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Oct 22, 2018 Last Updated 9:16 AM, Oct 20, 2018

Un nuovo studio rafforza il positivo e determinante ruolo delle spezie per il contenimento della dose di sale ingerita quotidianamente con un diretto beneficio sulla pressione.  

Malgrado studi che in apparenza sembrano smentire l'assioma l'esagerata assunzione di sale rimane la maggiore discriminante controllabile rispetto alla gestione della pressione alta, a oggi la maggior parte degli individui sparsi in tutti i paesi del mondo consuma una dose giornaliera di sale molto superiore ai 5 g al giorno raccomandati dall'OMS e questo continua a rimanere il problema principale rispetto al controllo della patologia legata alla cattiva pressione del sangue.

Che bisogna ricordare è probabilmente il più grande fattore di rischio per una lunga serie di complicazioni con esito deleterio come ictus, infarto miocardico e malattia renale cronica.

E le previsioni già ci dicono che con quasi assoluta certezza entro il 2020 l'ipertensione sarà la principale causa globale di morte e disabilità senza distinzione di età sesso e latitudine geografica.

Sono ormai diverse decine d'anni che tutta la comunità scientifica si sforza enormemente attraverso campagne globali di salute pubblica di sollecitare ad abbassare la quota di sale assunta con la dieta, senza però ottenere grandi risultati purtroppo.

Il problema principale ruota intorno al ruolo del sale che rimane il più potente elemento di amplificazione delle molecole aromatiche dei cibi, una potenza dovuta però essenzialmente alla facilità di accesso, a usi radicati nel tempo, a errori di abbinamenti difficili da sradicare, a un'alterazione percettiva derivante da cattiva alimentazione.

La strada più promettente per abbassare la quantità di sale usata quotidianamente è quindi quella di lavorare sulle amplificazioni sensoriali che altre sostanze con incidenza positiva possono portare ai cibi.

Gli esempi non mancano e diverse combinazioni, abbinamenti, intrecci, espedienti chimici e fisici giocati ad esempio sulle temperature di consumo hanno dato discreti risultati, anche se in termini minimali.

Eppure abbiamo a nostra disposizione almeno due categorie di elementi che da questo punto di visto possono svolgere un ruolo determinante, le erbe aromatiche e le spezie.

Su queste ultime getta una forte luce di speranza un nuovo studio condotto in Cina in cui si è dimostrato che gli individui che consumano abitualmente alte dosi di spezie, in particolare se piccanti, hanno una minore tendenza e utilizzare il sale nella preparazione del cibo.

Ciò sembra dovuta a una spiccata amplificazione della soglia di tolleranza nei confronti del sodio, in pratica le interazione aromatiche delle spezie e della sostanza principe della componente piccante, la capsaicina, compensano ampiamente la gratificazione sensoriale e la necessità di rendere più gustoso e succulente il cibo preparato aggiungendo sale esterno viene meno con un diretto beneficio sulla salute dell'organismo e sulla riduzione dei valori pressori.

Il lungo studio ci rivela poi altre notizie e indicazioni pratiche e sicuramente è interessante approfondire la questione grazie alla documentazione aperta consultabile da chiunque a questo indirizzo.

Per chi si occupa di cucina, salute e benessere è invece un forte incentivo a proseguire sulla strada di valorizzazione di ricette e piatti attraverso l'uso massiccio di spezie e erbe aromatiche sapendo con certezza che queste portano contributi diretti e indiretti di grande spessore.

L’eccesso di sale rimane uno dei problemi più rilevanti nel mondo dell’alimentazione, della cucina e della salute e lo è ancora di più quando ci troviamo ad affrontare i problemi legati all’ipertensione.

Qui come scritto già altre volte il sale gioco un ruolo incisivo e può diventare un elemento molto negativo se non viene controllato con cura limitandone la presenza in favore di altri elementi organolettici sostitutivi.

