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Aug 22, 2019 Last Updated 9:21 AM, Aug 22, 2019

La cottura alla griglia è una tecnica spesso accusata di apportare più danni che benefici e in effetti un suo scorretto utilizzo produce sugli alimenti sostanze accusate di favorire l'insorgenza di diverse patologie, tra cui i temuti tumori.

Eppure di per se sarebbe una delle tecniche migliori, forse il primo elemento sbagliato è con che cosa si utilizza perché gli studi sulla sua pericolosità riguardano soprattutto l'ambito dei prodotti proteici, prima fra tutta la carne ampiamente abusata con questa cottura e in secondo ordine il pesce.A questo proposito è sempre rimasta una questione aperta se anche nelle verdure, ricche come si sa di numerose sostanze protettive antiossidanti, questa tecnica arrivi a portare danni rilevanti oppure la reazione in cottura su un alimento vegetale ne produca meno.

La risposta è venuta di recente da ben due studi scientifici, il primo condotto da ricercatori spagnoli e pubblicato sul Journal of Food Science, il secondo tutto Italiano pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry.

Pennette con verdure alla griglia erbe aromatiche e mozzarella 700x500 CSSecondo questi studi la ricchezza in acqua degli ortaggi fa in modo che gli stessi non raggiungono temperature elevate tali da indurre la formazione di sostanze tossiche o cancerogene in maniera siginificativa.In uno di questi studi una delle verdure protagoniste in assoluto, in positivo si intende, è stata la melanzana per un motivo preciso: con la cottura alla griglia questo ortaggio non perde alcuna sostanza nobile e sembra addirittura aumentarne in parte.Per intendersi le sostanze nobili sono tutti quei micro elementi che fanno parte del bagaglio di prevenzione attiva appannaggio esclusivo dei vegetali in generale.

Ad esempio la vitamina C e la grande famiglia dei polifenoli, potenti antiossidanti che non dovrebbero mai mancare nella dieta quotidiana perché elementi capaci di riunire in se effetti benefici con spiccate proprietà epatoprotettive, antitumorali, anti-infiammatorie e di riduzione della concentrazione di lipidi nel sangue.

E se la melanzana con la cottura alla griglia non registra alcuna perdita gli altri due suoi compari di ventura (nel senso che è molto frequenta la loro associazione, soprattutto nelle cucine del sud Italia), peperoni e zucchine, segnano una perdita che tuttavia non è così tanto rilevante se la si confronta con altri tipi di cottura ben più penalizzanti.

La cipolla, invece, con grande sorpresa dalla cottura alla griglia ha tutto da guadagnare, le sue sostanze preventive dagli studi effettuati sono risultate aumentate in maniera significativa.

E se volete applicare da subito in cucina l'uso vantaggioso delle verdure alla griglia nella triade di melanzane, zucchine e peperoni con una perfetta esaltazione data da erbe aromatiche come basilico, menta, maggiorana e erba cipollina qui potete trovare una imperdibile ricetta!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

La notizia che riportiamo oggi è abbastanza interessante, se ne possono trarre diverse conclusioni, dal nostro punto di vista però è un rafforzamento del concetto di quanto la cucina possa essere “buona” sul piano sociale e non più solo su quello godereccio e creativo.
Fino a ora il ruolo della cucina nella società per la società, intendendo con questo il suo contributo per il benessere complessivo delle persone, è stato molto poco preso in considerazione.

Eppure notizie, studi, ricerche, semplici analisi ruotanti intorno a tutte le diramazioni alimentari che coinvolgono il benessere fisico e mentale degli individui sono una cospicua mole di dati che sanciscono quanto la cucina possa direttamente o indirettamente portare un grande contributo alla società e al suo felice “esistere”.

