Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.cliccando su attiva cookies, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Dec 18, 2018 Last Updated 2:36 PM, Dec 15, 2018

È una strada fatta in realtà da tanti sentieri tutti convergenti verso un'unica meta, il problema di fondo è da un lato la non conoscenza adeguata di questi sentieri e dall'altro la difficoltà a comprendere come ogni sentiero sia collegato e interdipendente dall'altro.

Metaforicamente possiamo dire che le molte scorciatoie che in questi sentieri esistono e a molti sembrano una rapida soluzione al percorso a volte faticoso da seguire sono la principale causa della massiccia presenza di questa patologia nella nostra vita.

Traiamo spunto ancora dal libro (Prevenire il cancro a tavola) per capire meglio il concetto.

La restrizione dell'apporto calorico, il consumo regolare di verdura e frutta, ricche in fibre e micronutrienti antiossidanti protettivi, la predilezione per cibi a basso indice glicemico, la riduzione dei grassi di origine animale, l'assunzione di grassi buoni e, in particolare, degli omega-3, il moderato consumo di bevande alcoliche, l'abolizione del fumo, la pratica regolare di un'attività fisica moderata, il mantenimento del proprio peso forma, il controllo medico periodico e l'esecuzione delle indagini previste dai programmi di prevenzione e diagnosi precoce e, in definitiva, l'assunzione di uno stile di vita personale e di una sana alimentazione, permettono di scongiurare fin dal suo sorgere gli innumerevoli e ripetuti tentativi di anarchia cellulare che si ripetono costantemente, ogni giorno, nel nostro organismo e minacciano di creare popolazioni cellulari ribelli che, sfuggendo alle regole della normale convivenza, danno forma a un processo tumorale lento, insidioso, progressivo, talvolta inesorabile...

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Prevenire il cancro a tavola"

Tumori e cattive abitudini a tavola.

Sono molte le cattive abitudini a tavola che possono piano piano portare a uno squilibrio complessivo molto pericoloso per il quadro della salute in generale.
Ma indubbiamente sono le patologie tumorali quelle che in assoluto più risentono di questa deleteria alterazione organica purtroppo molto frequente nella popolazione mondiale.

Prima di arrivare alla cure dobbiamo sempre ricordare un elemento fondamentale: rimane la prevenzione il più forte atto che possiamo mettere in campo per cercare di preservare il più possibile l'organismo dagli attacchi esterni o dalle degenerazioni interne che proprio un errato approccio alimentare può favorire e incentivare.
Rimangono in parallelo importanti altri elementi dello stile di vita come l'attività fisica, ma l'alimentazione che resta un fatto quotidiano ripetuto più volte ha il ruolo primario.
Da sempre ci si chiede quale può essere il metodo più efficace per riportare sulla buona strada chi per anni ha continuato a sbagliare combinazioni e alimenti nei pasti o magari è già incorso in qualche problematica tumorale anche lieve.

Ci sono teoricamente molte soluzioni, il problema è quello di trovare un percorso che sia comune a tutte le persone, a prescindere dal contesto geografico, etnico, di genere e così via.
Una recente ricerca condotta in Europa a cura dell'Università di Lisbona le cui analisi sono poi uscite su Frontiers in Nutrition ha portato un altro tassello importante alla via che sembra sia quella più saggia e efficace, cambiare con gradualità e costanza.
Il tutto con il supporto di una serie di elementi paralleli strategici che rafforzano lo sforzo di cambiamento in meglio dello stile alimentare.

Per prima cosa è chiaro e evidente per l'ennesima volta che l'efficacia dei cambiamenti positivi a tavola è più forte e duratura se allo stesso tempo ci sono cambiamenti paralleli di altri aspetti dello stile di vita, il riferimento ricorrente è qui come ovvio all'attività fisica.
Si tratta poi di seguire la strategia della gradualità eliminando cibi negativi e sostituendoli poco alla volta senza pensare di rivoluzionare dall'oggi al domani abitudini perdurate per anni.

E ancora il buon senso senza imporsi di essere una sorta di finti super eroi in missione, inutile quindi pretendere da se stessi di rinunciare a un dolcetto quando si è in compagnia di amici, compagni e parenti in un momento in cui ogni riferimento a restrizioni e auto imposizioni rischia di diventare controproducente.
Più saggio rinunciare a zuccheri, biscotti ricchi di grassi, prodotti dolci a alto indice glicemico quando si è tranquilli e con se stessi nell'ambito domestico dove la disciplina che sottintende l'obbiettivo diventa di più facile attuazione con molti meno problemi di confronti relazionali.

