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Jul 03, 2022 Last Updated 8:55 AM, Jul 1, 2022

Questi piccoli dolcetti portano con se oltre a un ottimo gusto e fragranza molte sostanze preziose e prerogative benefiche che si sintetizzano in parte nel bel colore giallo e solare dei limoni.

L’impasto di base arricchito con farina di grano saraceno è ricco di buone fibre e una bassa percentuale di zucchero ricorrendo come legante a un olio vegetale preferito al classico burro.

La crema a base di succo di limone mantiene la sua gradevole acidità ben mitigata dallo yogurt, mentre la parte finale invece di avvalersi della solita gelatina si pregia dell’uso del miele, ben più sano e valido!

Ingredienti per 4 persone:

  • 2 limoni,
  • 50 g di farina di grano saraceno,
  • 100 g di farina 0,
  • 4 cucchiai di zucchero di canna,
  • 40 ml di olio di girasole,
  • 20 g di maizena,
  • 50 g di yogurt intero o di soia,
  • curcuma in polvere,
  • 1 cucchiaio circa di miele d’acacia,
  • sale

Preparazione

  1. Lavare e asciugare i due limoni, grattugiare la buccia di uno, tagliare il secondo nella parte centrale in 12 fettine sottili e conservarle in una piccolo contenitore al fresco, spremere il succo di tutto il limone rimasto mettendolo in un bicchiere.
  2. Mescolare insieme le due farine con un pizzico di sale, l’olio, la buccia di limone, 2 cucchiai di zucchero di canna e inizialmente poca acqua fredda, impastare versando se serve un altro poco di acqua e lasciare riposare l’impasto per 30 minuti.
  3. Stenderlo allo spessore di circa 2-3 mm, rivestire 12 piccoli stampi per crostatine da 6-7 cm di diametro, bucare il fondo e cuocere per 10 minuti in forno caldo a 180 gradi.
  4. Allungare il succo di limone con l’acqua sufficiente a ottenere 200 ml di liquido e mescolarlo con lo zucchero rimasto, sciogliere gradualmente con questo liquido la maizena e una punta di curcuma messi in una piccola casseruola, portare lentamente a ebollizione e lasciare raffreddare, unire lo yogurt e mescolare bene fino a creare una crema uniforme.
  5. Distribuirla nelle crostatine, mettere sulla crema di ogni crostatina una fettina di limone, spennellare con un poco di miele d’acacia, conservare in frigorifero per 10 minuti e servire.

Un impasto particolare ci curiosi gnocchetti con la salutare e colorata barbabietola si armonizza al meglio con un gustoso brodo vegetale che raccomandiamo sia il più intenso possibile per creare il giusto contrasto.

Oltre alla barbabietola una particolarità di questi gnocchetti è che vengono legati insieme dagli ottimi semi di lino che qui svolgono un azione più meccanica che salutistica, per esaltare quest’ultima molto meglio è unirli a fine preparazione alla minestra dopo averli macinati o pestati.

Ma non dobbiamo dimenticare che a livello di benessere in questa ricetta possiamo contare sulla fantastica curcuma, mentre l’insieme della preparazione è senza glutine e con un discreto carico di altri elementi di salute!

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 cucchiaio di semi di lino,
  • 50 g di barbabietola lessata,
  • 300 g di patate a pasta bianca,
  • 75 g di farina di riso,
  • 25 g di farina di sorgo,
  • 25 g di farina di grano saraceno,
  • 1 l circa di brodo vegetale intenso,
  • 1 cucchiaino raso di curcuma in polvere,
  • 1 cucchiaino di semi di sesamo nero,
  • noce moscata,
  • pepe nero,
  • olio extravergine d'oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Pestare, frullare o macinare i semi di lino mescolandoli in un bicchiere con 50 ml di acqua e lasciare riposare almeno 20 minuti, nel frattempo tagliare la barbabietola in piccoli pezzi, sbucciare le patate, lavarle, tagliarle a spicchi e cuocerle a vapore per 15 minuti circa fino a renderle tenere.
  2. Frullare finemente i semi di lino riposati con la barbabietola fino a ottenere una crema, mescolare le tre farine insieme e impastarle con la crema viola, una macinata di noce moscata e un pizzico di sale fino a ottenere un impasto uniforme, se necessario versare poca acqua.
  3. Dividere l'impasto in piccoli pezzi, arrotolarli sul tavolo dandogli la forma di un grissino, tagliarli in piccole fette e disporli ben infarinate in un vassoio.
  4. Portare a bollore il brodo pronto insieme alla curcuma mescolata prima con 2 cucchiai di olio e un pizzico di pepe nero, aggiungere le patate a vapore e frullare fino a ottenere una crema fluida da regolare di sale.
  5. Lessare le chicche viola in abbondante acqua bollente salata per 4-5 minuti, scolarle e condirle con poco olio, distribuire la crema dorata nelle fondine, adagiarvi sopra le chicche e decorare con i semi di sesamo nero.

