Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.cliccando su attiva cookies, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Nov 27, 2022 Last Updated 10:20 PM, Nov 24, 2022
L'interazione tra una dieta naturalmente ricca di fibre naturali come quella mediterranea, i batteri buoni e la salute intestinale ha dei riflessi molto importanti anche sul benessere mentale e le patologie ad esso collegate

L’intuizione convalidata da molti che possa esserci un concreto rapporto tra la salute dell’intestino e del sistema digerente in generale e la mente viene piano piano confermata anche dai più recenti studi in materia che tassello dopo tassello arrivano a definire meglio il tipo di possibile correlazione.

Alcuni ricercatori della University of Leuven e del VIB Center for Microbiology, in Belgio, sono partiti per la loro ricerca pubblicata su Nature Microbiologyda da una base di 1.054 individui arruolati in uno specifico percorso di studio osservando che due particolari gruppi di batteri, coprococcus e dialister, erano presenti in misura molto bassa nelle persone con diagnosi di depressione.

Questo indipendentemente dal tipo di cura e trattamento antidepressivo seguito.

In seguito questi dati a titolo di confronto sono stati messi in relazione con una altro gruppo rappresentativo di individui tra cui una parte con disturbi depressivi accentuati e resistenti alle comuni terapie.

Alla fine dei confronti e dei dati si è notato come specifici batteri delle famiglie faecalibacterium e coprococcus se presenti in abbondanza riflettevano nel complesso una maggiore qualità della vita del singolo individuo, mentre una loro scarsità era correlata a malattie infiammatorie intestinali e depressione.

I batteri “buoni” producono uno speciale acido grasso a catena corta, il butirrato (una sorta di residuo della digestione delle fibre alimentari), che rinforza la barriera epiteliale, contrasta positivamente l’insorgere delle infiammazioni intestinali e influisce molto probabilmente sul costante lavoro di mente e cervello.

È quindi presumibile che particolari gruppi di batteri presenti o meno presenti a livello intestinale possano avere una relazione con patologie come la depressione e in generale con la qualità della vita della popolazione.

Tutto questo ha portato i ricercatori a formulare un primo catalogo dei batteri intestinali umani con potenziale neuroattivo positivo, batteri che sono strettamente legati alla qualità dell’alimentazione e della dieta seguita come anche al tipo di cucina.

Dati ancora da confermare e confrontare con successivi approfondimenti, ma che lasciano già presagire un ruolo sempre più sinergico tra mente e salute intestinale e a monte un’influenza determinante del cibo consumato, in particolare se rispondente ai criteri della dieta mediterranea ricca di fibre naturali, gusto e gioia come questo invitante piatto di pasta!

Frutta, vegetali, tè verde e alimenti ricchi di flavonoidi consumati in abbondanza con la dieta sono una potentissima barriera preventiva rispetto all’insorgenza dell’ipertensione e delle patologie cardiovascolari e tumorali

La consapevolezza scientifica che una dieta ricca di particolari antiossidanti come quelli provenienti in larga parte dalla frutta e da sostanze parallele come il tè verde sia una potente arma di prevenzione dell’ipertensione si è consolidata sempre più nel tempo.

Molti sono stati gli studi che nel corso degli anni hanno evidenziato una correlazione forte tra dieta e ipertensione con particolare riferimento al ruolo dei vegetali e con maggiore incisività quando oltre alla presenza di abbondanti vegetali vi era una contemporanea diminuzione dei quantitativi di sale consumati quotidianamente.

Tuttavia non si è mai arrivati a definire aspetti chiave condivisi e dimostrati con verifiche non solo effettuate con test e confronti, ma con controlli serrati a lungo termine.

A colmare questa lacuna ha provveduto una costola parallela del grande studio EPIC portato avanti in Europa in più filoni paralleli che affrontano nel concreto i rapporti interdipendenti tra alimentazione e salute.

La ricerca pubblicata su Scientific Reports e portata avanti dalla Reading University ha coinvolto più di 25.000 persone di tutte le età e condizioni residenti nella cittadina inglese di Norfolk di cui sono stati monitorati dal vero e con regolarità i dosaggi di alcuni metaboliti dell’organismo incrociandoli con la dieta seguita e con lo stato di salute soggettivo.

Le persone con la presenza nel loro organismo di quantità elevate di flavanoli avevano in media valori pressori più contenuti rispetto a chi non risultava ricco di queste sostanze e questo si è rivelato ancora più proficuo in chi aveva la pressione alta.