E così via proseguendo fino ad arrivare a una rimodulazione positiva delle abitudini scoprendo per altro la piacevolezza estrema di cibi e combinazioni che prima venivano scartate per pregiudizio e non conoscenza.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

 

Onore agli agrumi e alla frutta. 

L'alto contenuto di fibre di molti ortaggi e frutti è la base di molte delle funzioni difensive e preventive che la natura ci regala attraverso questi importanti alimenti.

Ennesima conferma arriva da una ricerca effettuata di recente dall'Indiana University dove un team di ricercatori partendo da alcune indagini precedenti che avevano come oggetto la pectina (il forte e potente addensate contenuto in molta frutta) è arrivata a elaborare un nuovo composto.

In precedenza si era osservato come la pectina fosse si in grado di ridurre le infiammazioni correlate alle patologie tumorali, ma allo stesso tempo ci si era trovati di fronte alla difficoltà che questa particolare fibra, come tante altre fibre, è difficilmente assorbibile dall'organismo umano.

L'intuizione è stata quella di creare in laboratorio un composto che fosse in grado di trasformare la pectina in catene molecolari più assimilabili e leggere così da renderla una stretta alleata della chemioterapia.

Il forte contrasto alla galectina-3, infatti, priva le cellule tumorali di proteine e ne determina il decesso.
Questo in particolare nei confronti del tumore al seno nelle donne, in quello della prostata e del colon negli uomini.

Il tutto è stato pubblicato di recente all'interno del magazine specialistico "American Journal of Pharmacology and Toxicology".
Lo studio avrà bisogno certamente di altre conferme, ma è un altro elemento importante che riconduce direttamente all'estrema importanza di alimentarsi sfruttando tutte le armi naturali messe a disposizione dalla terra.

L'importanza dell'attività fisica, dei nutrienti alimentari e di quelli del piacere. 

Ritorniamo a occuparci del ruolo dell'attività fisica sommata a una buona alimentazione, buona dal punto di vista dell'equilibrio nutrizionale, ma anche del gusto senza il quale mancherebbero alla nostra mente e al nostro animo altri "importanti nutrienti" spesso poco considerati.

In un recente convegno tenuto a Lanzo Torinese dal titolo "Prevenzione dei Tumori: il ruolo del CAI" ci sono stati interessanti interventi a conferma di tutto questo.
Con al centro il mondo della montagna collegato a questi temi dalla semplice constatazione di come il movimento in un ambiente naturale e ultra stimolante come quello montano non solo allena il fisico, ma aiuta tantissimo la mente e di riflesso diventa una doppia arma preventiva.

Il concetto centrale venuto fuori dal convegno è stato lo stretto legame in chiave preventiva nel seguire una serie di buone norme alimentari sommate a un attività fisica, preferibilmente di 30 minuti al giorno, moderata nella sua intensità e "proporzionata" all'età del fisico di chi la esegue.
Gli eccessi di attività, infatti, a parte chi fa sport per professione ed è controllato e seguito generalmente da medici appropriati, producono effetti contrari con un affaticamento inutile dell'organismo e un rischio di un calo di attenzione e energie riservate alla cura dell'alimentazione.

Ecco alcune pillole di saggezza uscite dal convegno di cui è bene prendere nota e riflettere se si ha a cuore la propria salute.
Iniziamo con le riflessione del Prof. Franco Berrino, oncologo dell'Istituto Nazionale per la Diagnosi e Cura dei Tumori di Milano, dopo una prima analisi dei tumori attualmente in fase calante e in fase ascendente ha voluto subito ribadire come sia essenziale per una buona prevenzione mantenere un fisico asciutto e snello in ogni caso mai superiore al proprio peso forma.

Inoltre è bene praticare quotidianamente attività fisica, limitare alimenti super calorici, succhi e bevande zuccherate, carni in generale e quelle rosse in particolare, evitare o circoscrivere salumi e conserve sotto sale diminuendo il più possibile queste insaporitore dalla dieta.
Privilegiare poi frutta e verdura, assumere direttamente dal cibo i nutrienti necessari e non dagli integratori, consumare frutta secca e semi oleosi senza però esagerare, limitare il consumo di proteine, latte e latticini.

L'attività fisica riduce del 25% i tumori intestinali, influisce positivamente su quelli polmonari, fa funzionare meglio l'insulina, in generale protegge dal cancro tutto l'organismo.