Nello studio condotto dalla Mcgill University di Montreal e reso pubblico grazie alla presentazione sulla rivista Journal of Adolescent Health si è visto come consumare i pasti in famiglia contribuisca non poco a sedare e calmare i disturbi del comportamento tra gli adolescenti.
Naturalmente si parla di consumi regolari e costanti, non sporadici, ma in ogni caso questa semplice e sana abitudine preserva la salute mentale dei ragazzi a prescindere dal rapporto più o meno buono con i genitori.

Emotività tutelata, aumentata stabilita psicologica, maggiore fiducia in se stessi, questi gli indici più eclatanti rilevati, il tutto su un vasto campione di circa 26.000 adolescenti tra gli 11 e i 15 anni.
Il tutto ha poi una ricaduta diretta sul rafforzamento delle buone abitudini alimentari e sulla prevenzione di numerose malattie collegate all’alimentazione, prima fra tutte l’obesità.

Quello che però la ricerca manca di dire con più coraggio o semplicemente sottovaluta come capita in altre ricerche parallele è il grande contributo che la cucina, in quanto fucina di produzione di alimenti combinati a stati emotivi e creativi, ha in questi ambiti.
A noi pare chiaro che saper cucinare con amore, passione, creatività, consapevolezza di quanto sia sano consumare cibi combinati da se è di un’importanza enorme e non solo per gli adolescenti, ma per tutti i piccoli a prescindere dall’età.
Altrettanto ci pare chiaro, però, che di questa importanza a pochi interessa veramente qualcosa intenti come si è a celebrare solo finte doti pseudo artistiche e autoreferenziali con l’esaltazione di stelle, piuttosto che di ridicoli show e rappresentazioni di cucina utili solo a favorire gli sponsor di turno.

C’è una strada diversa da percorrere, continuare a girarsi dall’altra parte facendo finta che la cucina possa essere cosa estranea alla società in cui vive rischia di portare questo bellissimo lavoro in un vicolo cieco.

Questa notizia l’avevamo letta qualche giorno fa e lasciata in stand-by in attesa di una riflessione più mirata, certo però è una notizia che fa riflettere amaramente.
Per noi che poi ne siamo dei grandi estimatori e lo Chef che ne ha scritto un appassionato libro apposta tutto incentrato sul ricco repertorio vegetale, questa è una ferità ancora più sentita.

Si parla della crisi della dieta mediterranea come stile di alimentazione nel paese che ne è il padre o uno dei padri se più correttamente allarghiamo il discorso a tutto il bacino del mediterraneo.
Una crisi profonda a quanto pare, ma tutta da interpretare perché se ci si limita a vedere in maniera superficiale le statistiche allora si fa presto a non capire in profondità quello che nella realtà avviene.

Se ne parla all’interno di uno studio che certifica come questa gloriosa dieta sia presente sempre meno sulle tavole italiane, complice a quanto pare la crisi responsabile dello spostamento dei consumi verso cibi “pratici e pronti”, ma più calorici e malsani.
Nello studio poi si prosegue elencando statistiche, confronti, dati, considerazioni, lasciamo a voi il piacere di indagare meglio, ad esempio qui trovate informazioni più dettagliate.

Ma siamo proprio sicuri che possiamo ridurre il tutto a una fattore economico?
In realtà pensiamo che i fattori sono ben altri e cozzano contro una cultura del cibo che continua ad avere una miriade di nemici vestiti da paladini apparenti della buona cucina.
Un tasto assai dolente se si considera che molti dei presunti paladini della corretta alimentazione appartengono alla categoria di chi lavora in cucina professionalmente o si occupa di nutrizione a vari livelli.

E in questo quadro è purtroppo facile constatare come la loro autorevolezza è solo in funzione della presenza mediatica massiccia che riescono ad avere più che dei reali meriti e capacità oggettive.

Che dire ad esempio del comportamento di uno degli “Chef” televisivi di maggior richiamo che è andato a pubblicizzare una delle peggiori bevande presenti sulla terra propagandandola come fonte di godimento a tavola?
Una briciola di responsabilità sulla mala cultura del cibo non gli appartiene?

