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May 26, 2020 Last Updated 8:24 AM, May 25, 2020

L'importanza del consumo di frutta e verdura e l'incidenza negativa dei cibi dolci. 

Un ennesima ricerca conferma la relazione stretta tra consumo eccessivo di cibi dolci e rischio di aumento di alcuni tipi di tumori.
L'ultima mette in relazione questo fattore con il cancro del colon-retto rivelando come questa patologia tende ad aumentare pericolosamente in chi consuma in maniera incontrollata alimenti ricchi in grassi e zuccheri e un eccesso di carne.

Al contrario chi consuma, cosa che bisognerebbe fare sempre indipendentemente dalle ricerche moderne, abbondanti razioni di frutta e verdura riduce considerevolmente il rischio di incorrere in questo specifico tumore, ma il discorso si può estendere tranquillamente a tutte le forme tumorali.

Lo studio a cura della Johns Hopkins School of Medicine ha messo in relazione la dieta di 2.063 pazienti affetti da cancro del colon-retto e 2.776 persone sane analizzando contemporaneamente 170 alimenti tra quelli al naturale come ortaggi, legumi e frutta e quelli lavorati e cucinati come patatine, bevande aromatizzate alla frutta, preparati dolci e così via.

Per una migliore attendibilità sono stati presi in considerazione anche fattori paralleli tra cui la storia familiare, le abitudini di vita, la componente sportiva e di attività fisica e altro.
La conclusione è stata che se ai già tanti elementi di rischio come sedentarietà e obesità si aggiunge una scorretta alimentazione il rischio di cancro del colon e del retto aumenta considerevolmente.
Riferimenti specifici si possono trovare a questo indirizzo.

Seguire una dieta ipocalorica ed evitare il sovrappeso

Il contenimento delle calorie complessive consumate quotidianamente è la più efficace tecnica di prevenzione dei tumori oggi conosciuta, una semplice verità spesso troppo sottovalutata. Il segreto non è non mangiare e limitare l'investimento economico nell'alimentazione, ma piuttosto mangiare bene e pesare meno dando preferenza a una dieta costituita da carboidrati com­plessi e fibre, alimenti ipocalorici, poco raffinati e ricchi in micronutrienti.

Consumare molta verdura e frutta

La seconda regola è altrettanto basilare e per capirne la reale importanza basta riflettere sul dato ottenuto dal confronto di una serie di studi e ricerche scientifiche il cui risultato è stato che "le persone che consumano quantità maggiori di frutta e verdura fresca sviluppano mediamente la metà dei tumori rispetto a quanti consumano quantitativi inferiori."
Ridurre i cibi raffinati, consumare molte fibre, preferire gli alimenti integrali, seguire un'alimentazione ricca di micronutrienti.
Come è facile capire questa regola è direttamente collegata alla precedente, ma specifica meglio alcuni importanti aspetti. Si parla di certezze oramai, certezze che evidenziano come "un'alimentazione ricca di frutta e vegetali svolge un ruolo protettivo, sia per il contenuto in fibre, sia per l'abbondanza di micronutrienti."
Certezze che arrivano da lunghi anni di ricerche e studi che hanno portato a una progressiva valorizzazione e a un chiarimento sul ruolo svolto dalle fibre alimentari nella prevenzione del cancro. Ad esempio esiste di fatto una relazione diretta tra riduzione di tumori dell'intestino e della mammella in popolazioni con elevato consumo di fibre vegetali.

Ridurre i grassi animali e assumere grassi buoni

Colpevoli di essere tra i responsabili principali del sovrappeso, dell'aumento di resistenza all'insulina, delle malattie cardiovascolari, delle neoplasie. Questa la chiara accusa, sempre ben documentata e provata, rivolta all'eccesso di grassi saturi nell'alimentazione. Le fonti prevalenti sono tutti i prodotti di origine animale (latte, formaggi, salumi, ecc), carni rosse, prodotti di pasticceria, gli acidi grassi trans generati dall'idrogenazione degli oli (un esempio di prodotto è la margarina) e molte altre sostanze. Tutte da evitare o limitare il più possibile.

