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Dec 09, 2022 Last Updated 6:39 PM, Dec 8, 2022
Non sono solo le bevande a garantire il mantenimento di un efficiente livello di idratazione interna all’organismo, anche il cibo svolge molto bene questo ruolo se si ha la saggezza di sceglierlo con criterio seguendo un alimentazione ricca di alimenti vegetali e iniziare i pasti con insalate o ortaggi a crudo porta con se in più altri vantaggi di altissimo livello nutrizionale!

Il livello di idratazione giornaliero condiziona fortemente tutti i processi di salute che avvengono nell’organismo in quanto l’acqua rimane l’elemento fondamentale che sovraintende a tutte le reazioni che in qualche modo hanno a che fare con la vita.

Il primo elemento da tenere in considerazione è ovviamente la qualità nutrizionale di quello che viene bevuto durante il corso della giornata essendo i liquidi le sostanze di fondo.

Ma è interessante notare come le bevande assunte non hanno tutte lo stesso potere idratante e sceglierne una piuttosto che un’altra può condizionare in molti modi il livello di idratazione dell'organismo.

Bisogna fare attenzione in particolare a quelle che sono le bibite ricche di zuccheri, al di la di quello che la pubblicità tenta ogni volta di far credere nascondendo e mistificando i valori reali tramite una spudorata propaganda.

Così come quelle che hanno una presenza di sale eccessivo o peggio alcol e sostanze di sintesi con effetti di sola apparente soddisfazione della sete.

L’aspetto che però si considera poco quando si parla di idratazione anche a livello medico generale è il cibo che viene ingerito.

Degli alimenti, infatti, si mettono in risalto quasi esclusivamente i componenti nutrizionali più rilevanti o che sembrano siano legati fortemente a patologie in relazione con la dieta, mentre pochissime volte l’analisi ruota intorno ai contributi in termini di idratazione e percentuali di liquidi che un cibo porta all’organismo.

Come è facile immaginare ad esempio la quantità di liquidi contenuti in un ortaggio come la stagionale zucchina è ben differente di quella presente in una fetta di carne e consumare l’una piuttosto che l’altro ha quindi un riflesso diretto sul livello di idratazione interna dell’organismo (tralasciando qui le ingenti risorse d’acqua necessarie per produrre la seconda rispetto alla prima!).

Consumando un alimentazione e una dieta a prevalenza di alimenti vegetali riusciamo quindi ad assicurarci un buon livello di idratazione indotto assicurando all’organismo una base poi più facile da integrare e equilibrare con le bevande liquide a cominciare dalla semplice acqua.

A livello pratico possiamo con estrema efficacia seguire una facile indicazione di gusto ad alto profilo nutrizionale e ad elevato introito idrico oltre che di sostanze preziose e fondamentali come vitamine e sali minerali.

Preparare e consumare all’inizio di ogni pasto prima di ogni altra cosa una bella dose di insalata, semplice verde, mista e con più verdure a foglia colorate, con elementi paralleli non a foglie come carote, ravanelli, cetrioli, sedano o pomodori.

Ricordando che condirla con del succo di limone mescolato a olio d’oliva e erbe aromatiche ne amplifica dal punto di vista sensoriale la piacevolezza e l’effetto dissetante.

In alternativa anche altre proposte di elementi crudi con intatti i livello di liquidi interni come un invitante pinzimonio piuttosto di verdure marinate o frullati semplici di più verdure sempre con succo di limone, poco olio, erbe aromatiche e spezie a scelta.

Questo stratagemma seguito con costanza porta i vantaggi descritti a livello di idratazione, ma ancora di più porta benefici più incisivi a livello organico con una migliore digeribilità generale del pasto nel suo complesso e a una prematura sensazione di stomaco pieno che induce a consumare successivamente meno cibo con tutti i risvolti positivi del caso!!!