La prima colazione può essere, per quanto non ci si creda o pensi mai abbastanza, un toccasana per il resto della giornata determinando la qualità dei pasti successivi dal punto di vista nutrizionale e della salute.

Determinante è cosa si consuma al risveglio quando l'organismo reclama energia, se questa energia è di un certo tipo la risposta dell'organismo è positiva a lungo termine, se è di altro tipo con squilibri unilaterali si innescano meccanismi compensativi deleteri.

Il problema è che la prima colazione rimane un capitolo aperto su cui si dicono tante cose spesso contraddittorie in termini di riferimenti pratici finali mentre questo primo atto del risveglio in cui l'organismo richiede una trattamento particolare e attento meriterebbe chiarezza.

Una gestione errata di questo primo impatto nutrizionale della giornata può avere effetti controproducenti su tutto il resto dei pasti successivi, sul metabolismo, la digestione, l'impatto glicemico, i fattori ingrassanti o dimagranti, l'energia disponile o meno per le attività comuni e per quelle intense derivate dalle discipline sportive.

Quindi se la prima colazione è importante a prescindere da ciò che si è e si fa come possiamo regolarci?
Ci vengono in aiuto alcuni degli ultimi riferimenti scientifici validi grazie a uno studio realizzato negli Stati Uniti e pubblicato sull'autorevole rivista Appetite.

Composta veloce di fragole profumata al limone e vaniglia 700x500 CSUna selezionata schiera di donne con età compresa tra i 18 e i 55 anni che non facevano regolarmente colazione sono state divise in singoli gruppi contrapposti.
Il primo ha continuato con le proprie abitudine non consumando quasi nulla a colazione, il secondo ha iniziato stabilizzando il consumo complessivo sul 15% circa dell'energia necessaria alla giornata senza alcuna indicazione in merito alle scelte specifiche.

Dopo quattro settimane le donne del primo gruppo erano rimaste stabili come peso complessivo (mantenendo però una serie di problematiche di salute), mentre quelle che si erano impegnate a fare colazione scegliendo di propria iniziativa cosa consumare erano aumentate di peso mediamente di 600 g.
La scelta di fondo era indirizzata al consumo di un'alta percentuale di carboidrati sopratutto in termini di zuccheri semplici con allo stesso tempo alte percentuali di grassi senza che nei pasti successivi ci fosse una maggiore moderazione del cibo consumato o in parallelo maggiore attività fisica.

Una libera scelta senza elementi conoscitivi sufficienti basandosi su un modello alimentare, quello americano, fortemente sbilanciato e errato, ha confermato portare errori di fondo pericolosi per la salute.
Con un risvolto chiaro sul senso di fame e sazietà che nell'arco di pochissimo tempo da una colazione sbilanciata dal punto di vista glicemico aveva fatto sentire la sua influenza metabolica.

Il rimedio in realtà è molto semplice e non serve bandire o denigrare senza senso gli zuccheri semplici, serve piuttosto limitarli a quel poco funzionale a rendere gradevole il primo pasto della giornata.
Abbondare con fibre derivate da pane o preparazioni simili integrali, frutta fresca e secca, una buona e importante dose di proteine che possono arrivare da tante fonti diverse è la chiave per ottimizzare la necessità di incamerare energia e rilasciarla con gradualità allontanando a lungo il senso di fame.

Nella stagione piena delle fragole perché ad esempio non approfittarne per preparasi molto velocemente una composta con dosi calibrate di zuccheri e consumarla la mattino con buon pane o fette biscottate integrali in dosi non eccessive?
La ricetta? La trovate qui!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

La pancia è una parte del corpo che tutti desiderano piatta e tonica.
Esistono tuttavia alcuni cibi, in particolare quelli che fermentano nell'organismo, che provocano una sensazione di gonfiore dopo mangiato e nell'arco della giornata.

