulla salute dell'organismo e sulla riduzione dei valori pressori.

Il lungo studio ci rivela poi altre notizie e indicazioni pratiche e sicuramente è interessante approfondire la questione grazie alla documentazione aperta consultabile da chiunque a questo indirizzo.

Per chi si occupa di cucina, salute e benessere è invece un forte incentivo a proseguire sulla strada di valorizzazione di ricette e piatti attraverso l'uso massiccio di spezie e erbe aromatiche sapendo con certezza che queste portano contributi diretti e indiretti di grande spessore.

Verifica e controllo dei valori della pressione arteriosa

 ipertensione cat

 

Il controllo periodico dei valori della pressione arteriosa è la premessa fondamentale per avere consapevolezza e verifica di uno dei parametri base del proprio stato di salute. Come sottolineto nella pagine del libro: "La diagnosi di ipertensione arteriosa viene stabilita dal medico dopo aver rilevato i valori della pressione. Il medico tiene conto esclusivamente dei valori che rimangono elevati dopo una fase di riposo e dopo ripetute misurazioni.

 

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