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Jul 22, 2019 Last Updated 8:21 AM, Jul 22, 2019

Fresco o secco è un aiuto per il cancro al seno e il controllo della glicemia. 

La frutta ha enormi potenzialità preventive nei confronti di molte patologie invasive e naturalmente anche curative, anche se queste ultime hanno sempre bisogno di ricerche e studi incrociati per avvalorarne la reale efficacia.
Interessanti due studi paralleli effettuati sulle potenzialità benefiche di un frutto dalle caratteristiche estremamente intriganti a livello nutrizionale.

Stiamo parlando del mango oggetto di ricerche indirizzate a capire meglio le sue doti di riduttore della concentrazione di zuccheri nel sangue e di elemento preventivo contro specifiche categorie di tumori.
Partiamo da quest'ultimo aspetto consono alla rubrica e potenzialmente rivoluzionario rispetto alla lotta contro i tumori, in particolare contro quello al seno.

La prolifica diramazione dell'Institute for Obesity Research and Program Evaluation facente parte della Texas A&M University in un ricerca specifica sul mango è riuscita a scoprire che il suo consumo, all'interno di una normale dieta, riesce a regolare con più efficacia l'indice glicemico dell'organismo e contemporaneamente riduce i livelli di infiammazione per le donne con cancro al seno.

Una volta prelevate cellule di persone affette da tumore al seno i ricercatori hanno introdotto al loro interno i polifenoli del mango, il risultato è stato un abbassamento dell'infiammazione, un effetto che ha riguardato sia le cellule malate che quelle sane.
Il tutto è stato ritenuto molto promettente rispetto alle dinamiche seguite fino ad ora attraverso la terapia tradizionale.

In parallelo nell'Okhlaoma State University sono stati reclutati una serie di pazienti con conclamata obesità e Indice di Massa Corporea di 30Kg/m2 per un doppio test utilizzando mango fresco e secco.
Presa come riferimento la dose standard di 100 g a metà dei partecipanti e stato fatto consumare solo il frutto fresco e al restante la versione secca, in entrambi i casi superato il periodo di controllo e effettuate le opportune analisi di verifica i livelli di zucchero nel sangue erano decisamente diminuiti.

Con una piccola differenza: le donne partecipanti all'indagine a fine test avevano un Indice di Massa Corporea superiore a quella degli uomini.

Seguire una dieta ipocalorica ed evitare il sovrappeso

Il contenimento delle calorie complessive consumate quotidianamente è la più efficace tecnica di prevenzione dei tumori oggi conosciuta, una semplice verità spesso troppo sottovalutata. Il segreto non è non mangiare e limitare l'investimento economico nell'alimentazione, ma piuttosto mangiare bene e pesare meno dando preferenza a una dieta costituita da carboidrati com­plessi e fibre, alimenti ipocalorici, poco raffinati e ricchi in micronutrienti.

Consumare molta verdura e frutta

La seconda regola è altrettanto basilare e per capirne la reale importanza basta riflettere sul dato ottenuto dal confronto di una serie di studi e ricerche scientifiche il cui risultato è stato che "le persone che consumano quantità maggiori di frutta e verdura fresca sviluppano mediamente la metà dei tumori rispetto a quanti consumano quantitativi inferiori."
Ridurre i cibi raffinati, consumare molte fibre, preferire gli alimenti integrali, seguire un'alimentazione ricca di micronutrienti.
Come è facile capire questa regola è direttamente collegata alla precedente, ma specifica meglio alcuni importanti aspetti. Si parla di certezze oramai, certezze che evidenziano come "un'alimentazione ricca di frutta e vegetali svolge un ruolo protettivo, sia per il contenuto in fibre, sia per l'abbondanza di micronutrienti."
Certezze che arrivano da lunghi anni di ricerche e studi che hanno portato a una progressiva valorizzazione e a un chiarimento sul ruolo svolto dalle fibre alimentari nella prevenzione del cancro. Ad esempio esiste di fatto una relazione diretta tra riduzione di tumori dell'intestino e della mammella in popolazioni con elevato consumo di fibre vegetali.

