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Dec 18, 2018 Last Updated 2:36 PM, Dec 15, 2018

Ricerche, studi, verifiche, confronti, prove sul campo, esperimenti attivi e analisi comparative, tutto questo ha dimostrato e continua a dimostrare come il movimento sotto forma di pratica regolare e costante dell'attività fisica e sportiva innesca una serie di reazioni positive da parte dell'organismo, reazioni sane e benefiche che incidono direttamente sulla sua funzionalità.

"Come riportato nel libro gli effetti positivi possono essere così riassunti:

  1. riduzione della pressione arteriosa;
  2. riduzione della frequenza cardiaca;
  3. aumento della forza di contrazione del cuore;
  4. aumento dell'irrorazione del muscolo cardiaco da parte delle coronarie;
  5. maggior estrazione periferica di ossigeno da parte dei tessuti;
  6. riduzione del colesterolo totale e in particolare del "colesterolo cattivo" o colesterolo-LDL.

ipertensione curarla a tavola

Tra le raccomandazioni per un controllo non farmacologico dell'ipertensione arteriosa, c'è l'opportunità di iniziare la pratica motoria gradualmente, dopo adeguata visita medica.

Buoni esempi di esercizi isotonici dinamici sono dati dalla marcia, corsa, nuoto, tennis, pallavolo, golf. In genere gli ipertesi dovrebbero evitare gli esercizi isometrici statici pesanti."

Tutto questo va però eseguito con gradualità e in relazione diretta alla propria condizione fisica e patologica seguendo con attenzione le indicazioni e i consigli opportuni in modo da evitare il rischio di effetti collaterali dovuti all'improvviso cambiamento fisiologico imposto all'organismo.

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Ipertensione: curarla a tavola"

Nuovi preoccupanti dati su traumi prevenibili con un attento controllo dell'alimentazione e dell'attività fisica. 

L'ictus, la patologia neurologica più diffusa dopo il trauma cranico, è strettamente collegato con i livelli pressori, un dato che deve spingere a controllare con attenzione questo importante parametro della salute.
Di recente l'Associazione per la Lotta all'Ictus Cerebrale (A.L.I.Ce. Italia Onlus) ha pubblicato una serie di dati molto allarmanti: in Italia si verificano circa 10mila casi di ictus ogni anno in persone con meno di 54 anni e i casi fra i giovani sono in preoccupante crescita essendo passati dal 13 al 19% negli ultimi 20 anni.

Nel caso dei giovani i motivi scatenanti sono molteplici e dipendono spesso da traumi che alterano la struttura delle arterie carotidi o vertebrali in conseguenza di incidenti in auto e in moto, sport estremi, attività fisiche pesanti, abuso di fumo, alcol e droghe.

Ma anche in questo ambito è la pressione alta a rimanere il killer numero uno e se la sedentarietà e esclusa rimane l'elevata incidenza di una cattiva e malsana alimentazione sommata a una sottovalutazione del controllo pressorio periodico che pur non dovendo diventare un ossessione ha una sua forte importanza anche in chi pensa di non correre alcun rischio.

Rispetto all'ictus è impressionante sapere che secondo i neurologi l'80% dei traumi potrebbero essere evitati con un'attenta prevenzione dei fattori di rischio.
Prevenzione che passa essenzialmente per un controllo attento della dieta e per uno spazio di tempo costante da dedicare al movimento fisico scegliendo l'intensità e le modalità adatte alle condizioni fisiche personali.
Guarda caso i due elementi di base per tenere sotto controllo la pressione sanguigna.

Un dato su tutti: ogni 7 grammi di fibra vegetale in più che consumiamo scende del 7% la probabilità di ictus, stando a un recente studio inglese, mentre altre ricerche in parallelo hanno decretato pomodori, meloni e pere come ortaggi simbolo dei cibi anti-ictus.

Portare in tavola almeno 400-500 grammi al giorno di frutta e verdura è di fatto il miglior investimento per la salute del nostro sistema cardiovascolare, per controllare efficacemente la pressione sanguigna e per prevenire traumi seri come l'ictus.

La relazione diretta tra il nutriente e la patologia con un ruolo attivo dato dalle fibre. 

Torniamo sul tema di un alimentazione corretta e curata rispetto al problema ipertensione prendendo meglio in considerazione il ruolo di nutrienti messi generalmente in secondo piano rispetto alla patologia, le proteine.

Una recente ricerca uscita sull'American Journal of Hypertension a firma di Justin Buendia e colleghi della School of Medicine di Boston pone proprio l'attenzione sull'importanza di consumare una giusta quota di proteine per favorire le diminuzione della pressione e in generale il suo mantenimento entro parametri fisiologici.

I risultati dello studio indicano che il consumo di almeno 100 g di proteine al giorno porta a diminuire di ben il 40% il rischio di ipertensione rispetto a chi ne assimila poco più della metà.

Non un indicazione a caso ovviamente, per determinare un dato così preciso l'equipe ha sottoposto ad accurati controlli per oltre 11 anni la pressione di 1.361 partecipanti incrociando i dati con la dieta seguita.
Con un risvolto ancora più interessante dato dal fatto che chi nella propria dieta prevedeva un abbondante presenza di fibre vedeva ridurre il rischio personale dal 40 al 51%.

Un dato molto interessante che somma la prerogativa di proteine e fibra nell'aumentare il senso di sazietà e quindi limitare il consumo calorico in generale favorendo il metabolismo e quindi la riduzione della pressione.
Altri benefici arrivano poi dall'influenza di aminoacidi come l'arginina sulla dilatazione dei vasi sanguigni e dalla riduzione del rischio di resistenza all'insulina dovuta alle fibre.

