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Aug 16, 2022 Last Updated 9:25 AM, Aug 16, 2022
Un recente studio pubblicato su JAMA Network Open porta un po’ di chiarezza sulla questione pesce e mercurio tranquillizzando da un lato rispetto ai timori sulla salute e ribadendo come i vantaggi sul sistema cardiovascolare di un consumo moderato e sensato di pesce, scelto con cura e criterio rispetto alle migliori varietà in termini nutrizionali e di sostenibilità, superano di molto i possibili e circoscritti inconvenienti.

Al di la delle proprie preferenze e scelte personali in fatto di alimentazione e dieta la presenza del pesce sulla tavola con una buona frequenza settimanale rimane un opzione di salute estremamente valida.

A livello proteico, ad esempio, abbiamo un integrazione di profilo decisamente più alto rispetto alla carne comune di qualsiasi tipo con una serie di elementi che possono integrare quelli che sono presenti in verdure, cereali e altri vegetali per un perfetto equilibrio nutrizionale finale dei piatti.

Ci sono poi sostanze il cui contributo anche in termini di forte prevenzione sono estremamente importanti come gli acidi grassi omega-3 salutari per il cuore e per tutto il sistema cardiovascolare.

Per alcuni però il dubbio che insieme al pesce si possano introdurre dosi nocive di mercurio, una componente potenzialmente molto dannosa, arriva a dissuaderli nel comprare e consumare pesce che se scelto con cura, come quello azzurro non allevato, rimane invece una fonte preziosa che è un vero peccato non integrare nella dieta.

Un team di ricercatori dello University of Tennessee Health Science Center, Memphis, si è incaricato di verificare quanto questi timori fossero realmente fondati se non altro per trovare soluzioni alimentari di consumo alternative.

Per questo hanno esaminato e estrapolato una serie di dati su un esteso campione di adulti compresi nel National Health and Nutrition Examination Survey per un periodo che andava dal 2003 al 2012.

Sono stati controllati in particolare i livelli di mercurio nel sangue, che facevano parte di altri monitoraggi paralleli, in relazione al tipo di dieta seguita, alle patologie soggettive e quando accadute alle cause di morte avvenute.

Nessuna dipendenza apparente è stata trovata tra consumi medio elevati di pesce e frutti di mare, livelli di mercurio nel sangue, innesco di patologie specifiche, cause di mortalità e malattie cardiovascolari.

Concludendo che un consumo di pesce moderato scelto con attenzione e privilegiando le specie a maggiore valenza nutrizionale porta indubbiamente più benefici che problemi e in particolare per quanto riguarda la salute cardiovascolare nel suo insieme.

Ancora una volta una ricerca dimostra senza alcun dubbio i potenti effetti dei Beta-glucani sulla salute in generale e in particolare sul contrasto all’eccesso di colesterolo nel sangue, l’importante è che nell'alimentazione e nella dieta questa benefica sostanza compaia con regolarità e possibilmente da fonti naturali!

Sono già da diversi anni che i Beta-glucani sono indicati come un mezzo di fortissimo contrasto all’eccesso di colesterolo nel sangue dopo che in molte ricerche i risultati conseguiti ne hanno messo in evidenza il positivo meccanismo.

Gli studi sono comunque continuati in questa direzione per verificare sempre di più il loro ruolo e certificarne con ancora più certezza gli effetti concreti.

E alle stesse conclusioni sono recentemente arrivati i ricercatori dell'Ospedale Universitario Sant'Orsola-Malpighi di Bologna nel loro lavoro di indagine chiamato "A Randomized Placebo-Controlled Clinical Trial to Evaluate the Medium-Term Effects of Oat Fibers on Human Health: The Beta-Glucan Effects on Lipid Profile, Glycemia and inTestinal Health (BELT)" pubblicato su Nutrients.

All'inizio della sperimentazione il gruppo di partecipanti con una prevalenza di donne aveva livelli di colesterolo in eccesso pur non arrivando a soglie alte, rischio cardiovascolare circoscritto e approccio alimentare basato sul modello di cucina mediterranea.

Con la dose di beta-glucani ormai definita da tempo di tre grammi al giorno si è registrata una diminuzione del livello di colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità) del 12% dopo sole quattro settimane di assunzione di uno specifico prodotto ad alta concentrazione e fino al 15% dopo otto settimane.

Quote decisamente elevate e tali da indurre una riflessione profonda sul contributo enorme che i beta-glucani possono avere per la salute, anche se va fatto notare che l’effetto positivo rimane costante solo con un assunzione continuativa di questa percentuale di beta-glucani.

Che ricordiamo si trovano principalmente sotto forma di benefiche fibre nei chicchi di avena e orzo e in buona parte nei loro derivati come i fiocchi pur se personalmente preferiamo consigliare il consumo sotto forma di chicchi dai quali si possono ottenere ottime e gustose ricette.

Nel caso dell’avena come in questa combinazione con peperoni e fagiolini o in una cremosa zuppa in verde, nel caso dell’orzo in questo orzotto con asparagi, in una rinfrescante insalata con piselli e pomodori o in simpatici involtini di zucchine con mandorle e buon olio extravergine d’oliva.

Per chi fa comunque fatica a raggiungere la quota minima consigliata di beta-glucani i diversi integratori in commercio possono essere un aiuto utile e pratico.

Contributo che però deve sempre prescindere dal seguire una dieta e una cucina il più ricca possibile delle fonti naturali di questa magica sostanza benefica!

Pesce & Vedure, La sana alleanza

 pesce verdure foto p

 

Si pensa sempre al pesce e alla verdura come due soggetti distinti che possono comparire casualmente all’interno di uno stesso menu o uno stesso piatto, ma che di fatto fanno parte di destinazioni diverse, di modi di alimentarsi alternativi. Nella cucina classica poi, la verdura è sempre la cenerentola di turno, è sempre in funzione di alimenti discutibilmente più "nobili", come la carne e nel caso del pesce, quando compare è il semplice sottofondo al protagonista principale.

 

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