
Cibo spazzatura, conseguenze serie anche per la mente dei bimbi
L'incidenza negativa di una cattiva alimentazione in gravidanza e nei primi anni di vita.
L'assenza di una corretta alimentazione, in particolare lo scarso introito di frutta e verdura sommato al consumo di cibi ricchi di sostanze altamente invasive per la salute, è un danno accertato da tempo sia per la popolazione in generale che per le donne in gravidanza.
Ma se fino a ieri si riteneva che le conseguenze negative potevano riguardare solo le parti organiche del nascituro e la salute fisica con i consueti rischi di patologie come l'obesità e il diabete (già di per se conseguenze molto gravi) oggi abbiamo la certezza che sono anche la mente e il cervello a risentirne ampiamente con tutti i risvolti sul lato caratteriale e comportamentale delle giovani vite.
Dobbiamo questa scoperta a un interessante ricerca, decisamente originale e lungimirante, portata avanti dalla Deakin University di Melbourne e pubblicata sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry.
L'equipe guidata da Felice Jacka ha pazientemente incrociato i numerosi riscontri e relativi dati oggettivi di oltre 23.000 gestanti e dei loro figli dalla nascita (e gravidanza) al quinto anno di vita.
In particolare sono state raccolte informazioni dettagliate sulla dieta delle madri durante la gravidanza e su quella dei loro figli a 18 mesi e tre anni chiedendo allo stesso tempo ai genitori di segnalare eventuali sintomi di depressione, ansia, disturbo della condotta e disturbo di iperattività da deficit di attenzione riscontrati dai loro figli intorno ai 18 mesi, tre e cinque anni di età.
Il tutto tenendo conto di tutta una serie di fattori esterni extra alimentari che in qualche modo possono aver influito negativamente sul comportamento.
I risultati di questo lavoro hanno portato a una constatazione allarmante e preoccupante: le mamme che mangiano cibi poco sani, cereali raffinati, abbondanti zuccheri, bevande dolci e snack salati, durante la gravidanza hanno più alte probabilità di mettere al mondo bambini con problemi comportamentali seri.
Ma c'è di più perché in parallelo si è visto come i bambini che consumano alimenti squilibrati durante i primi anni della loro vita con una bassa presenza di quelli più salutari come le verdure, manifestano chiari sintomi esterni di disagio comportamentale e internamente tendenza alla depressione e ansia.
Interessante anche il dettaglio, più di un dettaglio, che "l'errore" sulla strategia alimentare seguita era indipendente dalla situazione economica, sociale e culturale dei soggetti analizzati.
Un altro monito forte sull'importanza di seguire un alimentazione corretta e il più possibile preventiva, se non per se stessi almeno per il bene dei propri figli.