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Feb 22, 2019 Last Updated 12:02 PM, Feb 19, 2019

Basterebbe riflettere sul fatto che il cancro è responsabile del 28% di tutte le morti per capire come questa patologia è ben presente nella testa di ognuno di noi perché in qualche modo, volenti o dolenti, ne abbiamo in minima o massima parte presa coscienza.

Per capirne pienamente la dinamica può essere utile ricorrere a un modello descrittivo che aiuti a comprendere meglio la dimensione del problema lasciando intravedere gli elementi che già da subito ne possono fare da contrasto.

A questo proposito prendiamo spunto dalle pagine del libro (Prevenire il cancro a tavola) evidenziando alcuni passaggi chiave:

È stato proposto un modello per descrivere le modalità in base alle quali i tumori si formano e aggrediscono l'organismo-ospite. Esso prevede una fase iniziale, seguita dalla sua crescita e diffusione. Probabilmente l'inizio è la conseguenza di uno dei numerosi e continui attacchi a livello del patrimonio genetico di ogni cellula del corpo umano da parte di virus, batteri, radiazioni, sostanze alimentari tossiche. Quando si forma un gruppo di cellule tumorali il cancro può crescere più o meno rapidamente secondo il tipo di cellula e della presenza di fattori che favo­riscono o frenano la moltiplicazione cellulare. Il manifestarsi di un tumore non è comunque un fenomeno immediato, ma piuttosto il risultato di un lento processo che ha la durata di diversi anni. In tutto questo arco di tempo la popolazione cel­lulare tumorale è fragile e vulnerabile.
Durante tale periodo di latenza è possibile intervenire per impedire al tumore di raggiungere la maturità che si esprime con sintomi e segni tardivi, grazie soprattutto a un adeguato stile di vita. Comunque le cellule tumorali si sviluppano unicamente se ricevono nutrimento attraverso la formazione di nuovi vasi che ne garantiscono la vitalità.
È interessante rilevare che molte molecole presenti in determinati alimenti sono in grado di impedire l'insorgenza oppure bloccare o rallentare l'evoluzione futura del tumore...

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Prevenire il cancro a tavola"

I risvolti importanti di uno studio specifico per la salute in generale. 

Ancora una volta vengono confermati gli enormi pregi e poteri preventivi dell'olio da olive sommati, in questo specifico caso, agli altri enormi pregi derivanti dal consumo di frutta secca e i suoi preziosi elementi grassi, in particolare le noci.

Il riscontro è arrivato da uno studio sul cancro alla prostata portato avanti dalla Duke University Medical Center a Durham, nel North Carolina e pubblicato su JAMA Internal Medicine .
Cosa ci raccontano i ricercatori?
In sintesi che al contrario di quello che si credeva e si diceva un tempo (e purtroppo ancora oggi da chi non è aggiornato e informato) non sono le quantità ma la qualità dei grassi consumati a determinare un effetto positivo sull'organismo e che limitare i grassi vegetali e sani in favore di carboidrati raffinati produce effetti seriamente negativi.

E il fulcro della scoperta è proprio qui perché nel corso della ricerca si è visto che i pazienti affetti dal cancro alla prostata che limitavano l'assunzione di carboidrati raffinati e semplici (introducendone allo stesso tempo di integrali e complessi) in favore di un maggiore consumo di grassi buoni riuscivano a ridurre significativamente il rischio di morte.

Molto di più di chi ascoltando consigli generici riduceva i grassi, buoni o cattivi (sostanzialmente i grassi animali) dalla dieta.
Come ha ricordato il dottor Erin Richman "la chiave di svolta sorprendente si è osservata quando i carboidrati raffinati sono stati sostituiti con alimenti ricchi di grassi vegetali protettivi come olio d'oliva e noci", protettivi perché , tra le altre cose, contenenti ingenti dosi di antiossidanti e elementi di forte contrasto alle infiammazioni del corpo con un effetto diretto sulla diffusione del cancro.

Durante l'indagine circa 4.577 uomini affetti da cancro alla prostata localizzato sono stati tenuti in osservazione e controllo fino ad arrivare, dopo sessioni di quattro anni, alla compilazione di questionari sul loro stile di vita, sui cibi e le bevande consumate e su tutta una serie di altri fattori legati in qualche modo all'alimentazione.
Chi dopo la diagnosi ha seguito un alimentazione ricca di grassi vegetali (più del 21%) ha sviluppato circa un terzo di probabilità in meno di morire di tumore rispetto a chi nella sua dieta prevedeva una bassa quota di grassi vegetali.