Sempre più studi, alcuni in particolare verranno riportati a breve sul sito, indicano come ci sia una vera e propria dipendenza dal cibo industriale processato e ultralavorato con danni simili alle altre dipendenze negative da sostanze ricorrenti. Se per alcune tipologie di ricette articolate e lunghe questo meccanismo è in piccola parte comprensibile non lo è assolutamente per cibi semplici e veloci da preparare come gran parte delle verdure fresche!

Il cibo pronto da acquistare e semplicemente consumare può avere mille sfumature diverse, possiamo ad esempio trovare paste fresche ripiene e non come altre tipologie simili, cioè elementi mediamente elaborati da rendere abbastanza comprensibile la voglia ogni tanto di trovarseli pronti da cuocere semplicemente.

Ci sono poi le tipologie anche già cotte che richiedono solo il riscaldamento, un gradino più elevato e saltuariamente tollerabile se le condizioni ambientali e di circostanza impediscono magari di poter fare altro.

Le situazioni di impedimento in questo senso possono essere molteplici e giustificare anche un'eccezione in chi di solito prepara da se tutto, a patto che la lavorazione di questi cibi sia stata semplice senza la presenza di troppo ingredienti estranei alla natura del prodotto in se.

Quando si arriva alle insalate sigillate in atmosfera controllata pronte solo da aprire e mettere in ciotola e a carote e tanti altri ortaggi simili già tagliati i dubbi sull’opportunità di reperire cibo pronto cominciano a diventare tangibili.

Perché onestamente il tempo di lavare e tagliare un insalata da se, sbucciare una carota o una patata, pulire dei fagiolini o dei peperoni è semplicemente ridicolo in termini di quantità da mettere in conto nel proprio spazio temporale.

Considerando che ci sono semplici attrezzi di cucina (pensiamo a una banale e economica centrifuga da insalata, un pelapatate estremamente poliedrico nelle sue funzioni, ecc) che rendono questo ancora più veloce e semplice.

Con il vantaggio di essere più sicuri dell’igiene complessiva, sottoporre a un’ossidazione minore le parti vegetali tagliate al momento, pagare una cifra infinitamente più bassa.

E anche quando si tratta di preparare elementi in apparenza più complessi c’è sempre un piccolo attrezzo economico che può velocemente aiutare.

Basta dunque sforzarsi di trovare sempre quei pochi minuti in cucina e se non ci sono impedimenti oggettivi prepararsi in molto meno tempo di quello che si teme le verdure fresche con pieno godimento del palato e enorme beneficio per l’organismo!

Caratteristiche salienti della buona, sana, gustosa e colorata barbabietola che porta anche tanti elementi di salute in tavola con molta facilità, soprattutto se la scegliamo fresca e cruda sfruttando pienamente anche le sue eccellenti foglie con cui preparare altrettante ottime ricette!

Le barbabietole, malgrado il contenuto di zuccheri che le rendono meno adatte a chi deve confrontarsi per vari motivi ai picchi glicemici, sono un ortaggio molto interessante e troppo poco preso in considerazione nelle ricette di cucina.

Per altro l’abitudine ormai consolidata, per motivi di praticità comprensibili in parte, è quella di prenderla già cotta spesso in sottovuoto a lunga durata, ma se si ha l’accortezza di acquistarla fresca e cruda con tutte le foglie attaccate su possono sfruttare vantaggiosamente anche queste.

E sono ottime perché hanno una consistenza e un sapore simile alle comuni bietole, una volta lessate o cotte a vapore diventano un ottimo e salutare contorno da insaporire con buon olio d’oliva e erbe aromatiche e nel nostro acquisto possiamo così anche ottimizzare la spesa e ridurre a zero gli sprechi!!

La bella e affascinante radice rossa si può invece sia consumare cruda in insalata o in ottimo e originale carpaccio, sia cuocerla al forno e lessarla intera, raffreddarla e tenerla pronta per realizzare veloci preparazioni ricordando che è anche un ottimo colorante adatto ad esempio per simpatici gnocchi, paste fresche e ripieni.

Quando si acquistano ricordare però che devono presentarsi sode ma non dure, senza macchie marroni o verdastre con la buccia che si stacca relativamente con facilità, segno di giusta maturazione.