Ridurre i grassi animali e assumere grassi buoni

Colpevoli di essere tra i responsabili principali del sovrappeso, dell'aumento di resistenza all'insulina, delle malattie cardiovascolari, delle neoplasie. Questa la chiara accusa, sempre ben documentata e provata, rivolta all'eccesso di grassi saturi nell'alimentazione. Le fonti prevalenti sono tutti i prodotti di origine animale (latte, formaggi, salumi, ecc), carni rosse, prodotti di pasticceria, gli acidi grassi trans generati dall'idrogenazione degli oli (un esempio di prodotto è la margarina) e molte altre sostanze. Tutte da evitare o limitare il più possibile.

Fare movimento con regolarità. Esporsi al sole con prudenza

Come per molte altre patologie il movimento regolare e assiduo è un potente fattore di prevenzione e immagazzinamento di risorse di energia positiva la cui efficacia è veramente alta.
Questo elementare fattore strettamente collegato alla struttura organica umana è in grado di assicurare un prolungamento della durata della vita media e un miglioramento dello stato di salute, mantiene giovani e tonifica i tessuti, rigenera le cellule, dona agli organi svilup­po amplificando la loro potenzialità.

Non fumare, moderare il consumo di alcol, evitare o ridurre la cottura dei cibi, ridurre al minimo il cibo conservato, sotto sale o affumicato

prevenire il cancro a tavola

Tutti questi singoli elementi contribuiscono pezzo per pezzo a limitare al minimo il problema cancro, ad esempio potrebbe bastare a generare una profonda riflessione il fatto che chi non fuma ha una vita media superiore di circa 8 anni senza contare il maggiore benessere complessivo di cui gode.
E tutti gli altri fattori citati, cottura, conservazione sale e tecnica di affumicatura accentuano, se consumati troppo spesso, gli effetti negativi di un processo degenerativo come il cancro.

Eseguire controlli medici e indagini periodiche consigliate. Con­sultare il medico in presenza di segni di allarme

L'ultima regola non è la meno importante e presuppone un rapporto di confronto e fiducia con il proprio medico, aspetti esterni e interni in apparenza poco importanti possono rivelarsi campanelli di allarme importanti, il controllo preventivo è un ottima e saggia strategia da seguire.

 

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Prevenire il cancro a tavola"

L'importanza dell'attività fisica, dei nutrienti alimentari e di quelli del piacere. 

Ritorniamo a occuparci del ruolo dell'attività fisica sommata a una buona alimentazione, buona dal punto di vista dell'equilibrio nutrizionale, ma anche del gusto senza il quale mancherebbero alla nostra mente e al nostro animo altri "importanti nutrienti" spesso poco considerati.

In un recente convegno tenuto a Lanzo Torinese dal titolo "Prevenzione dei Tumori: il ruolo del CAI" ci sono stati interessanti interventi a conferma di tutto questo.
Con al centro il mondo della montagna collegato a questi temi dalla semplice constatazione di come il movimento in un ambiente naturale e ultra stimolante come quello montano non solo allena il fisico, ma aiuta tantissimo la mente e di riflesso diventa una doppia arma preventiva.

Il concetto centrale venuto fuori dal convegno è stato lo stretto legame in chiave preventiva nel seguire una serie di buone norme alimentari sommate a un attività fisica, preferibilmente di 30 minuti al giorno, moderata nella sua intensità e "proporzionata" all'età del fisico di chi la esegue.
Gli eccessi di attività, infatti, a parte chi fa sport per professione ed è controllato e seguito generalmente da medici appropriati, producono effetti contrari con un affaticamento inutile dell'organismo e un rischio di un calo di attenzione e energie riservate alla cura dell'alimentazione.