In più è stato rilevato che le persone che hanno ridotto al minimo la presenza quotidiana nella dieta di carboidrati raffinati incrementando allo stesso tempo la presenza di grassi vegetali hanno sviluppato un rischio più basso del 29 % di sviluppare il cancro alla prostata ed una probabilità del 26 % più bassa di morire per qualsiasi altra causa.
Questo 26% è forse il dato più eclatante perché non è localizzato solo al caso di tumore specifico, ma è un segnale fortissimo da recepire da parte di tutti quelli che hanno a cuore la propria salute.

Per iniziare a seguire questi preziosi consigli ecco un'eccellente ricetta con ulteriori elementi protettivi.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

L'importanza del consumo di frutta e verdura e l'incidenza negativa dei cibi dolci. 

Un ennesima ricerca conferma la relazione stretta tra consumo eccessivo di cibi dolci e rischio di aumento di alcuni tipi di tumori.
L'ultima mette in relazione questo fattore con il cancro del colon-retto rivelando come questa patologia tende ad aumentare pericolosamente in chi consuma in maniera incontrollata alimenti ricchi in grassi e zuccheri e un eccesso di carne.

Al contrario chi consuma, cosa che bisognerebbe fare sempre indipendentemente dalle ricerche moderne, abbondanti razioni di frutta e verdura riduce considerevolmente il rischio di incorrere in questo specifico tumore, ma il discorso si può estendere tranquillamente a tutte le forme tumorali.

Lo studio a cura della Johns Hopkins School of Medicine ha messo in relazione la dieta di 2.063 pazienti affetti da cancro del colon-retto e 2.776 persone sane analizzando contemporaneamente 170 alimenti tra quelli al naturale come ortaggi, legumi e frutta e quelli lavorati e cucinati come patatine, bevande aromatizzate alla frutta, preparati dolci e così via.

Per una migliore attendibilità sono stati presi in considerazione anche fattori paralleli tra cui la storia familiare, le abitudini di vita, la componente sportiva e di attività fisica e altro.
La conclusione è stata che se ai già tanti elementi di rischio come sedentarietà e obesità si aggiunge una scorretta alimentazione il rischio di cancro del colon e del retto aumenta considerevolmente.
Riferimenti specifici si possono trovare a questo indirizzo.

La piacevole sorpresa di come la semplice camminata aiuta e rinforza il ruolo dell'alimentazione. 

La base di un'alimentazione sana ricca di nutrienti e sostanze dal forte carattere preventivo (come tutti gli elementi vegetali in generale) abbinata al semplice atto di camminare effettuato per un certo arco di tempo giornaliero e settimanale riesce a ridurre in maniera significativa il rischio di ammalarsi di cancro al seno nelle donne.

È quanto emerge da uno studio dell'American Cancer Society di Atlanta in cui ancora una volta si è dimostrato vincolante, rispetto all'insorgere o alla prevenzione di una malattia, lo stile di vita seguito dalle persone.
In questo caso sorprende piacevolmente la constatazione che non si tratta di dover compiere imprese sportive particolari, basta assecondare la naturale tendenza secolare dell'uomo a camminare per avere risultati concreti.

Una camminata di un'ora al giorno è quello che basta, certo se poi si aggiungono altre attività male non fa!
Nella ricerca sono stati analizzati i dati di ben 73.615 donne tra i 50 e i 74 anni di età, tutte in menopausa, scelte tra il 1992 e il 1993 e poi monitorate per molti anni dal Prevention Study II Nutrition Cohort.

Con la massima attenzione ogni due anni le donne coinvolte nello studio sono state controllate, tramite una serie di esami clinici standard e questionari inerenti gli stili di vita seguiti, con l'obbiettivo di ottenere dati e parametri che potessero essere d'aiuto nella diagnosi precoce di un eventuale tumore.

Il dato più interessante ha riguardato proprio l'influenza della camminata sulla riduzione del rischio di ammalarsi di tumore al seno, risultato inferiore del 14% in chi muoveva gambe e corpo per almeno sette ore alla settimana.

