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Feb 22, 2019 Last Updated 12:02 PM, Feb 19, 2019

Trovati nuovi collegamenti tra la proteina a più alta presenza nelle urine, sale, ipertensione e patologie renali.  

La constatazione che l'ipertensione ha una stretta relazione con le funzioni renali è assodata da tempo e numerose ricerche lo hanno chiaramente evidenziato, anche se molto deve essere ancora chiarito.
Un contributo viene dato da una recente ricerca incentrata su una rara patologia del rene dovuta a difetti nel gene che contiene le informazioni per l'uromodulina, mediamente la proteina a più alta presenza nelle urine e sui cui esistono ancora molti aspetti da capire e scoprire.

Tutto nasce dall'osservazione di come alcune varianti comuni del gene dell'uromodulina, in particolare della regione che ne regola la produzione, siano associate ad un rischio maggiore di sviluppare ipertensione e danno renale nel corso della vita.
Così si sono incrociati studi di ricerca di base su modelli cellulari ed animali e di ricerca clinica su pazienti, accertando come i livelli di uromodulina tendono a variare in base a precise sequenze nel Dna.

Pazienti con varianti in grado di innescare il meccanismo alla base dell'ipertensione e dei danni renali producevano molta uromodulina, opposto comportamento in chi possedeva varianti protettive.
Si è allora cercato di capire in che modo il fattore uromodulina arrivi a portare a un aumento del rischio di ipertensione e problematiche renali nel corso della vita osservando come un incremento nella produzione di questa proteina determina la comparsa di ipertensione già in giovane età.

L'ipotesi del perché di questo aumento è che l'uromodulina contribuisce in concreto al riassorbimento di sale e acqua a livello renale scatenando le reazioni patologiche dell'organismo.
Questo porta ancora una volta al centro della questione il fattore sale e il ruolo strategico dei quantitativi ingeriti quotidianamente dall'uomo, non a caso nella stessa ricerca si è visto che una riduzione dell'apporto di sale nella dieta è sufficiente per ripristinare valori normali di pressione sanguigna nei pazienti sottoposti ad analisi e studio.

E ancora una volta quindi ribadiamo da parte nostra l'invito a limitare al minimo, mai ad escluderlo però, il quantitativo di sale giornaliero introdotto con la dieta contemplando con la massima attenzione soprattutto quello nascosto nei tantissimi prodotti dell'industria pronti al consumo.
Lo studio di cui abbiamo riferito è stato finanziato da Telethon e pubblicato su Nature Medicine e ai link di riferimento si possono approfondire le informazioni sulla ricerca.

L’eccesso di sale rimane uno dei problemi più rilevanti nel mondo dell’alimentazione, della cucina e della salute e lo è ancora di più quando ci troviamo ad affrontare i problemi legati all’ipertensione.

Qui come scritto già altre volte il sale gioco un ruolo incisivo e può diventare un elemento molto negativo se non viene controllato con cura limitandone la presenza in favore di altri elementi organolettici sostitutivi.

È anche vero però che di per se non è assolutamente un elemento da demonizzare, si tratta piuttosto di trovare strategicamente il modo di limitarne la presenza in maniera intelligente e pratica perché quando abbiamo a che fare con la cucina e il piacere che essa porta non tanto a livello organico quanto piuttosto a quello psichico proibire e basta serve a ben poco.

Ci sono insaporitori eccellenti che sostituiscono in maniera splendida il sale puro, sono così importanti che sul sito ne presenteremo presto di nuovi, ma intanto potete trovare un esempio lungimirante in questo speciale gomasio al girasole, mandorle e zenzero.

Ma al di la di questi possiamo anche preparare velocemente combinazioni semplici mescolando sale grosso con erbe aromatiche secche intense come il rosmarino e il timo pestando il tutto in un mortaio (o un piccolo e potente tritatutto) fino a ottenere una polvere grezza uniforme.

Si può inizialmente provare con una proporzione di 3-4 cucchiai di erba aromatica e 1 di sale grosso per poi aumentare la dose di erba a proprio piacimento.

Questa prima combinazione che abbiamo battezzato tempo fa "sale diluito" è ottima per tutto il pesce, zuppe e minestre, ortaggi come la zucca e il sedano rapa, tutti i cereali in chicchi cotti e i legumi, in particolare per i ceci e le lenticchie.