La bellezza del mondo è anche nei cibi del mondo e per quanto si desideri rimanere fedeli alle tradizioni esse vivono anche di trasformazioni e evoluzioni in base ai prodotti che arrivano sul mercato per quanto estranei al contesto geografico.

Se così non fosse oggi non avremmo ne pomodori ne pizza per esempio, ma tornando ai giorni nostri introduzioni recenti di cereali o piante assimilabili hanno cambiato molto in positivo le possibilità di realizzare piatti del benessere con gusto e piacere.

È il caso del Teff cereale facilmente digeribile originario dell’Etiopia con presenza sui quei territori da oltre 5000 anni che possiede una lunga serie di sostanze benefiche ed è senza glutine del quale abbiamo voluto provare la farina per realizzare queste ottime crespelle, in abbinamento alla farina di grano saraceno, da farcire con tutto quello che desideriamo!!

Ingredienti per 4 crespelle:

  • 25 g di farina di teff,
  • 25 g di farina di grano saraceno,
  • 150 ml di bevanda vegetale alla soia o altro,
  • 1 cucchiaio circa di sciroppo d’agave,
  • olio di girasole,
  • cannella in polvere,
  • sale

Preparazione

  1. Mescolare insieme in una ciotola le due farine con un pizzico di sale e una spruzzata di cannella fino a formare un composto unico.
  2. Versare lentamente il latte di soia inglobandolo con l’aiuto di una frusta in modo da non formare grumi, continuare fino a ottenere una pastella liscia e uniforme.
  3. Addolcirla con lo sciroppo d’agave e se troppo densa versare un altro poco di bevanda vegetale, la consistenza dipende dal tipo di bevanda scelta.
  4. Scaldare una piccola padella da 20 cm circa per crespelle, oliarla leggermente e quando ben calda versarvi un mestolino di pastella.
  5. Ruotare velocemente la padella in tutte le direzioni e cuocere la crespella a fuoco medio fino a quando il fondo non diventerà dorato e i bordi non tenderanno ad arricciarsi, girarla eventualmente con l'aiuto di una paletta e cuocerla per un altro minuto scarso.
  6. Farcirla con una marmellata a scelta o yogurt farcito con frutta fresca e secca.

L’estate è il momento magico dei frutti rossi di bosco, intendendo con questo termine una bella lista di prelibatezze della natura come fragole, lamponi, ribes, alcune tipi di more e altre bacche minori meno usate e conosciute.

Approfittarne è un dovere che sfocia con molta facilità nel puro piacere e non solo in pasticceria visto che molte buone insalate, antipasti intriganti, combinazioni con alcuni pesci, simbiosi con verdure crude si avvantaggiano enormemente dalla presenza di questi frutti.

Indubbiamente però sono i dolci dove riescono a spiccare di più e mettersi in evidenza come nelle tortine che vi presentiamo di seguito la cui particolarità di fondo è essere prive sia di prodotti di origine animale e sia di glutine senza per questo sfigurare minimamente, anzi!!!