Una percentuale che aumenta ancora di più se sommata a una dieta alimentare ricca in cereali integrali, verdure, frutta, legumi e grassi vegetali preziosi come l'olio da olive.

Gli ortaggi bianchi sono un vero toccasana nei confronti del tumore allo stomaco e la sua salute in generale.

Esistono numerose varietà di ortaggi, verdure e frutti la cui distinzione non è data solo dall'aspetto fisico esterno, dal peculiare sapore e dalla stagionalità (oggi spesso solo teorica) con cui vengono alla luce.
Un elemento determinante, soprattutto per le verdure, è il colore che ha una varietà estesa di sfumature pur con tinte spesso dominanti come il verde, elemento evidente di quanto la clorofilla sia importante nel mondo vegetale.
Così è naturale immersi come siamo in un mondo multicolore pensare che gli ortaggi colorati siano gli unici che hanno un ascendente forte rispetto alla prevenzione e al mantenimento efficiente della salute del corpo, la stessa comunicazione e pubblicità spesso spinge su questo elemento estetico.

Non a caso in molte campagne alimentari intrecciate con il concetto di salute i colori e i vegetali colorati (verdura, frutta, legumi) la fanno da padrone come gli sfondi e tutto quello che ci ruota intorno.
Il contesto complessivo è ovviamente positivo perché stimolare il più possibile al consumo dei vegetali colorati in abbondanza è la migliore strategia di sempre e tutti farebbero bene a seguirla a prescindere dall'età e dalle condizioni del proprio organismo.

Anello di cimette di cavolfiore profumate allalloro con pesto verde di valerianella 700x500 CSC'è però spesso una conseguenza collaterale che penalizza una determinata categoria di ortaggi, quelli bianchi e chiari che essendo privi di pigmenti e tinte varie appaiono agli occhi di molti come alimenti poco utili rispetto allo status della salute.
Ortaggi bianchi come finocchi, cavolfiore, cipolle, porri, rape e molto altro spesso in questo senso vere e proprie cenerentole della sana, preventiva e corretta alimentazione.

Questa distorsione percettiva è nota a molti di quelli che si occupano con attenzione di sana alimentazione e un bel aiuto per sfatare questa errata convinzione arriva da una ricerca pubblicata sull'European Journal of Cancer e portata avanti da ricercatori dell'Università del Zhejiang, in Cina.
Del resto è una grande verità che ogni alimento vegetale, a prescindere dal colore che ha, porta in dote specifiche e alte componenti protettive e parzialmente curative che non necessariamente hanno a che fare con la tinta dominante.
Ad esempio la maggior parte dei polifenoli non hanno alcuna attinenza con il colore così come i composti solforati, i glucosinolati, il selenio, il potassio la vitamina C e molto altro!

La ricerca cinese ci racconta come la vasta categoria degli ortaggi bianchi è un vero toccasana nei confronti dello stomaco svolgendo un'alta azione protettrice, una conclusione arrivata dopo una metanalisi di ben 76 studi diversi riguardanti il rapporto tra alimentazione e tumore dello stomaco.
L'elemento più rilevante è stata la constatazione di come il consumo abbondante di ortaggi bianchi, tutti gli ortaggi bianchi, risultava chiaramente collegata a una riduzione del rischio di ammalarsi di tumore allo stomaco di ben il 33%, ben più della riduzione (comunque alta e rilevante) del consumo di agrumi (10%) e di frutta in generale (7%).

Nello stesso studio poi si è visto che al contrario degli ortaggi bianchi e della frutta gli alimenti più dannosi e pericolosi per lo stomaco erano l'alcol, le carni lavorate, il pesce salato e in genere tutti i cibi ad alto carico di sale.
Sempre rispetto allo stomaco è utile ricordare la funzione di due degli ortaggi bianchi a più ampia potenza preventiva e curativa, l'aglio e la cipolla, che hanno uno spiccato effetto protettivo, antinfiammatorio e antinfettivo nei confronti del tumore gastrico oltre a contrastare con efficacia l'Helicobacter pylori responsabile indiretto della diffusione della malattia.

Per cui se avete a cuore il vostro stomaco deliziatevi il più possibile con gli ortaggi bianchi a cominciare ad esempio dal cavolfiore presente in questa squisita ricetta!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

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