È anche vero però che di per se non è assolutamente un elemento da demonizzare, si tratta piuttosto di trovare strategicamente il modo di limitarne la presenza in maniera intelligente e pratica perché quando abbiamo a che fare con la cucina e il piacere che essa porta non tanto a livello organico quanto piuttosto a quello psichico proibire e basta serve a ben poco.

Ci sono insaporitori eccellenti che sostituiscono in maniera splendida il sale puro, sono così importanti che sul sito ne presenteremo presto di nuovi, ma intanto potete trovare un esempio lungimirante in questo speciale gomasio al girasole, mandorle e zenzero.

Ma al di la di questi possiamo anche preparare velocemente combinazioni semplici mescolando sale grosso con erbe aromatiche secche intense come il rosmarino e il timo pestando il tutto in un mortaio (o un piccolo e potente tritatutto) fino a ottenere una polvere grezza uniforme.

Si può inizialmente provare con una proporzione di 3-4 cucchiai di erba aromatica e 1 di sale grosso per poi aumentare la dose di erba a proprio piacimento.

Questa prima combinazione che abbiamo battezzato tempo fa "sale diluito" è ottima per tutto il pesce, zuppe e minestre, ortaggi come la zucca e il sedano rapa, tutti i cereali in chicchi cotti e i legumi, in particolare per i ceci e le lenticchie.

E tanto altro a dir la verità, ciò che è importante è che in questo modo sarà possibile continuare a gustare piatti e ricette con una minore dose di sale senza che se ne senta la mancanza più di tanto, ma con grande vantaggio e sollievo per l’organismo.

Ricerche, studi, verifiche, confronti, prove sul campo, esperimenti attivi e analisi comparative, tutto questo ha dimostrato e continua a dimostrare come il movimento sotto forma di pratica regolare e costante dell'attività fisica e sportiva innesca una serie di reazioni positive da parte dell'organismo, reazioni sane e benefiche che incidono direttamente sulla sua funzionalità.

"Come riportato nel libro gli effetti positivi possono essere così riassunti:

  1. riduzione della pressione arteriosa;
  2. riduzione della frequenza cardiaca;
  3. aumento della forza di contrazione del cuore;
  4. aumento dell'irrorazione del muscolo cardiaco da parte delle coronarie;
  5. maggior estrazione periferica di ossigeno da parte dei tessuti;
  6. riduzione del colesterolo totale e in particolare del "colesterolo cattivo" o colesterolo-LDL.

ipertensione curarla a tavola

Tra le raccomandazioni per un controllo non farmacologico dell'ipertensione arteriosa, c'è l'opportunità di iniziare la pratica motoria gradualmente, dopo adeguata visita medica.

Buoni esempi di esercizi isotonici dinamici sono dati dalla marcia, corsa, nuoto, tennis, pallavolo, golf. In genere gli ipertesi dovrebbero evitare gli esercizi isometrici statici pesanti."

Tutto questo va però eseguito con gradualità e in relazione diretta alla propria condizione fisica e patologica seguendo con attenzione le indicazioni e i consigli opportuni in modo da evitare il rischio di effetti collaterali dovuti all'improvviso cambiamento fisiologico imposto all'organismo.

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Ipertensione: curarla a tavola"

Una malattia infiammatoria delle articolazioni legata all'iperuricemia tornata di attualità.

La moderna epidemia di obesità e sovrappeso porta con se una serie incredibile di situazioni negative, non solo ovvie e quasi "naturali" nel senso di logiche e conseguenziali, ma collegate con il remoto passato in una sorta di viaggio nel tempo a ritroso.

Ci sono molti aspetti deleteri legati a obesità e sovrappeso tra cui l'eccesso e l'abbondanza di proteine (quindi carne e pesce) che ha determinato nel tempo una reazione a catena in cui molte patologie silenti sono tornate a essere protagoniste in negativo della salute.

L'esempio più eclatante è la gotta una patologia di un lontano e remoto passato quando i signori dell'aristocrazia si cibavano di grandi quantità di carni abusando di un alimento che per tutto il resto della popolazione povera era una rarità.