Uno studio italiano, presentato all'Expo e i cui risultati sono stati pubblicati sul sito de La Repubblica, ha dimostrato che, riducendo o addirittura eliminando il consumo di questi alimenti dalla nostra dieta, il gonfiore diminuisce inizialmente del 50%, per raggiungere il 66% dopo 16 mesi.
Ma quali sono questi cibi responsabili del gonfiore alla pancia e quali possono essere i rimedi per contrastare questo spiacevole fenomeno? Scopriamoli insieme.

1. Legumi
I legumi sono un alimento ricco di fibre e sostanze nutritive e non possono mancare in una dieta sana ed equilibrata. Sono tuttavia uno dei cibi maggiormente incriminati dell'aria nella pancia. Un consiglio è di consumarli in piccole porzioni, così da permettere al nostro organismo di abituarsi, o di aiutarsi con un digestivo, dopo averli mangiati.

2. Cavoli di Bruxelles, carciofi e broccoli
Cavoli di Bruxelles, carciofi e broccoli sono verdure ricche di antiossidanti, minerali e vitamine, che devono essere assunti in ogni dieta, ma possono causare aria e gonfiore. Per ridurre questa sensazione, una soluzione può essere la cottura a vapore, che rende più digeribili le fibre contenute. Le verdure comunque non devono mai essere cotte troppo a lungo.

Pancia 1 500x3403. Frutta secca e frutta fresca
La frutta secca, consumata in modo non eccessivo, fa bene al nostro organismo; bisogna tuttavia evitare di consumarla a stomaco vuoto perché generalmente provoca aria nella pancia.
Anche la frutta fresca può essere dannosa: frutta acida, come gli agrumi, deve essere assunta di preferenza sotto forma di spremute piuttosto che intera; frutta ricca di fruttosio come le mele, le pere e le pesche e frutta in cui abbondano i polioli, come le ciliegie e le susine, dovrebbero essere limitate per chi soffre di meteorismo, poiché fermentano molto nell'addome.

4. Bevande gassate
Bevande gassate, ricche di anidride carbonica, sono tra i principali responsabili del gonfiore alla pancia. Bibite e alcol dovrebbero pertanto essere evitati da chi è affetto da questo fenomeno.

5. Latticini
Latticini e prodotti caseari possono essere fatali per il gonfiore, soprattutto per coloro che sono intolleranti al lattosio. Perché non sostituirli con prodotti alternativi, come ad esempio quelli vegan?

6. Cereali integrali
I cereali integrali sono ottimi al benessere del nostro organismo, poiché ricchi di fibre, ma le fibre in eccesso possono portare gonfiore, se non si è abituati ad assumerle. Bisogna cercare di abituare l'apparato digestivo ai cereali un po' alla volta, con piccole porzioni.

7. Cibi grassi
Anche assumere pasti ad alto contenuto di grassi può compromettere il nostro stato intestinale e favorire il gonfiore alla pancia. La soluzione è cercare di limitare i grassi, i cibi fritti, o almeno ridurre le porzioni, e aspettare che il gonfiore passi, magari attraverso una passeggiata digestiva.

8. Dolcificanti
Chewingum e caramelle senza zucchero contengono dolcificanti che possono non essere digeriti in modo corretto. Se si avverte una sensazione di pesantezza dopo averli assunti, si può tranquillamente evitare di consumarne ancora in futuro.

Ridurre l'aria nella pancia? I consigli degli esperti
L'aria nella pancia non dipende solo dai cibi che consumiamo ma anche dal modo in cui li assumiamo: come sottolineano gli esperti, il cibo ingerito velocemente e non perfettamente sminuzzato e deglutito, provoca facilmente aria nella pancia. Una masticazione lenta che faciliti la digestione, l'assunzione di frutta lontano dai pasti e la sostituzione delle bevande gassate con 2 litri di acqua al giorno sono solo alcuni dei rimedi utili per contrastare l'aria nella pancia.

Se desideri avere maggiori approfondimenti sugli argomenti trattati in questo articolo e sui rimedi per ridurre l'aria nella pancia, puoi consultare i siti:


La Repubblica

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