I flavanoli sono potenti sostanze naturali antiossidanti contenute in abbondanza nel tè verde, nelle mele autunnali, nei più tipici frutti di bosco estivi, nel cacao amaro e in generale in frutta la frutta fresca oltre che nel caffè.

Ruolo estremamente importante quindi quello della frutta per mantenere in valori adeguati la pressione del sangue, ma ugualmente importante è l'influenza diretta del tè verde che sia in studi passati che in alcuni recentissimi e in maniera molto marcata ha dimostrato il suo prezioso contributo, nello specifico contro il rischio di patologie tumorali e cardiovascolari e con effetti molto incisivi e significativi.

L’insieme di questi elementi già molto positivi aspetta ulteriori conferme, si punta ora soprattutto nell'individuare con più esattezza le reali e specifiche sostanze protagoniste di questi prodigi e non solo la famiglia che le raggruppa per poter allargare magari la cerchia di alimenti amici di ipertensione, tumori e malattie cardiovascolari.

Ciò che invece è già molto chiaro riguarda il ruolo determinante di una dieta con alte percentuali quotidiane di frutta, vegetali e in generale sostanze ricche di antiossidanti come freno potente alle patologie segnalate come l’ipertensione.

Fare attenzione alla tipologia di proteine consumate può metterci al riparo da conseguenze anche molto serie sulla salute, lo ribadisce questa analisi che mette in risalto l’importanza di scegliere prevalentemente proteine vegetali.

La questione delle proteine è molto importante nella nostra alimentazione, sono una fonte imprescindibile per una buona salute e la piena efficienza di tutti gli organi funzionali.

Della loro esigenza e presenza nella dieta quindi non si discute, il problema nasce quando le proteine derivano quasi esclusivamente da fonti animali che in effetti nel loro complesso sono quelle più ricche e spesso le uniche per le comuni conoscenze di una vasta parte della popolazione.

L’impatto negativo delle proteine animali usate in maniera squilibrata e abbondante è noto da tempo e sono molte le raccomandazioni che vengono lanciate su una loro riduzione.

Non si tratta di diminuirle o addirittura eliminarle ovviamente quanto saperle sostituire con fonti alternative che sono rappresentate dalla più sane e meno impattanti proteine vegetali.

Dei danni notevoli e anche drammatici di un consumo eccessivo di proteine si è approfondito in una vasta analisi che ha coinvolto un numero elevatissimo di uomini e donne scelti in maniera omogenea per quanto riguarda le abitudini alimentari, l’utilizzo o meno di integratori alimentari, vizi quali il fumo o l’uso di bevande alcoliche, il consumo di frutta e verdure, la presenza di patologie come il diabete o l’ipertensione, lo stato di salute complessivo e così via.

L’indicazione principale che è scaturita porta a considerare come la semplice e fattibile da tutti sostituzione del solo 3 % di calorie o energia derivanti dalle proteine animali con quelle vegetali ha un riscontro preciso con i decessi complessivi.

Il tasso di mortalità generale si è dimostrato essere inferiore del 10 % sia negli uomini che nelle donne, mentre quello cardiovascolare del 11 % negli uomini e del 12 % nelle donne.

Ricordiamo per praticità e utilità che sono moltissime le fonti vegetali di proteine e che combinandole saggiamente fra loro possono coprire gran parte delle esigenze funzionali dell’organismo senza ricorrere a quelle animali che dovrebbero essere viste più che altro come integrazione di completamento a quelle vegetali e non il contrario come avviene ora.

Eccone alcune tra le tante a iniziare dai semi oleosi come quelli di zucca, di lino e di chia; la frutta secca in guscio come mandorle, anacardi, pistacchi e noci; i legumi quali ceci, fagioli, arachidi e derivati, lenticchie, piselli e soia; verdure come spinaci e broccoletti; i tipici derivati dalla soia come tofu e tempeh; cereali come quinoa, riso integrale, farro e orzo; sostanze parallele ad alta densità di proteine come la spirulina.

Le noci vantano un lunghissimo elenco di sostanze estremamente preziose per la salute e altrettanto efficaci come arma preventiva, un organo che viene influenzato particolarmente in positivo da questi frutti in guscio è la pelle.

Il consumo moderato ma regolare di alcuni noci ne amplifica di molto la lucentezza, elasticità e morbidezza con la piacevole conseguenza di minimizzare molti degli inestetismi.

