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Aug 19, 2019 Last Updated 7:38 AM, Aug 16, 2019

Le affezioni reumatiche sono un disturbo molto diffuso che si tende a collegare all'età che avanza ma che nei fatti colpisce più categorie di persone.

i dolori reumaticiChi ne è colpito fatica a capire cause e circostanze, confonde i sintomi con altre patologie e tende a considerare i dolori relativi come qualcosa di ineluttabile, per il quale c'è ben poco da fare.

In realtà le possibilità di prevenire la comparsa del dolore, attenuarlo e curarlo quando si presenta sono molteplici e l'alimentazione svolge un ruolo preminente e importante perché lo stesso atto di cucinare è in relazione con questo malessere.

Il ventaglio di soluzioni ai dolori reumatici va dagli interventi posturali, a un corretto movimento, ai rimedi naturali cui si tende a torto a dare scarso credito, fino ad arrivare alla cura dell'alimentazione quotidiana, basata soprattutto sul consumo di cibi che leniscono l'infiammazione escludendo in parallelo quelli che al contrario innescano con facilità i processi infiammatori.

Essendo l'alimentazione legata doppiamente al lavoro in cucina bisogna prestare attenzione anche a quegli accorgimenti che oltre a facilitare il lavoro pratico tendono a prevenire o alleviare le manifestazioni dolorose.

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "I dolori Reumatici"

 

Lavorare in cucina per preparare ricette e menu più o meno elaborati può essere per molte persone un momento di svago, di distrazione, in alcuni casi di piacevole autogratificazione. Per altri invece è molto spesso un dovere o un'abitudine e quotidiana, a volte mal sopportata.

In entrambi i casi però è frequente occuparsi esclusivamente di decidere le ricette da eseguire, gli ingredienti necessari e l'attrezzatura adatta alle preparazioni culinarie trascurando un aspetto importante che riguarda l'adeguata condizione logistica dell'ambiente di lavoro in cui si opera.

 

È facile leggere o sentire dai vari mezzi di comunicazione suggerimenti su come regolare la propria attività lavorativa dal punto di vista ergonomico rispetto a strumenti elettronici di vario tipo, come il computer, ma poco si riflette su qual è il corretto modo di operare in cucina per non rischiare di favorire l'insorgenza di disturbi fisici, di peggiorare patologie già in corso come quelle reumatiche e articolari, di aumentare le probabilità di infortuni anche gravi.

i dolori reumaticiLa cucina, intesa come area di lavoro, deve per prima cosa essere sufficientemente grande e possibilmente isolata rispetto alle altre stanze della casa in modo da non favorire il diffondersi degli odori. deve consentire con facilità il ricambio

dell'aria grazie alla presenza di cappe, finestre o balconi, essere ben illuminata, ma soprattutto non resa angusta dall'eccessiva presenza di sedie, tavoli, mobiletti, ripiani che possono ostacolare il movimento delle persone provocando incidentali "scontri", causa principale di infortuni.

Un unico e spazioso tavolo di lavoro su cui portare a termine le varie operazioni relative alle ricette è indubbiamente la soluzione migliore anche se è importante sceglierlo dell'altezza giusta rispetto alla statura perché una posizione troppo bassa o alta costringe il fisico e specificatamente il busto e la schiena a flessioni o contratture innaturali che a lungo andare possono causare dolori muscolari e articolari di varia natura.
Ciò può succedere soprattutto quando si amalgamano, si lavorano e si stendono i vari impasti farinacei o si tagliano gli ingredienti.

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "I dolori Reumatici"

 

Il taglio degli alimenti non è solo l'operazione più frequente che si effettua in cucina ma anche un buono spunto per spiegare la corretta posizione del corpo rispetto al lavoro da eseguire.
Fondamentali sono:

  1. la scelta del tagliere, molto grande, spazioso, spesso almeno 1,5 cm, di materiale plastico resistente o buon legno
  2. la scelta del coltello che per i tagli generici (la maggioranza) non deve essere di dimensioni troppo piccole, avere una lama affilata che faciliti il lavoro e che nella parte posteriore sporga di almeno 1 cm dal manico in modo che la mano che afferra l'impugnatura non si trovi nella condizione di toccare il tagliere ostacolando il taglio vero e proprio.

