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Jul 07, 2020 Last Updated 7:56 AM, Jul 5, 2020

L'erba cipollina è una pianta erbacea, perenne, appartenente alla famiglia delle Liliacee ed è l'unica cipolla che cresce spontanea sia nel vecchio che nel nuovo mondo.

Presenta delle lunghe foglie cilindriche di un color verde chiaro, avvolte alla base da guaine biancastre, piccoli fiori rosa-lilla o color porpora, un altezza massima di 50 cm.
Si utilizzano principalmente le foglie aghiformi, che ricrescono facilmente dopo il taglio garantendo più di un raccolto stagionale.
Il sapore ricorda la cipolla, ma è meno intenso e forte tanto da risultare gradevole con numerosi alimenti come uova, formaggi, zuppe, insalate, creme e salse di verdura.
Per apprezzare interamente le sue qualità è però necessario utilizzarla possibilmente a crudo, anche per non sprecare le buone quantità di Vitamine A e C che contiene.

L'erba cipollina si acquista o si raccoglie a mazzetti, tra marzo e ottobre, e per prima cosa vanno scartati i filamenti di foglie giallastri e bruni oltre alle guaine biancastre ancora presenti.
Dopo il lavaggio si asciuga con cura e si tagliuzza finemente con l'aiuto di una forbice, ma solo poco prima dell'utilizzo effettivo. Si conserva in frigorifero per 3-4 giorni al massimo avvolta da un panno umido.

Profilo organolettico

Caratteristiche: lunghe foglie cilindriche di colore verde, fiori color porpora.
Aroma: Sentore di cipolla dolce e meno intenso.
Uso: lavare, asciugare e tagliuzzare con una forbice le foglie.
Abbinamento: ottima con a uova, formaggi, zuppe, insalate, creme e salse di verdura.

Tre suggerimenti d'uso

Condimento all'olio d'oliva e patate

Lessate una piccola patata a pasta bianca e ricavate un cucchiaio circa di purea passata, aggiungete un cucchiaio di erba cipollina tritata, un poco di latte e una quantità di buon olio extravergine d'oliva sufficiente a ottenere una fluida salsina correggendola di sale a piacere.

Condimento alla ricotta

Mescolate e stemperate 5 cucchiai di buona ricotta di pecora con una forchetta e il latte necessario a renderle ben cremosa e soffice, aggiungete 1 cucchiaio abbondante di erba cipollina tritata, una macinata di pepe bianco e correggete di sale a piacere.

Condimento al burro

Con un cucchiaio di legno mescolate a lungo 125 g di buon burro biologico lasciato a temperatura ambiente per 2 ore, aggiungete 2 cucchiai di erba cipollina tritata e un pizzico di anice macinato fine. Spremete dei cordoncini del diametro di 1,5 cm circa su un foglio di carta stagnola, congelateli e avvolgeteli nella carta stessa in attesa dell'uso.

La “rugiada del mare” come poeticamente chiamavano i latini il rosmarino è una delle piante aromatiche più importanti e usate un tempo in tutto il mediterraneo e ora diffuso a ogni latitudine possibile.

Malgrado da tradizione poetica sia strettamente legato al mare dal punto di vista della pratica di cucina è stato abbinato più a prodotti come carne e verdura che al pesce in se, probabilmente grazie anche alle sue proprietà di conservazione oggi in buona parte riconosciute dalla moderna scienza.

L’utilità del rosmarino in cucina è esaltata dalle sue spiccate virtù digestive che favoriscono il rilassamento dei tessuti muscolari dell’apparato digestivo aiutando ad assimilare meglio le preparazioni più complesse, pur essendo il profumo e l’aroma la vera e preziosa essenza di questa pianta dai molteplici utilizzi.

Il rosmarino è un arbusto o cespuglio sempreverde perenne appartenente alla famiglia delle Labiate, largamente diffuso nelle regioni mediterranee allo stato spontaneo e ampiamente coltivato nel resto del mondo.