Quando si raccomanda il consumo di noci per i numerosi benefici che portano all’organismo è importante capire che ci si sta riferendo a noci intere, quelle il cui frutto interno e ben celato, protetto e nascosto da agenti esterni dal massiccio guscio e che per essere consumate devono essere aperte al momento del consumo facendo almeno un po’ di fatica, ma si tratta di una fatica ben spesa lo possiamo assicurare!

L’apertura di una noce per quanto tenace non è mai un impresa comunque, spesso basta la lama di un semplice coltello che infilata nell’apertura superiore o inferiore forza l’apertura del guscio, altrimenti si può sempre ricorrere allo strumento per eccellenza, lo schiaccianoci.

È importante precisare questo perché non è pensabile ricevere tutti i benefici delle noci se queste sono consumate già sgusciate, in confezioni che per quanto protette e sigillate rischiano spesso di contenere gherigli ossidati se non addirittura trattati con qualche sostanza, per quanto lecita, adatta a farle durare più a lungo.

Sia in un caso che nell’altro comunque ci si ritroverebbe di fronte a frutti vecchi, con meno sostanze protettive e benefici ridotti anche se obbiettivamente non in maniera drastica.

E sarebbe un vero peccato perché le noci di fatto vantano un lunghissimo elenco di sostanze estremamente preziose per la salute e soprattutto estremamente efficaci come arma preventiva nei confronti di moltissime patologie.

Non a caso sono oggetto continuo di studi, al centro di campagne di buona alimentazione, citate da numerosi ricercatori come pietre di paragone di un concentrato di salute.

Un aspetto interessante che farà felice le donne e in realtà anche molti uomini è la loro benevola e potente azione rigeneratrice sulla pelle tale da eliminare molte problematiche e donare una lucentezza unica.

Vediamo allora quali sono le sostanze contenute nelle noci a beneficio della pelle e le motivazioni della loro influenza positiva che per altro va ben oltre la sola pelle.

Come primo elemento sostanziale abbiamo la vitamina E un micronutriente potente la cui mancanza genera molte problematiche e compromette diverse reazioni di prevenzione attiva, nel caso del nostro organo esterno più esteso ne garantisce la tenuta nel tempo, ne amplifica di molto la lucentezza, elasticità e morbidezza con la piacevole conseguenza di minimizzare molti degli inestetismi che si presentano con l’avanzare dell’età.

Sempre nell’ambito delle vitamine nelle noci ritroviamo abbondanti dosi di quelle del gruppo B che nel loro insieme, essendo in realtà divise in sotto categorie distinte, sono le responsabile della rigenerazione di nuove cellule della pelle attenuando di molto le sollecitazioni al prurito, gli arrossamenti di vario tipo e l’accumulo sotto pelle di elementi di disturbo alla buona salute di questo importante organo esterno.

Dobbiamo poi sapere che le noci contengono un singolare e interessante mix di Omega 3 e 6 in un equilibrio discretamente efficace visto che spesso in un cibo prevalgono i primi o i secondi.

Gli effetti di queste sostanze chiamate omega riguardano in particolare la potente attività antiinfiammatoria utile a praticamente tutto nell’organismo, ma che nel caso della pelle amplifica di molto la sua elasticità e tolleranza alle aggressioni e irritazioni contrastando anche la formazione di acne e dermatiti.

Per completare il quadro informativo, anche se in realtà più vasto e esteso, segnaliamo come le noci portano benefici concreti alla pelle anche con applicazioni esterne tramite impacchi e creme di varia formulazione.

Ma anche con il naturale olio che da questi frutti secchi, ricchi in grassi, si può ottenere, un olio quello di noci ricco di antiossidanti, sali minerali e acidi grassi essenziali, particolarmente efficace sulle pelli grasse e problematiche su cui si assorbe facilmente senza lasciare particolari residui.

Favorire una buona pressione del sangue con un consumo costante e controllato di frutta fresca è quello che ci raccontano due interessanti ricerche che avvallano precedenti osservazioni e studi in merito all'influenza di una sana alimentazione rispetto al contrasto dell’ipertensione

Da molto tempo si è potuto constatare che tra gli alimenti naturali più benefici per la regolarizzazione della pressione del sangue la frutta fresca, ancora meglio se di stagione, ha un ruolo preminente e strategico.