La dr.ssa Etta Finocchiaro, nutrizionista della Struttura Complessa Dietetica e Nutrizione Clinica dell'Ospedale delle Molinette di Torino, ha tracciato una linea chiara sul rapporto alimentazione corretta e prevenzione tumori: a prescindere dai fattori di rischio più o meno modificabili è il ruolo preventivo della dieta a fare la differenza, alcool, obesità, "cibo-spazzatura", grassi saturi sono elementi fortemente destabilizzanti e favorenti lo sviluppo di tumori.

Infine la dr.ssa Elena Barisone del reparto di Oncoematologia Pediatrica dell'Ospedale Regina Margherita di Torino ha portato una serie di dati a dimostrazione di come bambini colpiti da neoplasie tendono a migliorare di molto la loro guarigione o recupero post cura se sottoposti a un'attività fisica mirata e controllata più in un contesto di natura e varietà ambientale che in un contesto chiuso, isolato e circoscritto.

La piacevole sorpresa di come la semplice camminata aiuta e rinforza il ruolo dell'alimentazione. 

La base di un'alimentazione sana ricca di nutrienti e sostanze dal forte carattere preventivo (come tutti gli elementi vegetali in generale) abbinata al semplice atto di camminare effettuato per un certo arco di tempo giornaliero e settimanale riesce a ridurre in maniera significativa il rischio di ammalarsi di cancro al seno nelle donne.

È quanto emerge da uno studio dell'American Cancer Society di Atlanta in cui ancora una volta si è dimostrato vincolante, rispetto all'insorgere o alla prevenzione di una malattia, lo stile di vita seguito dalle persone.
In questo caso sorprende piacevolmente la constatazione che non si tratta di dover compiere imprese sportive particolari, basta assecondare la naturale tendenza secolare dell'uomo a camminare per avere risultati concreti.

Una camminata di un'ora al giorno è quello che basta, certo se poi si aggiungono altre attività male non fa!
Nella ricerca sono stati analizzati i dati di ben 73.615 donne tra i 50 e i 74 anni di età, tutte in menopausa, scelte tra il 1992 e il 1993 e poi monitorate per molti anni dal Prevention Study II Nutrition Cohort.

Con la massima attenzione ogni due anni le donne coinvolte nello studio sono state controllate, tramite una serie di esami clinici standard e questionari inerenti gli stili di vita seguiti, con l'obbiettivo di ottenere dati e parametri che potessero essere d'aiuto nella diagnosi precoce di un eventuale tumore.

Il dato più interessante ha riguardato proprio l'influenza della camminata sulla riduzione del rischio di ammalarsi di tumore al seno, risultato inferiore del 14% in chi muoveva gambe e corpo per almeno sette ore alla settimana.

Una percentuale che aumenta ancora di più se sommata a una dieta alimentare ricca in cereali integrali, verdure, frutta, legumi e grassi vegetali preziosi come l'olio da olive.

Ultimi articoli

Alimentazione e aumento dei casi di cancro del colon-retto nei giovani Americani

Alimentazione e aumento dei casi di canc…

17-09-2018 Tumori

Negli Stati Uniti il preoccupante aumento della co...

L’evoluzione del percorso per una cucina a crudo

L’evoluzione del percorso per una cuci…

08-09-2018 Cucina e condimenti a Crudo

Proseguendo nel percorso di esplorazione di una st...

La frittura nelle sua veste corretta

La frittura nelle sua veste corretta

06-09-2018 Friggere bene

Con la frittura siamo di fronte alla cottura forse...

Libri in Primo Piano

I dolori Reumatici

I dolori Reumatici

Novembre 01, 2006

Le guide di Natura e Salute Descrizione: Disturb...

100 cibi in conserva

100 cibi in conserva

Agosto 01, 2007

Le guide di Natura e Salute Descrizione: Questo ...

La cucina a basso indice glicemico

La cucina a basso indice glicemico

Aprile 04, 2018

Le guide di Natura e Salute Cosa significa seguir...

Le ricette del mese

Gnocchi di ricotta rosa con salvia e papavero

Gnocchi di ricotta rosa con salvia e pap…

15-12-2018 Primi

Ingredienti per 4 persone: 2 piccole uova, 80 ...

Minestrone di piselli secchi con cipolle rosse in agrodolce

Minestrone di piselli secchi con cipolle…

12-12-2018 Minestre e Zuppe

Ingredienti per 4 persone: 150 g di piselli sec...

Minestrone di cipolle e verza alla curcuma con riso rosso

Minestrone di cipolle e verza alla curcu…

09-12-2018 Minestre e Zuppe

Ingredienti per 4 persone: ½ cavolo verza, 12...

banner