Ingredienti per 4 persone:

  • 150 g circa di frutti rossi tra fragole, lamponi o ribes,
  • 1 cucchiaio di sciroppo d’acero,
  • ½ limone,
  • 60 ml di bevanda o latte di avena,
  • 30 ml di olio di girasole,
  • 30 g di zucchero di canna,
  • 30 g di farina di riso,
  • 30 g di farina di grano saraceno,
  • 30 g di maizena,
  • 5 g di lievito per dolci

Preparazione

  1. Lavare i frutti rossi, eliminare l’eventuale picciolo, asciugarli e dividerli in spicchio anche solo a metà, mescolarli con lo sciroppo d’acero e poco succo del limone da cui si sarà prima grattugiata un poco di buccia, coprirli e lasciarli insaporire.
  2. Frullare per 1-2 minuti il latte di avena, l'olio e lo zucchero, mescolare insieme la farina di riso, la farina di grano saraceno, la maizena, la buccia di limone e il lievito per dolci.
  3. Versare gradualmente il composto liquido mescolando con una frusta fino a ottenere un impasto consistente, ammorbidirlo e renderlo più cremoso aggiungendo la frutta con tutto il liquido dolciastro.
  4. Oliare leggermente e cospargere con farina di grano saraceno 4 formine da crostatine o simili, aggiungere l’impasto con i frutti rossi, cuocere in forno a 170 gradi per 15-20 minuti circa e raffreddare completamente prima di servire decorando a piacere.
Quando si tratta di addensare dei liquidi per i vari scopi di cucina come salse, creme e anche molte zuppe esiste da sempre un legante tradizionale dal nome particolare che può essere realizzato secondo diverse formulazioni e oggi sostituibile in alcuni casi con combinazioni addensanti più in linea con la cucina della salute garantendo ugualmente ottimi risultati.

Nei libri di cucina soprattutto a livello professionale quando si preparano diverse salse, creme, zuppe e composti similari viene spesso citata una parola misteriosa, il roux.

In realtà si tratta semplicemente di un vantaggioso legame tra un grasso, burro e olio quelli più usati, e la farina (può andare bene anche integrale) o uno sfarinato similare come alcuni amidi.

Questa unione particolare e funzionale consente poi quando inglobata in un liquido di ottenere effetti addensanti e aggreganti molto stabili e potenti.

Nella elaborazione tradizionale è essenziale il passaggio della cottura perché l’effetto abbia efficacia con un rapporto medio di 1:1, cioè una parte di grasso e uno di farina.

Aumentando la quantità di farina si ottiene un effetto più addensante e potente, diminuendo un effetto meno forte ma più dolce, cremoso e fluido, in tutto questo bisogna però fare attenzione all’equilibrio compositivo in modo che il roux finale sia sempre predisposto al meglio nel ricevere i liquidi successivi.

Per chiarire: se troppo denso e duro farà molta fatica a integrarsi adeguatamente con il resto degli ingredienti, se troppo fluido e “liquido” tradirà probabilmente un eccesso inutile di grassi!

Anche se nella versione classica si usa normale farina di frumento spesso la presenza di glutine può essere un problema a livello di tolleranza e se il glutine è anche eccessivo con farine forti si rischia di non ottenere una consistenza perfettamente cremosa.

In questa ottica le alternative non mancano a partire dall’ottima farina di riso e se non disturbano fibre e colore dall’altrettanto valida farina di grano saraceno per rimanere nel repertorio classico, ma ottime opzioni sono anche le più moderne farine di quinoa, miglio e sorgo.

Gli amidi come la maizena hanno, invece, il vantaggio di non richiedere necessariamente un grasso per legare e addensare, basta scioglierli con un liquido freddo evitando la formazione di grumi (ma è difficile che si formino) e tramite la cottura addensare i composti.

Serve solo l’accortezza di sciogliere inizialmente l’amido in un quantitativo di liquido molto basso e una volta formata una cremina liscia e morbida mescolarlo al resto del liquido e con accuratezza portare a cottura.

Lo stesso legame può realizzarsi con la già citata farina di riso che garantisce una particolare, vellutata e cremosa consistenza finale molto piacevole al palato.

Formalmente però non si possono definire dei roux, quanto piuttosto delle combinazioni addensanti moderne che a fronte di risultati diversi e di utilizzi non sempre applicabili (ad esempio nel caso di un soufflé) offrono alternative molto utili nell’ottica di una cucina della salute.

Ritornando alla combinazione classica vera e propria diamo, infine, un ultimo importante e prezioso consiglio: se si prepara un normale roux con burro/olio e farina è bene fare attenzione, per evitare grumi, di unire il liquido (latte, brodi, o altro) non bollente ma semplicemente caldo in modo da creare le condizioni migliore all’integrazione dei due diversi composti e alla cottura successiva.

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