Le numerose foglie piccole e strette hanno colore verde scuro nella pagina superiore e sfumature argentate nell’inferiore, i fiori sono azzurro-violetto, l’altezza arriva e supera i 150 cm.

A livello aromatico si caratterizza per un forte sentore di canfora e pino piacevole, aromatico e intenso, da dosare con attenzione a seconda degli alimenti, sia in cotture prolungate che come tocco finale ai piatti, si ritrova in numerose ricette regionali Italiane.

Se non si ha la fortuna di avere un terreno con la pianta allo stato naturale non è per nulla difficile riuscire a trovarlo sul mercato in forma di rametti, i costi sono però spesso ingiustificati per cui quando possibile è fortemente consigliabile se non in piena terra almeno la coltivazione in vaso in modo da prelevare via via solo lo stretto necessario per la cottura e usufruire al meglio delle sue caratteristiche.

Volendo conservare nel tempo si possono sia seccare le foglie, perdendo però gran parte della fragranza da fresco, sia tenere singoli rametti freschi in vasetti colmi d’acqua fino a una settimana.

Precauzioni: in forte dosi è controindicato alle donne in gravidanza, l’assunzione di olio essenziale causa facilmente problemi gastrici, intestinali e renali.

Profilo organolettico in breve

  • Caratteristiche: arbusto dalle numerose foglie piccole e strette con colore verde scuro nella pagina superiore e sfumature argentate nell’inferiore, i fiori sono azzurro-violetto, l’altezza arriva e talvolta supera i 150 cm.
  • Aroma: prevale un caratteristico sentore di canfora e pino piacevole e aromatico per quanto a alta intensità, per questo motivo è da dosare con attenta calibrazione in base alla tipologia di cibo in cui viene aggiunto.
  • Uso: generalmente si aggiunge intero a rametti a inizio cottura per fare in modo che rilasci gradualmente gli aromi interni, tritato, specialmente le foglie giovani e piccole, è comunque un ottimo insaporitore finale per molte pietanze.
  • Abbinamento: se tradizionalmente è abbinato sovente con i piatti di carne il rosmarino sa esaltare al meglio molti altri alimenti come verdure, legumi, salse per primi piatti, zuppe, pizze, focacce, dessert, dolci secchi.

 

Assaporate il suo aroma in queste ricette

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 g di uva bianca,
  • 1 limone,
  • 250 g di fagioli cannellini lessati,
  • 1 piccolo spicchio d’aglio,
  • 1 mazzetto di erbe aromatiche miste tra menta, basilico, aneto, maggiorana, erba cipollina, ecc,
  • 200 g di scamorza affumicata,
  • 1 cucchiaio di semi di sesamo nero,
  • pepe bianco,
  • olio extra vergine d'oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Per prima cosa lavare bene l’uva, sgranarla e asciugatela, dividerla a metà eliminando gli acini interni e bagnarla subito con poche gocce di succo di limone.
  2. Mettere i fagioli cannellini lessati in una ciotola e condirli con uno spicchio di aglio schiacciato, poco olio e pepe macinato al momento, l’aglio poi andrà tolto al momento del consumo lasciando solo il suo profumo.
  3. Tagliare il formaggio in piccoli cubetti, pulire con cura tutte le erbe aromatiche e spezzettarle finemente con le mani o tagliuzzarle con una forbice.
  4. Riunire insieme l’uva, i fagioli e il formaggio, aggiungere le erbe aromatiche miste, poco sale e 2-3 cucchiai di olio, decorare con i semi di sesamo nero, mescolare e portare in tavola.

La mitica “amica delle api” si trova con facilità in molte zone d’Italia dove si può cogliere pienamente la fragranza della melissa una pianta dalle belle foglie verdi il cui nome è in assonanza con il miele per via della dolcezza e la sacralità che entrambi hanno goduto fin dall’antichità.