Le ricette da fare con la barbabietole sono innumerevoli, ad esempio al curry con accompagnamento di cavolfiore, trasformate in salsa rosa per ottimi primi piatti, in insalata con nocciole per accompagnare una frittata e molto altro.

Qui vi suggeriamo un modo pratico e veloce partendo dalla barbabietola già precotta: per prima cosa sbucciatela e tagliatela a fettine, in un piatto resistente al forno o una tortiera intercalatetele con altrettante fettine di patate cotte a vapore formando una sorta di spirale.

Mettete quindi in ammollo dei funghi secchi in acqua tiepida e dopo 10 minuti circa strizzateli e tritateli, frullateli con della ricotta e del latte fino a formare una profumata salsina con cui irrorare la spirale bicolore, completate con dei semi di papavero e gratinate nel forno caldo a 200 gradi per 5 minuti.

Le buone castagne sono sempre un grande piacere e portano nutrienti e sostanze molto utili all’organismo, vediamo insieme come conservarle al meglio sia che le raccogliamo da noi, sia che le compriamo e scopriamo come cuocerle in maniera adeguata e gustosa!!

La castagna è un tipico prodotto autunnale che sa trasformarsi in mille cose diverse diventando farina, pane, biscotti, dolcetti, polenta, pasta e un infinità di altre cose buone e sane con la prerogativa, oggi rilevante, di non contenere nativamente glutine.

Un frutto derivato da una pianta chiamata proprio per questo spesso albero del pane per aver contribuito in concreto a sfamare nel corso dei secoli tante generazioni del ceto più povero stimolandone la fantasia in cucina e diversificando magicamente la nostra cucina regionale.

Se il frutto fresco si consuma solamente tra ottobre e dicembre tramite lessatura o meglio con le classiche caldarroste in vendita per strada la versione secca può diventare prima frutto secco a lunga conservazione adatto ad esempio per completare magnifiche zuppe e poi anche una magnifica e impalpabile farina con caratteristiche peculiari e molto interessanti in abbinamento a una lunga serie di ingredienti paralleli.

Rimanendo sul solo frutto fresco possiamo immaginare due scenari differenti, la raccolta personale a mano che per quanto faticosa regala tante soddisfazioni a cominciare dalla sana attività fisica indotta dalla raccolta stessa e il reperimento tramite acquisto per chi non ha altra possibilità.

In entrambi i casi e soprattutto quando si è di fronte a una quantità importante e abbondante vanno conosciute bene le modalità per non sprecare malamente questo ottimo frutto di stagione.

La prima cosa è un attenta selezione, sappiamo bene tutti che la castagna è soggetta alla presenza di “estranei animati” poco gradevoli che per crescere e sviluppare si nutrono della polpa interna, già un osservazione esterna con la traccia di un piccolo buco evidente ci può far capire dove sono presenti.

In alternativa possiamo verificarne la loro assenza lasciando in ammollo le castagne per alcune ore o giorni e cambiando l’acqua ogni tanto, quelle che ritroviamo a galla sono certamente da eliminare.

Riguardo alla conservazione ottimale medio lunga nel tempo, premettendo che è pur sempre un frutto fresco con una durata comprensibilmente stagionale e limitata, possono essere riposte in un sacchetto di carta, juta o quelli appositi microforati per alimenti nella parte bassa del frigorifero fino a teoricamente 1 mese inoltrato, ma inevitabilmente si asciugano e tendono a seccare internamente man mano che passa il tempo per cui è preferibile considerare un periodo conservativo in frigorifero di non oltre 2-3 settimane al massimo.

In alternativa possono essere congelate con una conservazione affidabile e lunga nel tempo, conviene già inciderle con un taglio tramite un coltello come si si dovessero cucinare arrosto, sistemarle in un sacchetto per alimenti meglio se privato d’aria e lasciate a disposizione per il consumo fino a 8-9 mesi circa utilizzandole direttamente per la cottura senza scongelarle prima.