Per uno dei tanti paradossi dell'umanità allora chi non poteva permetterselo ambiva a cibarsi della ricchezza di chi poteva non sapendo i danni che il consumo di carne eccessivo portava all'organismo!

Farfalle integrali con broccoletti trifolati al peperoncino salsina di ricotta al limone e pomodori sottolio 700x500 CSSuccede che oggi questa malattia infiammatoria delle articolazioni legata strettamente all'iperuricemia è tornata di grande attualità e di recente gli studi di controllo e verifica epidemiologici hanno messo in guardia sul ritorno in grande stile della gotta.

Il problema non è solo in relazione alla patologia specifica, all'iperuricemia si collegano problemi seri di ipertensione e una serie di interazioni pericolose con le malattie cardiovascolari in generale.

Con un dato molto allarmistico: i livelli di acido urico sono già alterati in età pediatrica in quella fascia di popolazione più coinvolta con i problemi specifici di sovrappeso.

Si tratta allora di intervenire prontamente sullo stile di alimentazione, la soluzione più efficace oggi come in passato sia per bimbi che adulti.

Oltre a ridurre ai minimi termini le componenti proteiche della carne e in parte del pesce serve soprattutto incrementare l'assunzione di quei cibi in grado di inibire la formazione dell'acido urico agendo su diverse componenti.

Con una precisazione molto importante perché teoricamente gli alimenti ricchi di purine, le sostanze che portano alla produzione ai acido urico nell'organismo, non sono limitati solo a carne e pesce ma contemplano anche cereali integrali, frutta secca a guscio e verdure di uso comune come spinaci e cavolfiori.

Che fare allora bisogna eliminare o limitare anche questi preziosi alimenti?

No come messo in evidenza su una recente revisione degli studi specifici pubblicata su Swiss Medical Weekly con autore fra gli altri Leonardo Punzi direttore dell'azienda ospedaliera-università di Padova.

Secondo gli studi epidemiologici il problema legato a un eccesso di purine riguarda strettamente alimenti come carne e pesce in quanto le osservazioni sul consumo del resto degli alimenti non ha messo in evidenza particolari problematiche.

Piuttosto è stato messo in risalto un pericolo più importante a cui prestare attenzione, l'eccesso di fruttosio che deriva dal consumo non controllato di preparazioni che lo usano in gran quantità come dolcificante, magari vantandosi di essere senza zuccheri!!!

Ma quali alimenti prediligere allora per prevenire con efficacia questa patologia?

In generale tutti quelli che fanno tradizionalmente parte della cucina mediterranea e in particolare broccoletti verdi, pomodori in tute le forme, porri e indivie ad esempio.

Da soli o combinati insieme, come in questa buonissima e stuzzicante ricette di pasta!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Che cos'è la pressione alta?   

L'ipertensione arteriosa, pur non essendo classificata come malattia, è un disturbo molto comune che colpisce quasi 15 milioni di italiani. Se non trattata in modo appropriato comporta un notevole aumento del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Per questo motivo, oggi più che mai, è importante intervenire sulla sua prevenzione per scongiurare i drastici effetti che questo tipo di disturbi possono causare.

Nonostante le terapie farmacologiche si siano dimostrate molto efficaci nel combattere l'ipertensione, un corretto stile di vita e l'utilizzo di strumenti diagnostici come gli sfigmomanometri digitali, ricoprono un ruolo fondamentale per la prevenzione della pressione alta.

Si parla di pressione alta o ipertensione arteriosa, quando i valori della pressione sanguigna sono oltre le soglie ritenute di "sicurezza" dal Comitato Internazionale della Salute (140 per la massima e 90 per la minima).

Solitamente questo disturbo interessa le persone di età più avanzata, o che soffrono di sovrappeso, tuttavia l'ipertensione tende anche a manifestarsi come carattere ereditario laddove vi siano storie di ipertensione pregressa in famiglia.