Questo deve avvenire posizionando l'alimento nella parte posteriore della lama, la più tagliente, mentre la punta appoggiata sul piano di lavoro serve da perno su cui imprimere la forza del braccio e muovere il coltello via via lungo l'asse del tagliere fino a tagliare completamente l'alimento.
Durante quest'operazione, in realtà semplicissima, è importante che il corpo rimanga in posizione verticale, ferma e parallela al piano di lavoro evitando di posizionarsi ai lati in maniera più o meno obliqua.

i dolori reumaticiIn pratica si rimane fermi e dritti e con una mano si muove il coltello mentre con l'altra si sposta verso di esso l'ingrediente che man mano diminuisce di dimensioni.

Operando in questo modo su un tavolo proporzionato alla propria altezza si riduce la fatica, ma soprattutto si diminuisce la possibilità di sollecitare in modo sbagliato la muscolatura delle braccia, del busto e della schiena.

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "I dolori Reumatici"

 

Da evitare anche il passaggio repentino da ambienti caldi e umidi che favoriscono la sudorazione del corpo ad ambienti freddi come l'esterno d'inverno, una cantina, una cella refrigerante o la semplice ma prolungata esposizione al frigorifero di casa che è comunque preferibile posizionare lontano da fonti di calore come forno e fornelli.

Attenzione anche ai pesi e ai movimenti bruschi che capita spesso di eseguire se ad esempio nella parte inferiore della cucina sono posizionati il forno, cassetti, armadietti. mensole.
Tutti questi elementi, spazio permettendo, sarebbero invece da posizionare all'altezza delle braccia in modo da favorire un accesso facile e comodo.

i dolori reumaticiIn ogni caso per prendere qualsiasi oggetto posizionato in basso, a maggior ragione se pesante, è consigliabile usare le gambe, flettendo le ginocchia, piuttosto che piegare di continuo la schiena e favorire così l'insorgenza di dolori o, nei casi più sfortunati, di strappi e infiammazioni muscolari.

Se capita di passare molto tempo in cucina, è fondamentale scegliere calzature adeguate che accolgano in maniera confortevole il piede sottoposto a un notevole lavoro di mini spostamenti, lasciandolo ben respirare e riposare nei momenti di pausa.

Meglio evitare l'uso di calzature chiuse, in primo luogo scarpe da ginnastica, preferendo quelle aperte e in particolare gli zoccoli anatomici che non solo rispondono ai criteri di comfort e traspirazione ma proteggono molto efficacemente i piedi dal contatto e dalla caduta accidentale di oggetti come pentole, coltelli o, peggio ancora, liquidi bollenti dai quali è
bene proteggersi anche indossando un grembiule con pettorina di tessuto forte e resistente.

 

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "I dolori Reumatici"

 

Rimane l'avocado un frutto davvero straordinario per le ampie possibilità creative che offre in cucina grazie alla sua polpa incredibilmente polivalente, le diverse consistenze con cui è possibile usarla e la cremosità che può offrire, base di eccellenti preparazioni salate e dolci.

Se poi andiamo oltre la sola cucina scopriamo come questa polpa porta in dote una carico ancora più prezioso di sostanze utili alla salute, non a caso dalla ricerca internazionale è un continuo di scoperte e conferme in questo senso.

Di un frutto così prezioso è sempre risultato strano però che le altre parti oltre la polpa non esprimessero altrettante doti e proprietà, pensiamo per esempio alla particolare buccia o al grande seme interno.

Ci hanno pensato gli studiosi del Center for Plant and Mushroom Foods for Health della Penn State University a portare alla ribalta proprio il seme svelando una serie di risvolti positivi e benefici.

Si è partiti da un uso già consolidato del seme come fonte primaria di un estratto utilizzato come colorante alimentare arancione di cui si era già notata la tendenza a limitare la produzione di mediatori pro infiammatori.

Approfondendo le verifiche e le sperimentazioni queste doti non solo sono state confermate, ma hanno suggerito ai ricercatori la possibilità di ampliare ancora di più il potenziale antiinfiammatorio della sostanza.

In prospettiva soprattutto come concreto aiuto per le problematiche che ruotano intorno all’artrite e a tutte le tante altre degenerazioni organiche scatenate da situazioni di infiammazione cronica.

Potremmo avere presto quindi un nuovo e potente antinfiammatorio derivato dal magico frutto dell'avocado grazie al suo seme di cui probabilmente si arriveranno presto a scoprire nuove e interessanti proprietà!

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