Ecco alcune pillole di saggezza uscite dal convegno di cui è bene prendere nota e riflettere se si ha a cuore la propria salute.
Iniziamo con le riflessione del Prof. Franco Berrino, oncologo dell'Istituto Nazionale per la Diagnosi e Cura dei Tumori di Milano, dopo una prima analisi dei tumori attualmente in fase calante e in fase ascendente ha voluto subito ribadire come sia essenziale per una buona prevenzione mantenere un fisico asciutto e snello in ogni caso mai superiore al proprio peso forma.

Inoltre è bene praticare quotidianamente attività fisica, limitare alimenti super calorici, succhi e bevande zuccherate, carni in generale e quelle rosse in particolare, evitare o circoscrivere salumi e conserve sotto sale diminuendo il più possibile queste insaporitore dalla dieta.
Privilegiare poi frutta e verdura, assumere direttamente dal cibo i nutrienti necessari e non dagli integratori, consumare frutta secca e semi oleosi senza però esagerare, limitare il consumo di proteine, latte e latticini.

L'attività fisica riduce del 25% i tumori intestinali, influisce positivamente su quelli polmonari, fa funzionare meglio l'insulina, in generale protegge dal cancro tutto l'organismo.

La dr.ssa Etta Finocchiaro, nutrizionista della Struttura Complessa Dietetica e Nutrizione Clinica dell'Ospedale delle Molinette di Torino, ha tracciato una linea chiara sul rapporto alimentazione corretta e prevenzione tumori: a prescindere dai fattori di rischio più o meno modificabili è il ruolo preventivo della dieta a fare la differenza, alcool, obesità, "cibo-spazzatura", grassi saturi sono elementi fortemente destabilizzanti e favorenti lo sviluppo di tumori.

Infine la dr.ssa Elena Barisone del reparto di Oncoematologia Pediatrica dell'Ospedale Regina Margherita di Torino ha portato una serie di dati a dimostrazione di come bambini colpiti da neoplasie tendono a migliorare di molto la loro guarigione o recupero post cura se sottoposti a un'attività fisica mirata e controllata più in un contesto di natura e varietà ambientale che in un contesto chiuso, isolato e circoscritto.

Un dibattito acceso dopo l'ultima ricerca in ordine di tempo che nulla toglie all'importanza di consumare un'alta dose di vegetali per stare in salute.

Tre, cinque o dieci, ormai è questa la domanda principale che ci si pone quando si affronta il discorso della quantità ideale di vegetali da consumare giornalmente in termini di porzioni, una prassi di prevenzione a fortissima valenza sulla salute dell'organismo.
La campagna storica lanciata molti anni fa dopo la valutazione attenta di una lunga serie di affidabili studi in materia proponeva con dati molto attendibili il consumo di almeno 5 porzioni di vegetali al giorno, comprendenti principalmente frutta, verdura, legumi.

Una indicazione che è appunta diventata una lunga e meritevole campagna di sensibilizzazione nei confronti della popolazione a fronte dell'aumento esponenziale di una serie di patologie strettamente legate con l'alimentazione a cominciare dai tumori.
Nel frattempo altri studi osservazionali hanno via via aggiunto nuovi scenari e tesi rispetto al numero di porzioni, ma in particolare si è trattato di discutere su quanto e cosa rappresentava una porzione per garantire l'introito sufficiente di componenti protettive.