Istintivamente per chi conosce un poco di nutrizione e salute questo è più che comprensibile visto che la frutta fresca è molto ricca di potassio un sale minerale che controbilancia in maniera decisa l’eccesso di sale e sodio che caratterizza molta dell’alimentazione moderna.

Ma non solo potassio in quanto la frutta fresca porta con se anche notevoli quantità di fibre, flavonoidi e numerose altre sostanze antiossidanti.

Il ruolo del sale come è noto è determinante nel controllo dell’ipertensione e una sua riduzione drastica è una delle strategie più efficaci con effetti accertati definitivamente.

Due studi quasi contemporanei ci raccontano meglio il ruolo della frutta fresca all’interno della dieta in ottica antipertensiva a cominciare da un analisi condotta negli Stati Uniti e pubblicata su Hypertension che ha confrontato tre grandi studi osservazionali con un numero elevato di persone le cui condizioni di salute, dieta e stile alimentare è stato monitorato per 20 anni.

In questo ampio campione è stato visto che chi includeva abitualmente nella dieta almeno quattro porzioni di frutta fresca al giorno aveva molte meno probabilità di andare incontro a una forma di ipertensione.

Il secondo studio altrettanto interessante è stato condotto in Cina e pubblicato sull’American Journal of Hypertension, incentrato sui consumi reali di sodio su un campione di 15 mila persone e in parallelo sui cibi che potenzialmente ne minimizzano i danni ha visto confermato il ruolo primario della frutta fresca in questa ottica.

Non bisogna tuttavia dimenticare che la frutta fresca introduce nell’organismo anche importanti quantità di zuccheri tollerabili solo se la dieta nel suo complesso segue strade virtuose come quelle del modello e stile alimentare mediterraneo.

Un ultima chicca che vogliamo aggiungere riguarda il contributo, se consumato in dosi circoscritte e controllate, del cioccolato fondente e del cacao amaro in generale sulla regolarizzazione della pressione del sangue in quanto sembri portare a una riduzione dell’aggregazione piastrinica grazie all’ingente presenza di flavanoli.

In ogni caso prudenza, consumiamolo si il cioccolato, ma in dosi calibrate come in questo ottimo dessert nato proprio per celebrare le virtù della frutta fresca contro l’ipertensione in collaborazione con il cioccolato fondente!

Ultimi articoli

Pera Abate, bontà e creatività in cucina

Pera Abate, bontà e creatività in cuci…

23-11-2022 Mangiare sano

  Conosciamo meglio una delle varietà di pe...

Ridurre i rischi di diabete mangiando meno carboidrati

Ridurre i rischi di diabete mangiando me…

15-11-2022 Diabete

È una regola conosciuta da tempo e che ancora un ...

Datteri: i preziosi e nutrienti frutti la cui forma a dito ha dato origine al nome

Datteri: i preziosi e nutrienti frutti l…

08-11-2022 Mangiare sano

Sembra infatti che il nome derivi in origine dal t...

Libri in Primo Piano

Ipertensione: curarla a tavola

Ipertensione: curarla a tavola

Aprile 01, 2009

Le guide di Natura e Salute Descrizione: Il ruol...

100 cibi in conserva

100 cibi in conserva

Agosto 01, 2007

Le guide di Natura e Salute Descrizione: Questo ...

Olio: crudo e cotto

Olio: crudo e cotto

Marzo 01, 2012

Le guide di Natura e Salute La multidirezionalit...

Le ricette del mese

Risotto con essenza intensa di mandarino e castelmagno

Risotto con essenza intensa di mandarino…

24-11-2022 Primi

In questo ottimo risotto troviamo la particolare c...

Orate ai funghi con purea delicata di zucca alle nocciole

Orate ai funghi con purea delicata di zu…

22-11-2022 Secondi

Prima che con la fine dell’autunno sia funghi di...

Chutney piccante di melagrana in conserva

Chutney piccante di melagrana in conserv…

20-11-2022 Conserve e Salse

In una sorta di sfida tra i fornelli si è voluto ...

Invito alla Lettura

100 Baby Pappe

100 Baby Pappe

17-11-2011 Invito alla Lettura, i libri consigliati

Ricette per bimbi 0-1 anno Succede in molti casi ...

Equo e Solidale

Equo e Solidale

07-05-2012 Invito alla Lettura, i libri consigliati

Un ricettario per tutti i giorni È un libro molt...