Quali rischi si corrono?

L'ipertensione è particolarmente pericolosa perché, con il passare del tempo, arreca danni al sistema cardiocircolatorio e agli organi ad esso correlati quali: cuore (cardiopatia ipertensiva), cervello (ictus) e ai reni (insufficienza renale).

Ad oggi le terapie mediche utilizzate per curare questo disturbo fanno uso di farmaci beta bloccanti e diuretici.

Questi medicinali sono molto efficaci quando si tratta di ristabilire i valori della pressione riportandoli dentro i parametri normali, tuttavia, sono meno efficaci per trattare i danni che possono avere subito gli organi interni a causa di questa condizione.

Per questo è sempre più importante monitorare con costanza la propria pressione, e accorgersi per tempo di eventuali alterazioni anomale della stessa.

Lo Sfigmomanometro: la "macchinetta" della pressione

Misura pressione 500x340Un valido alleato per la prevenzione dell'ipertensione è rappresentato dallo sfigmomanometro.

Questo strumento ha ben più di 100 anni e in origine era dotato di una colonnina di mercurio in grado di leggere i valori della pressione. Da qua è rimasta la sua unità di misura, il milligrammo di mercurio "mmHg".

Monitorare con costanza la propria pressione sanguigna permette di rendersi immediatamente conto di eventuali disturbi e, intervenendo per tempo, di scongiurare eventi ben più gravi.

Con l'avanzare della tecnologia questi apparati sono diventati più semplici da utilizzare e oggi ognuno può permettersi di comprare uno sfigmomanometro digitale da usare anche a casa.

Grazie alla loro semplicità, ed i costi contenuti, misurarsi la pressione è diventato un procedimento veloce e pratico, senza la necessità di ricorrere all'ambulatorio medico.

Ecco alcuni accorgimenti utili da implementare durante l'utilizzo del proprio sfigmomanometro:

  1. Monitorare la pressione sempre in stato di rilassamento. Sedersi in posizione comoda e aspettare almeno 5 minuti prima di procedere alla misurazione.
  2. Misurare la pressione con costanza in diversi momenti della giornata: principalmente la mattina e la sera.
  3. Posizionare bene il manicotto sul braccio all'altezza del cuore, così che la misurazione sia più accurata. Ripetere la misurazione almeno una seconda volta per accertarsi che i valori siano concordi.
  4. Compilare un diario dove vengono annotati con cura i livelli di pressione che registrati durante le diverse sessioni. Sarà molto utile al medico curante per farsi un'idea dell'andamento della pressione nel tempo.

Alcuni modelli di sfigmomanometro sono molto avanzati e permettono non solo di registrare tutte le letture di pressione effettuate ma anche di trasmetterle, attraverso la connessione dati, ad altri device come smartphone e computer, rendendole immediatamente disponibili ai medici.

Questi dati sono molto preziosi nel caso si debba procedere ad una terapia farmacologica per avere un quadro più completo sul complessivo stato di salute dell'individuo.

L'utilizzo di questi strumenti, per essere ancora più efficace, deve essere accompagnato dall'adozione di uno stile di vita sano basato su un'alimentazione equilibrata ricca di elementi e sostanze preventive oltre a una, anche leggera ma costante, attività sportiva.

A cura della redazione di Sfigmomanometro.info

Per approfondimenti: http://sfigmomanometro.info/

Verifica e controllo dei valori della pressione arteriosa

 ipertensione cat

 

Il controllo periodico dei valori della pressione arteriosa è la premessa fondamentale per avere consapevolezza e verifica di uno dei parametri base del proprio stato di salute. Come sottolineto nella pagine del libro: "La diagnosi di ipertensione arteriosa viene stabilita dal medico dopo aver rilevato i valori della pressione. Il medico tiene conto esclusivamente dei valori che rimangono elevati dopo una fase di riposo e dopo ripetute misurazioni.

 

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