Due piccole indicazioni, invece, per quanto riguarda la cottura che abitualmente avviene secondo due metodi principali: a secco con il calore di una padella o del forno, in acqua tramite lessatura.

Nel primo caso dopo aver inciso con un leggero taglio orizzontale le castagne si lasciano sbollentare in poca acqua bollente per circa 2 minuti, si scolano e si trasferiscono in una classica padella forata rivestita con 1-2 fogli di alluminio per limitare le eccessive bruciature esterne, coperte molto bene con un coperchio adatto e lasciate cuocere dai 15 ai 30 minuti a seconda della quantità e dimensione dei frutti.

Un’altra possibilità e stenderle su una placa da forno e cuocerle a 210 gradi per almeno 20 minuti a salire, una volta ben arrostite vanno poi avvolte in uno strofinaccio per alcuni minuti e man mano sbucciate e degustate eliminando con facilità buccia e pellicina interna.

Per lessarle se quello che interessa è estrarre il frutto intatto o quasi e renderlo più gelificato si mettono in acqua già incise, ma se non c’è questa esigenza è consigliabile lasciarle intatte (anche perché così se rimangono si conservano meglio per il giorno dopo) per una cottura media di 20-30 minuti circa.

Il broccolo di Torbole ha una somiglianza con il comune cavolfiore, ma consistenza, aroma e intensità piacevolmente diversa e unica tanto da consigliarne l’assaggio almeno una volta se si ha la fortuna di trovarsi nel contesto territoriale dove è più diffuso!

All’interno della stessa famiglia vegetale degli ortaggi esistono spesso un infinità di tipologie diverse le cui caratteristiche sono forgiate dalle condizioni climatiche esterne, dalla natura del terreno, dalla presenza di eventi meteorologici specifici.

Sapori, consistenze, profumi, colori possono così cambiare e caratterizzare specialità locali particolari ed esclusive che meritano di essere messe in evidenza e conosciute.

È il caso del “Broccolo di Torbole” un eccellenza trentina poco conosciuta al di fuori del suo stretto ambito territoriale che viene coltivata negli orti e nelle terre di Torbole e Linfano a pochi chilometri dal climaticamente mediterraneo lago di Garda e le prime montagne innevate.

La nicchia ambientale che resiste all’incombenza dell’inverno montano è dovuta principalmente a un vento locale proveniente del nord-est chiamato Pelèr grazie al quale si instaura un microclima ideale alla coltivazione di questo ortaggio speciale.

La raccolta avviene a fine autunno e il broccolo si mantiene integro per diverso tempo, si presenta con un’infiorescenza di colore giallognolo simile a una piccola palla punteggiata riconducibile parzialmente alla struttura di un comune cavolfiore bianco.

Alla vista le cimette serrate le une alle altre danno una sensazione esterna di morbidezza e sono racchiuse all’interno di foglie verdi con coste bianche che nella loro parte più interna possono tranquillamente essere consumate insieme al broccolo stesso.

Il sapore è molto più soave e avvolgente rispetto al carattere del classico cavolfiore e conquista chiunque lo assaggi, visto che non è diffuso in maniera capillare su tutto il territorio nazionale segnaliamo che in alcuni casi si può sostituire con il cavolfiore bianco stesso a cui assomiglia esteticamente avendo l'accortezza di sceglierlo molto piccolo e giovane, in altri casi sono invece preferibili i comuni broccoletti verdi per quanto di diverso aspetto.

Per esaltarne al meglio le qualità possiamo cuocerlo intero con una tecnica speciale assimilabile alla sana cottura a vapore a cui segue un condimento semplice e estremamente gustoso a base di olio extravergine d’oliva di qualità, profumo di arancia, pistacchi verdi e pepe rosa, trovate la ricetta a questo link.

In alternativa è possibile abbinarlo a altri prodotti di stagione come le noci e le mele contrastando il tutto con un formaggio ben stagionato lasciando sempre come base un buon olio extravergine d’oliva, la ricetta è presente in questa pagina anche se la foto per motivi contingenti di reperibilità è riferita a una seconda ripetizione fatta con i già citati broccoletti!

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