E tanto altro a dir la verità, ciò che è importante è che in questo modo sarà possibile continuare a gustare piatti e ricette con una minore dose di sale senza che se ne senta la mancanza più di tanto, ma con grande vantaggio e sollievo per l’organismo.

La scoperta di come le due discipline si equivalgono nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. 

La relazione tra sana alimentazione e attività fisica è un punto fermo per raggiungere l'obbiettivo di mantenere nella migliore forma possibile il fisico, l'organismo e la mente.
Questo soprattutto in relazione alle patologie, come l'ipertensione, che dipendono in massima parte per la loro prevenzione proprio da questi due fattori strategici.

Ma se per quanto riguarda l'alimentazione è abbastanza chiaro che il punto di riferimento è la dieta mediterranea nelle sue linee di origine a volte rimane il dubbio di quale, come e con quanta intensità svolgere l'attività fisica adeguata.
Uno studio recente chiarisce alcuni aspetti interessanti mettendo in relazione gli effetti sul fisico della corsa e della semplice camminata con risultati per alcuni versi sorprendenti.

La grande ricerca ha messo in relazione gli effetti sul fisico dell'attività di 33060 corridori e di 15945 normali camminatori o passeggiatori abituali scoprendo che gli esiti finali erano praticamente identici.
In pratica tutte e due le tipologie di movimento consentono di ridurre il rischio di ipertensione, colesterolo alto, diabete e altre patologie correlate in un quadro d'insieme che aiuta a tenere in piena efficienza il sistema cardiovascolare.

E lo stimolo più interessante che è stato osservato è che più si cammina o si corre durante la settimana più aumentano i benefici per la salute.
Tutto questo è stato il frutto dello studio portato avanti al NIH/National Heart, Lung, and Blood Institute americano da Paul Williams e pubblicato sulla rivista Arteriosclerosis, Thrombosis and Vascular Biology.

A confronto gli effetti di due attività molto differenti per grado di intensità: la corsa decisamente più intensa e coinvolgente, la camminata più modulabile e progressiva.
Entrambe però con il comun denominatore di coinvolgere lo stesso gruppo di fibre muscolari, richiedere poche competenze tecniche e essere praticabili in qualsiasi condizione climatica.

A parità di consumo energetico le due discipline sono risultati equivalenti rispetto alla riduzione del rischio cardiovascolare mettendo in evidenza come l'intensità dell'esercizio conti relativamente, molto più importante è la distanza percorsa e il tempo dedicato all'esercizio.
Nello specifico i dati dicono che la corsa riduce il rischio di ipertensione del 4,2%, il colesterolo del 4,3%, il diabete del 12,1%, ancora più interessanti i dati su chi cammina in maniera sostenuta avendo riduzioni più interessanti rispettivamente del 7,2%, 7% e 12,3%.
Inoltre ai camminatori è stato riconosciuta una capacità maggiore di riduzione delle malattie coronariche: 9,3% rispetto al 4,55% di chi corre.

Il controllo periodico dei valori della pressione arteriosa è la premessa fondamentale per avere consapevolezza e verifica di uno dei parametri base del proprio stato di salute.
Come sottolineto nella pagine del libro:
"La diagnosi di ipertensione arteriosa viene stabilita dal medico dopo aver rilevato i valori della pressione. Il medico tiene conto esclusivamente dei valori che rimangono elevati dopo una fase di riposo e dopo ripetute misurazioni.
È opportuno sottolineare come la pressione arteriosa presenti delle variazioni in funzione di numerose condizioni: postura (in piedi o distesi), riposo o sforzo, momento della giornata, iperemotività o tranquillità, uso di tabacco..."

La misurazione della pressione può avere tre modalità differenti, ognuno con un proprio valore e differente importanza:
Misurazione della pressione arteriosa durante la visita medica: ogni medico deve seguire a questo proposito le più recenti linee-guida per il trattamento dell'ipertensione arteriosa, stilate dalla Commissione della Società Europea di Ipertensione in cui sono raccomandate alcune modalità per misurare correttamente la pressione arteriosa.

ipertensione curarla a tavola

Misurazione della pressione arteriosa a domicilio: l'automisurazione a domicilio della pressione arteriosa è una prassi importante da incoraggiare per verificare la presenza di un'ipertensione instabile e monitorare le variazioni soggettive, importante è che non diventi una prassi ossessiva e eccessivamente ripetuta, ma ancora di più la sua verifica non deve indurre a modificare di propria iniziativa la terapia antipertensiva stabilita.