Intorno a febbraio di quest'anno un nuovo studio inglese cambiava di molto la prospettiva sostenendo che le porzioni in realtà necessarie per una buona copertura dovevano essere addirittura il doppio, cioè dieci.
L'ultima ricerca sull'argomento condotta dalla McMaster University di Hamilton, in Canada e pubblicata su The Lancet, discussa e analizzata al recente congresso della Società europea di cardiologia a Barcellona ha, invece, abbassato a tre il numero di porzioni necessarie.

insalata alle doppie mele con spinaci nocciole e bacche di gojiI ricercatori hanno analizzato con cura i dati dello studio Pure (Prospective Urban Rural Epidemiology) basato su 18 diversi Paesi, quindi con un ampio spettro di situazioni specifiche.
Dal confronto si è visto che gli individui, seguiti per una media di sette anni e mezzo, che consumavano abitualmente da tre a quattro porzioni al giorno di legumi, vegetali e frutta, per un totale di circa 4-500 grammi riportavano un rischio di mortalità decisamente inferiore quantificabile intorno al 22%.

La combinazione migliore è risultata dalle analisi quella che vede la presenza di circa 125 grammi rispettivi frutta e verdura e oltre 150 grammi per i legumi, mentre consumi nettamente maggiori di questi non hanno rilevato differenze significative.
Di fronte a questi dati contrastanti bisogna fare dal punto di vista della cucina del benessere alcune osservazioni importanti anche perché la strategia di determinate porzioni di vegetali da consumare giornalmente è storicamente legata alla campagna contro i tumori per il semplice motivo che dal punto di vista alimentare questa semplice abitudine ha effetti tangibili e di forte contrasto rispetto a questa devastante patologia.

La prima osservazione è in realtà confortante, nel senso che tutto sommato è un bene che si continui a parlare della questione essendo estremamente importante e strategica per la nostra salute.
La seconda è pura questione di buonsenso, giocare con i numeri ha poca utilità semplicemente perché entrano in gioco molti altri fattori che sono paralleli all'alimentazione, le condizioni ambientali in cui si vice, il proprio stile di vita, la predisposizione genetica e diverse altre cose.
Quello che è un gran bene è il rimarcare il ruolo dei vegetali in generale nel panorama della dieta giornaliera e il ruolo estremamente importante che ha di riflesso la sana e buona cucina delle verdure, un cucina che porta tanta salute insieme a tanto godimento per il palato.

Il nostro consiglio è quindi quello di non giocare tanto con i numeri quanto piuttosto divertirsi a giocare in cucina, trovare il tempo che ingiustamente si afferma di non trovare, rinunciare a quelle cose che non sono poi così importanti per il benessere e la salute, degustare con consapevolezza le porzioni della prevenzione, come in questa bellissima e buonissima ricetta!!!

L'importanza del consumo di frutta e verdura e l'incidenza negativa dei cibi dolci. 

Un ennesima ricerca conferma la relazione stretta tra consumo eccessivo di cibi dolci e rischio di aumento di alcuni tipi di tumori.
L'ultima mette in relazione questo fattore con il cancro del colon-retto rivelando come questa patologia tende ad aumentare pericolosamente in chi consuma in maniera incontrollata alimenti ricchi in grassi e zuccheri e un eccesso di carne.

Al contrario chi consuma, cosa che bisognerebbe fare sempre indipendentemente dalle ricerche moderne, abbondanti razioni di frutta e verdura riduce considerevolmente il rischio di incorrere in questo specifico tumore, ma il discorso si può estendere tranquillamente a tutte le forme tumorali.

Lo studio a cura della Johns Hopkins School of Medicine ha messo in relazione la dieta di 2.063 pazienti affetti da cancro del colon-retto e 2.776 persone sane analizzando contemporaneamente 170 alimenti tra quelli al naturale come ortaggi, legumi e frutta e quelli lavorati e cucinati come patatine, bevande aromatizzate alla frutta, preparati dolci e così via.

Per una migliore attendibilità sono stati presi in considerazione anche fattori paralleli tra cui la storia familiare, le abitudini di vita, la componente sportiva e di attività fisica e altro.
La conclusione è stata che se ai già tanti elementi di rischio come sedentarietà e obesità si aggiunge una scorretta alimentazione il rischio di cancro del colon e del retto aumenta considerevolmente.
Riferimenti specifici si possono trovare a questo indirizzo.

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