Fare movimento con regolarità. Esporsi al sole con prudenza

Come per molte altre patologie il movimento regolare e assiduo è un potente fattore di prevenzione e immagazzinamento di risorse di energia positiva la cui efficacia è veramente alta.
Questo elementare fattore strettamente collegato alla struttura organica umana è in grado di assicurare un prolungamento della durata della vita media e un miglioramento dello stato di salute, mantiene giovani e tonifica i tessuti, rigenera le cellule, dona agli organi svilup­po amplificando la loro potenzialità.

Non fumare, moderare il consumo di alcol, evitare o ridurre la cottura dei cibi, ridurre al minimo il cibo conservato, sotto sale o affumicato

prevenire il cancro a tavola

Tutti questi singoli elementi contribuiscono pezzo per pezzo a limitare al minimo il problema cancro, ad esempio potrebbe bastare a generare una profonda riflessione il fatto che chi non fuma ha una vita media superiore di circa 8 anni senza contare il maggiore benessere complessivo di cui gode.
E tutti gli altri fattori citati, cottura, conservazione sale e tecnica di affumicatura accentuano, se consumati troppo spesso, gli effetti negativi di un processo degenerativo come il cancro.

Eseguire controlli medici e indagini periodiche consigliate. Con­sultare il medico in presenza di segni di allarme

L'ultima regola non è la meno importante e presuppone un rapporto di confronto e fiducia con il proprio medico, aspetti esterni e interni in apparenza poco importanti possono rivelarsi campanelli di allarme importanti, il controllo preventivo è un ottima e saggia strategia da seguire.

 

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Prevenire il cancro a tavola"

Negli Stati Uniti il preoccupante aumento della comparsa del cancro del colon-retto nelle fasce di età più giovani ha spinto l'American Cancer Society insieme a una lunga serie di gruppi di salute pubblica a presentare una lettera di sollecito agli esperti incaricati dei programmi di prevenzione.

Si richiede espressamente di non attendere la revisione prevista per il 2021 rispetto alle raccomandazioni di screening per il cancro del colon-retto anticipandolo a partire dai 45 anni di età per gli adulti asintomatici con l'intento di cercare di intercettare segnali precisi di problematiche patologiche.

Il dato è estremamente allarmante così come la posizione decisa dall'American Cancer Society e visto che l'America anticipa sempre, in negativo o positivo, tendenze che poi si riflettono negli altri paesi occidentali sarebbe bene riflettere con la dovuta attenzione.

Ma non tutti gli esperti di oltre oceano sono concordi sull'efficacia di uno screening precoce stando ai più recenti studi considerando anche l'invadenza e i rischi non di poco conto di esami come la colonscopia.

Il paradosso strutturale è che una prevenzione molto forte potrebbe essere fatta con il cambiamento dello stile alimentare e delle abitudini sociali seguendo modelli collaudati come quelli mediterranei.

L'aumento dei casi nelle persone più giovani segnala, al contrario, che l'ambito alimentare invece di essere preso come primo elemento di importanza viene altamente non considerato portando a elevati danni di salute anche in chi teoricamente avrebbe più risorse organiche e naturali per difendersi.

Un anticipo andrebbe piuttosto fatto a livello educativo e comunicativo spingendo a una forte consapevolezza dell'importanza dell'alimentazione, di come questa possa essere un enorme freno a molte patologie e allo stesso tempo piacevole, buona e gratificante!

Tumori e cattive abitudini a tavola.

Sono molte le cattive abitudini a tavola che possono piano piano portare a uno squilibrio complessivo molto pericoloso per il quadro della salute in generale.
Ma indubbiamente sono le patologie tumorali quelle che in assoluto più risentono di questa deleteria alterazione organica purtroppo molto frequente nella popolazione mondiale.

Prima di arrivare alla cure dobbiamo sempre ricordare un elemento fondamentale: rimane la prevenzione il più forte atto che possiamo mettere in campo per cercare di preservare il più possibile l'organismo dagli attacchi esterni o dalle degenerazioni interne che proprio un errato approccio alimentare può favorire e incentivare.
Rimangono in parallelo importanti altri elementi dello stile di vita come l'attività fisica, ma l'alimentazione che resta un fatto quotidiano ripetuto più volte ha il ruolo primario.
Da sempre ci si chiede quale può essere il metodo più efficace per riportare sulla buona strada chi per anni ha continuato a sbagliare combinazioni e alimenti nei pasti o magari è già incorso in qualche problematica tumorale anche lieve.