Misurazione della pressione arteriosa delle 24 ore (Holter pressorio)
Il monitoraggio pressorio delle 24 ore (Holter Pressorio o ABPM) è un test non invasivo che consente di registrare la pressione arteriosa continuativamente per 24 ore, mediante un piccolo apparecchio, è molto utile in diverse situazioni come quando i pazienti hanno un'ipertensione arteriosa non costante indipendentemente dal momento orario o anche nei pazienti facilmente emozionabili che alterano inconsapevolmente i loro valori in presenza del medico.

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Ipertensione: curarla a tavola"

Non sottovalutare i potenziali sintomi

Anche se purtroppo non esistono chiare indicazioni e sintomi riconducibili a un'anomalia della pressione arteriosa, come può avvenire per altre patologie, è importante prestare comunque attenzione a ogni variazione inconsueta dell'organismo sapendo ascoltare con giudizio e consapevolezza i messaggi diretti e indiretti che trasmette.
Ad esempio in presenza di mal di testa ricorrente localizzato alla nuca o alle tempie, strani ronzii auricolare, disturbi visivi, sensi di vuoto alla testa e così via (per una sintomatologia più dettagliata chiedere consigli al proprio medico o consultare le tabelle del libro).

Sapere che....

L'evoluzione naturale dell'ipertensione arteriosa non trattata porta all'instaurarsi graduale e progressivo di lesioni che colpiscono in particolare cuore, cervello, occhi e reni favorendo la progressione di molte invalidanti patologie.

Eseguire i controlli consigliati dal medico in presenza di ipertensione arteriosa

A prescindere dalla terapia che si sceglierà di seguire verifica e controllo del tipo di ipertensione presente è un passaggio fondamentale.
Esistono due diverse forme di ipertensione: essenziale o primitiva e secondaria. La prima è definita in questo modo quando non è nota la causa che la determina e rappresenta la condizione del 90-95% dei pazienti affetti da ipertensione. La seconda è, al contrario, collegata direttamente a una malattia specifica. In entrambi i casi una volta accertata la presenza vanno adottate le contromisure più efficaci

Evitare l'eccesso ponderale, praticare regolarmente e con costanza attività fisica e sportiva

ipertensione curarla a tavola

Due semplici elementi come l'eliminazione del peso superfluo e la pratica di regolare e frequente attività fisica sono potenti fattori di autoregolazione della pressione arteriosa. Spesso il calo ponderale con il ritorno al peso ideale favorisce la

riduzione o determina la normalizzazione dei valori pressori. E in generale è buona prassi per tutti limitare il consumo calorico in quanto allunga la durata massima della vita e riduce l'incidenza di tutte le forme di cancro, delle malattie cardiovascolari e renali.

Evitare il fumo e ridurre le condizioni di stress

È ormai confermata una precisa azione ipertensiva da parte del fumo di sigaretta, un fattore di rischio che si estende alle patologie coronariche e cardiache con una conseguente influenza negativa sull'evoluzione dell'ipertensione.
Analoghi effetti negativi sull'ipertensione posso essere apportati dalle diverse condizioni di stress della vita moderna le quali favorendo la liberazione di adrenalina da parte dell'organismo inducono il sistema cardiovascolare ad aumentare la frequenza cardiaca rialzando così i valori della pressione arteriosa.

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Ipertensione: curarla a tavola"

Verifica e controllo dei valori della pressione arteriosa

 ipertensione cat

 

Il controllo periodico dei valori della pressione arteriosa è la premessa fondamentale per avere consapevolezza e verifica di uno dei parametri base del proprio stato di salute. Come sottolineto nella pagine del libro: "La diagnosi di ipertensione arteriosa viene stabilita dal medico dopo aver rilevato i valori della pressione. Il medico tiene conto esclusivamente dei valori che rimangono elevati dopo una fase di riposo e dopo ripetute misurazioni.

 

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