Tanto che ai tempi dei Greci l'appellativo ''Melissa'' era usato per celebrare le donne considerate sagge e ricche di virtù o le Sacerdotesse dei misteri di Eleusi e di Efeso che del nettare delle api facevano largo uso nei loro riti segreti.

Conosciuta anche con il nome di citronella o limoncina oltre a insaporire gradevolmente di limone le pietanze a cui viene aggiunta ha spiccate proprietà calmanti e sedative da sempre utilizzate per combattere la depressione e il nervosismo, risollevare lo spirito, stimolare l'appetito e facilitare la digestione.

Tutti aspetti estremamente utili per combattere anche a tavola lo stress tipico della società moderna, così oltre a “disporre la mente e il cuore all’allegria” come proclamava Avicenna nel X secolo avremo il piacere di gustare piatti freschi e invitanti.

Si tratta di una pianta erbacea perenne della famiglia delle Labiate, originaria dell’Eurasia che cresce spesso spontanea lungo sentieri, siepi e ruderi fino a 1800 m di altitudine, ma si coltiva in orti e balconi con molta facilità rilasciando nell’aria il tipico profumo di limone.

Ogni singola pianta presenta numerosi fusti quadrangolari ramificati alla base alti fino a 80-100 cm e un tipico portamento cespuglioso. Le foglie sono opposte, ovali o ellittiche ma comunque pelose, con margine dentato, superficie attraversata da numerose nervature, colore verde brillante e abbondanti ghiandole contenenti olio essenziale. I fiori compaiono in estate e hanno un colore iniziale giallo-biancastro che passa successivamente al rosato.

A livello aromatico si distingue per le piacevoli note dolci di limone molto persistente utili per profumare delicatamente creme e zuppe di verdure, insalate miste di ortaggi o frutta, frittate, salse verdi, salse a base di formaggi, piatti di pesce o a base di funghi, ripieni di carne e infine in pasticceria per la preparazione di dessert di frutta, dolci classici, liquori e sciroppi.

Difficilmente si trova sul mercato in vendita come singoli mazzetti, ma le sue caratteristiche di resistenza negli anni consentono una facile coltivazione in vaso, comunque da preferire perché la pianta è molto invasiva e si espande con facilità se lasciata in terreno libero.

Per l’utilizzo si raccolgono le foglie fresche in estate o inizio autunno e dopo un breve lavaggio e asciugatura si aggiungono alle preparazioni di cucina, eventualmente si possono tritare e proteggere per qualche ora coprendole con un poco d’olio d’oliva. I fiori possono essere impiegati per la decorazione dei piatti o comparire in insalate miste estive. Il tipico sapore agrumato consente di limitare la presenza di aceto e succo di limone nei condimenti, un vantaggio per chi non ama molto questi insaporitori. Il dragoncello accompagna e rinforza l’aroma della melissa.

Se raccolti in anticipo i rametti di melissa fresca si possono conservare per qualche giorno in un vaso colmo d’acqua. Per l’essiccazione è preferibile staccare i singoli fusti, riunirli in mazzetti legati e riporli a testa in giù in luoghi ventilati e ombrosi. La congelazione è invece poco pratica e efficace.

Recenti studi fanno ipotizzare una sorta di interferenza tra la melissa e l’ormone che stimola la tiroide e per precauzione si consiglia di consultare il medico nel caso si soffra di problemi a questo organo. Infusi e tisane non vanno somministrati a bambini di età inferiore ai 2 anni.