Prendendo spunto da questa ricerca si tratta allora di monitorare con attenzione il consumo di proteine evitando si l'eccesso (che ricordiamo può avere ripercussioni serie, ad esempio per chi soffre di problemi renali), ma contemplando nei pasti la loro presenza scegliendo in primis quelle provenienti dal mondo vegetale che apportano naturalmente anche molta fibre, in assoluto i legumi, e poi via via le proteine di origine animale.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Precisazione dei livelli di controllo e importanza degli stili di vita. 

Si stima che in Europa circa il 45% della popolazione sia interessato in varie forme al problema dell'ipertensione una condizione patologica che è causa o conseguenza di altre patologie correlate e che in ogni caso non è mai da sottovalutare tenendo sotto controllo i parametri di riferimento.

A questo proposito sono giunte nuove raccomandazioni da parte dell'European Society of Hypertension (ESH) e dell'European Society of Cardiology (ESC) che hanno opportunamente rese più attuali le precedenti linee guida del 2007 sull'ipertensione arteriosa operando una semplificazione e un migliore chiarimento di alcuni aspetti di gestione terapeutica.
Decisamente rilevante e importante sotto molti aspetti l'indicazione principale emersa che fa chiarezza su un aspetto a volte controverso: si precisa come sia basilare arrivare a ridurre la pressione arteriosa sistolica sotto i 140 mmHg e la pressione diastolica sotto i 90 mmHg in tutti i pazienti ipertesi, sia a basso che a alto rischio di eventi traumatici.
Andare oltre, e questa sembra la vera novità, con una riduzione più accentuata (sotto i 130 mmHg) può infatti portare a un aumento invece che contenimento di eventi coronarici.

Il documento stilato contiene ovviamente molte più precisazioni e indicazioni con tabelle e algoritmi su quando e come iniziare il trattamento, quali regole seguire, a cosa fare attenzione e così via e chi è interessato da questo problema farebbe bene a consultarlo, a questo indirizzo si può scaricare liberamente.
Ricordiamo che l'ipertensione arteriosa destabilizza tutto il sistema funzionale dell'organismo allentando l'efficienza del sistemacardiovascolare, compromettendo il regolare lavoro di organi estremamente importanti e preziosi come il rene, favorendo insieme ad altri fattori le terribili conseguenze dovute a eventi come infarto o ictus.
Al di la degli aspetti strettamente medici che giustamente vanno trattati dagli specialisti (utilità o meno degli ACE inibitori in chi ha problemi renali, controindicazione varie per i betabloccanti e così via) focalizziamo meglio i consigli di fondo per prevenire al massimo il problema:

  1. ridurre il consumo complessivo di sale a non più di 5-6 g al giorno;
  2. seguire un'alimentazione ricca di frutta e verdura;
  3. fare regolare e costante esercizio fisico;
  4. tenere sotto controllo il peso corporeo;
  5. smettere di fumare.

Il controllo periodico dei valori della pressione arteriosa è la premessa fondamentale per avere consapevolezza e verifica di uno dei parametri base del proprio stato di salute.
Come sottolineto nella pagine del libro:
"La diagnosi di ipertensione arteriosa viene stabilita dal medico dopo aver rilevato i valori della pressione. Il medico tiene conto esclusivamente dei valori che rimangono elevati dopo una fase di riposo e dopo ripetute misurazioni.
È opportuno sottolineare come la pressione arteriosa presenti delle variazioni in funzione di numerose condizioni: postura (in piedi o distesi), riposo o sforzo, momento della giornata, iperemotività o tranquillità, uso di tabacco..."

La misurazione della pressione può avere tre modalità differenti, ognuno con un proprio valore e differente importanza:
Misurazione della pressione arteriosa durante la visita medica: ogni medico deve seguire a questo proposito le più recenti linee-guida per il trattamento dell'ipertensione arteriosa, stilate dalla Commissione della Società Europea di Ipertensione in cui sono raccomandate alcune modalità per misurare correttamente la pressione arteriosa.

ipertensione curarla a tavola

Misurazione della pressione arteriosa a domicilio: l'automisurazione a domicilio della pressione arteriosa è una prassi importante da incoraggiare per verificare la presenza di un'ipertensione instabile e monitorare le variazioni soggettive, importante è che non diventi una prassi ossessiva e eccessivamente ripetuta, ma ancora di più la sua verifica non deve indurre a modificare di propria iniziativa la terapia antipertensiva stabilita.

Misurazione della pressione arteriosa delle 24 ore (Holter pressorio)
Il monitoraggio pressorio delle 24 ore (Holter Pressorio o ABPM) è un test non invasivo che consente di registrare la pressione arteriosa continuativamente per 24 ore, mediante un piccolo apparecchio, è molto utile in diverse situazioni come quando i pazienti hanno un'ipertensione arteriosa non costante indipendentemente dal momento orario o anche nei pazienti facilmente emozionabili che alterano inconsapevolmente i loro valori in presenza del medico.

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Ipertensione: curarla a tavola"

Verifica e controllo dei valori della pressione arteriosa

 ipertensione cat

 

Il controllo periodico dei valori della pressione arteriosa è la premessa fondamentale per avere consapevolezza e verifica di uno dei parametri base del proprio stato di salute. Come sottolineto nella pagine del libro: "La diagnosi di ipertensione arteriosa viene stabilita dal medico dopo aver rilevato i valori della pressione. Il medico tiene conto esclusivamente dei valori che rimangono elevati dopo una fase di riposo e dopo ripetute misurazioni.

 

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