Ci sono teoricamente molte soluzioni, il problema è quello di trovare un percorso che sia comune a tutte le persone, a prescindere dal contesto geografico, etnico, di genere e così via.
Una recente ricerca condotta in Europa a cura dell'Università di Lisbona le cui analisi sono poi uscite su Frontiers in Nutrition ha portato un altro tassello importante alla via che sembra sia quella più saggia e efficace, cambiare con gradualità e costanza.
Il tutto con il supporto di una serie di elementi paralleli strategici che rafforzano lo sforzo di cambiamento in meglio dello stile alimentare.

Per prima cosa è chiaro e evidente per l'ennesima volta che l'efficacia dei cambiamenti positivi a tavola è più forte e duratura se allo stesso tempo ci sono cambiamenti paralleli di altri aspetti dello stile di vita, il riferimento ricorrente è qui come ovvio all'attività fisica.
Si tratta poi di seguire la strategia della gradualità eliminando cibi negativi e sostituendoli poco alla volta senza pensare di rivoluzionare dall'oggi al domani abitudini perdurate per anni.

E ancora il buon senso senza imporsi di essere una sorta di finti super eroi in missione, inutile quindi pretendere da se stessi di rinunciare a un dolcetto quando si è in compagnia di amici, compagni e parenti in un momento in cui ogni riferimento a restrizioni e auto imposizioni rischia di diventare controproducente.
Più saggio rinunciare a zuccheri, biscotti ricchi di grassi, prodotti dolci a alto indice glicemico quando si è tranquilli e con se stessi nell'ambito domestico dove la disciplina che sottintende l'obbiettivo diventa di più facile attuazione con molti meno problemi di confronti relazionali.

E così via proseguendo fino ad arrivare a una rimodulazione positiva delle abitudini scoprendo per altro la piacevolezza estrema di cibi e combinazioni che prima venivano scartate per pregiudizio e non conoscenza.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

 

La relazione diretta tra tumore all'esofago e chili di troppo.

Una altra notizia che mette direttamente in collegamento il sovrappeso e l'obesità con uno dei tumori che colpiscono fin dalla giovane età, quello all'esofago.
Che nel nostro paese, in base alle stime dell'Associazione italiana registri tumori, colpisce ogni anno circa duemila nuovi pazienti molti dei quali adolescenti molto lontani dal loro peso ideale.

Una relazione che è stata confermata da una ricerca pubblicata lo scorso anno sulla rivista scientifica Cancer grazie al lavoro svolto da ricercatori israeliani impegnati sull'analisi di una mole cospicua di dati relativi a un milione di ragazzi con età media di 17 anni.

Ovviamente questo nefasto tumore non è l'unica causa nel sovrappeso, fattori come alcol, fumo, eccessi alimentari, squilibri nutrizionali, sedentarietà e infiammazioni croniche amplificano di molto il suo sviluppo, ora però esiste un collegamento diretto anche con l'eccesso di peso e lo studio ne dimostra la negativa influenza.

Così i ricercatori del Rabin Medical Center di Israele coordinati da Zohar Levi hanno intrecciato i dati di un arco temporale che andava dal 1967 al 2005 sull'indice di massa corporea di circa un milione di ragazzi maschi sottoposti a una visita medica generale con quelli del registro tumori nazionale.
Potendo in questo modo chiarire in quanti si sono poi ritrovati esposti agli effetti di un carcinoma esofageo e stabilire un collegamento diretto con un eccesso di chili e massa grassa perché statisticamente chi si trovava a quell'età in condizioni di sovrappeso aveva il doppio delle probabilità di ammalarsi di questa forma di cancro.

La condizione sociale e economica si è rivelata un aggravante, le famiglie più povere e con meno possibilità di seguire un regime alimentare equilibrato avevano un sensibile rischio aumentato.

Ricordiamo il quadro complessivo di questo tumore: ne sono colpiti prevalentemente i maschi (3 a 1 rispetto alle donne), viene favorito in primo luogo da alcol e tabacco (i fumatori hanno probabilità di ammalarsi fino a 10 volte maggiori rispetto ai non fumatori), una dieta carente di frutta e verdura con ridotto apporto di vitamina A ne aumenta le probabilità di insorgenza così come il consumo di bevande troppo bollenti, l'introduzione di un eccesso di grassi alimentari e l'aumento di peso incontrollato modifica il livello di ormoni che favoriscono l'insorgenza dei tumori.

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