 

Profilo organolettico in breve

  • Caratteristiche: pianta cespugliosa perenne con numerosi fusti quadrangolari alti fino a 80-100 cm e abbondanti foglie colore verde brillante contenenti l’olio essenziale, i fiori estivi hanno un colore iniziale giallo-biancastro che passa successivamente al rosato.
  • Aroma: prevale in assoluto un piacevole e dolce aroma di limone molto profumato e persistente con lievi venature salate e pepate.
  • Uso: la cottura è ritenuta accettabile se di breve durata o se le foglie fresche sono ben protette da altri ingredienti, come nel caso dei ripieni o delle frittate. La versione secca ha invece uno scarso utilizzo in cucina, di contro è ottima in tisane, infusi e tè.
  • Abbinamento: le foglie fresche di melissa sono utili per profumare di limone creme di verdure, zuppe, insalate miste di ortaggi o frutta, frittate, salse verdi, salse a base di formaggi, piatti di pesce o a base di funghi, ripieni di carne. In pasticceria sono spesso usate per la preparazione di dessert di frutta, pasticcini, gelatine, torte, liquori e sciroppi.

 

Assaporate il suo aroma in queste ricette

Il timo è un pianta fortemente aromatica dalle piccole e graziose foglioline, anche se tanto graziose non sono quando si tratta di sfogliarle come spesso vi indichiamo nelle ricette dello Chef.
Ma ne vale sempre la pena, il timo in cucina, diremmo prevalentemente quello fresco, da una marcia in più a tante elaborazioni e accompagnato semplicemente da buon olio d’oliva è già di per se un ottimo condimento poliedrico che spazia dalla valorizzazione della buona pasta, a quella dei formaggi a pasta morbida, a buona parte degli ortaggi cotti a vapore.

Le sue doti però, come si può immaginare, non si esauriscono di certo qui.
Del timo colpisce ad esempio la sua potente azione antisettica e conservante, dote riconosciutagli già dagli antichi Egizi per le loro procedure di imbalsamazione e poi diffusa e apprezzata da tutte le altre civiltà sia nell’ambito medico che in quello gastronomico dove era indispensabile per mantenere commestibile il più a lungo possibile la carne fresca.

Ma quello della carne è pur sempre un dettaglio, in realtà tutta la sua potenza la esprime con più incisività sugli elementi vegetali, che siano lavorati partendo da sfarinati o integri come natura li ha fatti.
Al di la di questo il timo ha in cucina una lunga carriera alle spalle dovuta essenzialmente allo splendido profumo che riesce a donare alle pietanze, un aroma pieno di sfumature e intensità diverse che cambiano a seconda della varietà utilizzata, come nel caso del timo limonato dove le fragranze tipiche della pianta si sposano alle delicate note di limone in sottofondo.

Prerogative preziose e strategiche per il cuoco che dalla stessa pianta può arrivare a risultati diversi cambiando semplicemente la tipologia senza ricorre a combinazioni e abbinamenti.
Come dire una pianta, tanti timi, molteplici risultati!

TIMO

Piccolo arbusto cespuglioso con fusto tozzo abbondante di rametti profumati, alto circa 30-35 cm appartiene alla famiglia delle Labiate ed è presente in numerose varietà.

Caratteristiche  Le piccole foglie lineari-lanceolate sono leggermente pelose e di colore verde cenere con sfumature biancastre, i fiori variano dal bianco rosato al lillà, sono raggruppati in spighe e abbondano tra marzo e luglio.

Sapore L’aroma è molto forte, pungente e penetrante, di base ricorda vagamente il rosmarino ma poi assume note diverse a seconda della tipologia usata.

Abbinamento  Spesso abbinato solo alla carne il timo si rivela ottimo per accompagnare molte specie di pesci interi, curiose e stuzzicanti insalate, legumi e cereali lessati, minestre, passati e zuppe di verdura, molti ortaggi estivi come pomodori, zucchine, melanzane e peperoni, ottime frittate, marinate e salse.

Acquisto  Secco è sempre reperibile ma non sempre (praticamente quasi mai!) è buono e valido tanto che in alcuni casi prevale un fastidioso sapore amaro, fresco si trova con una certa facilità e le sue qualità sono certamente superiori.

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